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Proroga comunicazioni lavori con bonus condomini, superbonus e ritorno bonus barriere architettoniche in Milleproroghe

di Marianna Quatraro pubblicato il
Proroga comunicazioni lavori bonus condo

Il Milleproroghe 2026 potrebbe introdurre importanti novità per i bonus edilizi: dalla proroga delle comunicazioni per superbonus e condomini, alle nuove misure sul bonus barriere architettoniche

L’attuale scenario normativo si arricchisce di nuove prospettive grazie alle iniziative inserite nel cosiddetto Milleproroghe 2026, che punta a estendere alcune agevolazioni fiscali richieste da cittadini, amministratori di condominio e operatori professionali del settore edilizio. In particolare, le discussioni parlamentari delle ultime settimane hanno evidenziato una diffusa esigenza di garantire più tempo per l’adempimento delle comunicazioni relative agli interventi incentivati, coinvolgendo sia il bonus «barriere architettoniche» che le detrazioni destinate alle parti comuni degli edifici (conosciute anche come bonus condomini) e alle operazioni superbonus.

L’intenso confronto politico ha portato alla presentazione di emendamenti bipartisan, i quali rappresentano una sintesi delle richieste provenienti dalle principali forze parlamentari: Lega, Forza Italia, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Azione e Italia Viva. Il Milleproroghe 2026 si configura dunque come un strumento essenziale per il sistema fiscale e amministrativo collegato all’edilizia residenziale, determinando le tempistiche e le modalità di trasmissione delle informazioni verso gli enti preposti come Agenzia delle Entrate ed ENEA.

Bonus barriere architettoniche: il ritorno e le novità per il 2026

Uno dei temi centrali all’interno del Milleproroghe riguarda la proroga dell’agevolazione finalizzata all’eliminazione delle barriere architettoniche. Nel 2025, in assenza di specifici interventi legislativi, il bonus aveva visto una significativa riduzione sia in termini di percentuale detraibile sia di tipologie di interventi coperti. Tuttavia, l’ampio consenso maturato tra i principali partiti ha permesso di proporre una nuova estensione dello sconto fiscale, portando così a una potenziale riattivazione della detrazione al 75% per opere come ascensori, servoscala e rampe d’accesso.

La proroga proposta per il bonus barriere architettoniche riguarda esclusivamente la componente più «forte» del beneficio, che si era conclusa il 31 dicembre dell’anno precedente nella sua versione più generosa. Sulla base delle discussioni in Parlamento, la misura ha raccolto sostegno trasversale grazie all’indiscussa utilità sociale: non solo rende più accessibili gli edifici ma risponde anche alle esigenze di cittadini con difficoltà motoria o disabilità. Il costo stimato per la proroga del bonus barriere rimane relativamente contenuto rispetto ad altri incentivi edilizi, mantenendo la sostenibilità dell’intervento per la finanza pubblica (secondo quanto emerso dalle stime elaborate nei dossier parlamentari).

Tra le principali caratteristiche che distinguono la nuova proposta rispetto alle agevolazioni precedentemente disponibili, si segnalano:

  • Detrazione al 75% per interventi diretti all’abbattimento delle barriere (rampe, ascensori, servoscala, montascale) a prescindere dalla tipologia dell’immobile;
  • Applicazione del quorum agevolato, ovvero approvazione dei lavori in assemblea condominiale con la maggioranza dei presenti che rappresenti almeno un terzo del valore millesimale;
  • Esclusione dal regime agevolato degli interventi meno direttamente collegati all’accessibilità, come il rifacimento degli infissi o dei bagni (in passato ricompresi nel perimetro del bonus);
  • Conferma della necessità di rispettare le linee guida tecniche e i requisiti formali stabiliti dalle normative vigenti per la fruizione della detrazione.
Il dibattito sul nodo delle coperture economiche non ha ancora portato a una soluzione definitiva. Tuttavia, il consenso registrato lascia presagire uno scenario favorevole per la reintroduzione di un’agevolazione considerata di grande rilievo sociale. 

Rinvio delle comunicazioni per superbonus e bonus condomini: cosa cambia per amministratori e cittadini

Le procedure relative alle comunicazioni per interventi edilizi agevolati hanno assunto negli ultimi anni un ruolo centrale per la disciplina dei diversi benefici fiscali. Il Milleproroghe 2026, raccogliendo le richieste avanzate da amministratori e professionisti, introduce rilevanti modifiche ai termini tradizionali per la trasmissione delle informazioni riguardanti sia il superbonus che il bonus parti comuni condominiali.

Le motivazioni alla base di questo slittamento dei termini sono connesse alla complessità delle scadenze concentrate nell’arco di pochi mesi, in particolare nel periodo successivo alla chiusura del superbonus a dicembre 2025. In precedenza, per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2025, le comunicazioni all’ENEA avrebbero dovuto essere trasmesse entro 90 giorni, mentre quelle agli uffici fiscali erano richieste entro il 16 marzo. Le nuove proposte consentirebbero invece di presentare la documentazione fino al 30 giugno 2026, offrendo così:

  • Più tempo per la raccolta e l’elaborazione dei dati relativi agli interventi effettuati sulle parti comuni condominiali;
  • Semplificazione delle procedure per gli amministratori, specialmente rispetto all’introduzione del doppio regime fiscale (con aliquote al 50% e al 36% a seconda delle tipologie abitative e degli interventi);
  • Possibilità, per tecnici e condomìni, di gestire la «fase di uscita» dal superbonus con maggiore ordine e minor rischio di errori, favorendo la compliance normativa;
  • Riduzione della pressione amministrativa per cittadini e operatori nel rispetto dei nuovi criteri di trasparenza e tracciabilità imposti dalle norme su bonus edilizi.
L’attenzione alla correttezza e completezza delle comunicazioni appare ancora più centrale in relazione al debutto per gli amministratori di condominio della raccolta di informazioni ulteriori, come la distinzione tra prime e seconde case nei fabbricati oggetto di lavori agevolati. Questi dati, essenziali per l’attribuzione corretta degli sconti e dei benefici, richiedono tempistiche più flessibili per evitare errori formali che potrebbero inficiare l’accesso alle agevolazioni.

A livello normativo, la proposta si sofferma su un principio di continuità di tutela per coloro che hanno già iniziato pratiche edilizie e necessitano di sufficienti margini per completare gli obblighi dichiarativi.






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