Nel 2026 il panorama dei diritti per mamme lavoratrici cambia tra nuovi bonus, agevolazioni, novità sui congedi parentali e permessi, incentivi per l’assunzione, aggiornamenti su pensione e indennità di maternità
Il 2026 segna un importante punto di svolta per le lavoratrici con figli in Italia. In seguito alle modifiche della Legge di Bilancio, il sostegno economico e normativo si amplia grazie all’introduzione e al potenziamento di misure dedicate, tra cui agevolazioni, incentivi all’assunzione, bonus figli e flessibilità nei diritti di permesso. Questi interventi normativi mirano, da un lato, a favorire la conciliazione tra vita familiare e lavoro e, dall'altro, a rafforzare la partecipazione femminile all’interno del mercato occupazionale. Elemento centrale è l’estensione del diritto ai congedi parentali retribuiti, insieme all’innalzamento degli importi per il bonus destinato a chi ha almeno due figli e alla valorizzazione di strumenti specifici per le assunzioni.
L’incentivo alle madri con figli rappresenta una delle misure cardine del nuovo sistema di welfare. Dal 2026, le lavoratrici dipendenti o autonome (escluse le addette ai lavori domestici) hanno accesso a un beneficio economico mensile, al quale si aggiungono criteri di selezione mirati:
Sul fronte occupazionale, il legislatore introduce ulteriori strumenti per favorire l’inserimento e la permanenza delle madri nel mercato del lavoro. In particolare, si prevede per le aziende private un esonero totale dai contributi fino a 8.000 euro annui (per un massimo di 2 anni in caso di assunzione a tempo indeterminato), destinato a chi assume donne con almeno tre figli minorenni prive di un impiego retribuito da almeno sei mesi. L’esonero si applica anche per:
Si aggiungono nuove priorità contrattuali:
Cambia profondamente la disciplina sui congedi parentali a partire dall’anno in corso. I genitori possono ora usufruire del congedo parentale fino al compimento dei 14 anni del figlio (erano 12 anni nelle norme precedenti), aumentando notevolmente la flessibilità nella gestione dei tempi famiglia-lavoro.
L’indennità INPS riconosciuta durante questi congedi resta 80% per i primi tre mesi di assenza (fino al sesto anno del bambino), mentre per altri periodi indennizzabili la quota è fissata al 30% della retribuzione, confermando così il tetto massimo di durata stabilito dalla precedente normativa.
Sul fronte dei permessi, il congedo per malattia del figlio raddoppia: da 5 a 10 giorni all’anno per ciascun figlio fino ai 14 anni (e senza limiti di giorni sotto i 3 anni d’età del minore). Queste novità rappresentano una risposta significativa alle esigenze delle famiglie con figli impegnati in percorsi di crescita, formazione e salute.
Ulteriori diritti consolidati includono:
Oltre al contributo mensile dedicato alle madri con due o più figli, sono attivi diversi bonus volti a sostenere i nuclei familiari e soprattutto dedicati alla prima infanzia proprio per sostenere le mamme lavoratrici. Innanzitutto, resta confermato per il 2026 il Bonus nuovi nati, un contributo una tantum di 1.000 euro per ogni bambino nato o adottato nell’anno in corso. Questo supporto è accessibile presentando domanda all’INPS entro 120 giorni dalla nascita o dall’adozione ed è vincolato a un ISEE non superiore a 40.000 euro.
Altrettanto importante è il Bonus asilo nido, previsto anche nel 2026: consente di ottenere un rimborso, variabile in base al reddito, per le spese sostenute per servizi all’infanzia. Da quest’anno l’agevolazione si estende a:
| ISEE minorenni | Importo annuo massimo |
| Fino a 25.000 euro | 3.000 euro |
| Da 25.001 a 40.000 euro | 2.500 euro |
| Oltre 40.000 euro (o senza ISEE) | 1.500 euro |
Queste forme di sostegno contribuiscono in modo significativo alla copertura delle spese nei primi anni di vita dei figli, favorendo le madri nel mantenere la propria occupazione e nel gestire le spese familiari.
Il sistema previdenziale vive una significativa trasformazione con l’abrogazione della cosiddetta “Opzione Donna”. Fino al 2025, questa misura permetteva alle donne di anticipare l’uscita dal lavoro, accedendo alla pensione anticipata con requisiti di anzianità contributiva ridotti e penalità sull’ammontare della pensione liquidata. Dal 2026, l’accesso anticipato non sarà più consentito con Opzione Donna:
Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...