Il Dpfp è atteso il 2 ottobre ma potrebbe slittare: cosa cambia per la manovra finanziaria 2027, tra deficit, Irpef, stipendi, pensioni e calendario.
Per la manovra finanziaria 2027 il momento della verità si avvicina. Venerdì 2 ottobre è la data di riferimento per il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), il testo che dovrebbe finalmente offrire le prime indicazioni concrete su risorse disponibili, margini di deficit e priorità del governo. Il condizionale però è d'obbligo: la scadenza non è vincolante e il via libera potrebbe slittare alla settimana successiva.
Il Dpfp è il documento che ha preso il posto della vecchia Nadef (Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza), a sua volta legata al Def. Con il nuovo ciclo di programmazione, adeguato alle regole europee, il governo deve presentare il Dpfp entro il 2 ottobre, aggiornando il quadro di primavera e definendo il contesto macroeconomico e di finanza pubblica per il triennio 2026-2028, con le proiezioni sugli effetti della legge di bilancio 2027.
In pratica, il Dpfp risponde a tre domande fondamentali:
Le ragioni del possibile ritardo sono soprattutto politiche. Nella maggioranza si confrontano due visioni, e trovare la sintesi richiede tempo. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha del resto già spiegato che la sintesi sulla manovra sarebbe arrivata "a breve", perché prima di tutto va aggiornato il quadro di finanza pubblica.
Uno slittamento di pochi giorni non avrebbe conseguenze sul percorso complessivo, perché le scadenze successive (il documento per Bruxelles e il disegno di legge di bilancio) lasciano un certo margine. Ma un rinvio sarebbe comunque un segnale: indica che il confronto interno non è ancora chiuso e che le scelte sui conti restano aperte.
Il nodo centrale per la Manovra 2027 è una scelta di fondo. Da un lato c'è l'ipotesi di una manovra prudente, che punti a riportare il deficit sotto il 3% del Pil per il 2026. Questo consentirebbe all'Italia di uscire dalla procedura Ue per disavanzo eccessivo e di attivare poi la flessibilità europea per le spese su energia e difesa, senza pesare sui saldi.
Dall'altro lato c'è l'ipotesi di una manovra più espansiva, con un'impronta più marcatamente elettorale. In questo scenario, come riportato da Adnkronos, non sarebbe possibile uscire dall'infrazione Ue, le spese per energia e sicurezza verrebbero contabilizzate nel disavanzo e il rientro diventerebbe più arduo.
A rendere il quadro più complesso c'è il calendario politico. Con le elezioni del prossimo anno all'orizzonte, nella maggioranza sta prendendo forma un fronte trasversale favorevole alla spesa. Anche gli esponenti più rigorosi sarebbero ora aperti a nuovo deficit, purché a fronte di obiettivi validi e non di spese a pioggia e dal fiato corto.
A pesare sulle scelte c'è anche l'allarme lanciato dal mondo industriale, che chiede misure per la competitività, in particolare sul fronte dei costi dell'energia. Il Dpfp dovrà quindi tenere insieme conti pubblici, crescita e richieste delle imprese.
Se i numeri definitivi arriveranno solo con il documento, le priorità politiche sono già abbastanza chiare. Al centro del dibattito ci sono le retribuzioni.
Tra le ipotesi che circolano ci sono:
Ogni misura ha un costo e i margini di spesa per la prossima manovra appaiono limitati dai vincoli più stretti delle nuove regole europee. Le strade per reperire risorse sono quelle note:
Anche se il Dpfp dovesse slittare di qualche giorno, il percorso della manovra resta scandito da tappe precise. Ecco il calendario da tenere d'occhio:
Quando il Dpfp sarà pubblicato, per capire davvero la direzione della manovra 2027 conviene concentrarsi su pochi indicatori chiave:
Quando sarà presentata la legge di bilancio 2027?
Il disegno di legge deve essere approvato dal Consiglio dei ministri entro il 20 ottobre e trasmesso al Parlamento, che deve approvarlo definitivamente entro il 31 dicembre.
Il Dpfp può davvero slittare?
Sì. La data del 2 ottobre non è vincolante e il via libera potrebbe arrivare la settimana successiva, senza compromettere il calendario complessivo.
Il taglio dell'Irpef è già deciso?
No. Le misure su Irpef, tredicesime, giovani e autonomi sono per ora ipotesi. La loro realizzazione dipenderà dai costi e dalle coperture disponibili.
Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...