La Legge 104 nel pubblico impiego è al centro di nuove misure, con controlli rafforzati e coinvolgimento di nuovi soggetti che ridefiniscono permessi e accertamenti per i dipendenti statali
Negli ultimi anni la gestione delle assenze nel settore pubblico è stata sottoposta a un’attenzione crescente, in particolare per ciò che riguarda l’utilizzo dei permessi previsti dalla Legge 104/1992. Con l’inizio del 2026, il quadro normativo si arricchisce di nuove disposizioni che pongono al centro l’obiettivo di rafforzare i meccanismi di monitoraggio e prevenire eventuali abusi nell’accesso ai benefici previsti per l’assistenza ai familiari disabili.
L’evoluzione della normativa mira a incrementare la trasparenza e la responsabilità delle amministrazioni pubbliche, non solo per garantire la tutela dei diritti dei lavoratori portatori di handicap o dei loro caregivers, ma anche per assicurare un utilizzo equo delle risorse. L’adozione di controlli più mirati rappresenta uno degli strumenti scelti dal legislatore per rispondere a una crescente esigenza di affidabilità e correttezza gestionale nel comparto statale e degli enti locali.
Il cambiamento si inserisce in un contesto di riforma più ampio, che ha già visto interventi rilevanti su temi come il rinnovo dei contratti collettivi nazionali, la revisione delle aliquote fiscali e il sostegno alle famiglie numerose. A emergere è però l’attenzione specifica verso i permessi 104, per i quali la disciplina pubblicistica ora prevede misure di verifica più frequenti e severe, a tutela sia dei lavoratori onesti sia dell’interesse pubblico nel contrastare eventuali irregolarità. L’estensione dei controlli a nuovi soggetti autorizzati e la definizione di modalità più dettagliate di accertamento testimoniano una volontà di rafforzare i principi di equità e legalità nella gestione del pubblico impiego.
Le recenti modifiche regolamentari introducono procedure di verifica maggiormente rigide per i lavoratori pubblici che usufruiscono dei permessi riconosciuti dalla Legge 104/1992. Il rafforzamento del sistema dei controlli risponde all’esigenza di ridurre il rischio di utilizzi impropri delle agevolazioni, preservando la funzione di sostegno alle categorie svantaggiate e contenendo le potenziali distorsioni nell’organizzazione interna degli enti.
Uno degli aspetti più rilevanti della nuova disciplina riguarda l’allargamento della platea dei soggetti abilitati agli accertamenti introdotto dal legislatore: oltre all’INPS, da ora possono intervenire le commissioni delle ASL, gli istituti di ricovero e cura a carattere pubblico e le aziende ospedaliere universitarie integrate con il Servizio Sanitario Nazionale. Fa il suo ingresso, inoltre, una novità significativa: il coinvolgimento dei medici militari. Questi ultimi potranno essere chiamati a supportare i processi di valutazione della permanenza dei requisiti sanitari che danno accesso ai permessi previsti dalla normativa sul sostegno alla disabilità.
Nello specifico, la nuova regolamentazione consente al datore di lavoro di richiedere in ogni momento all’INPS la verifica dell’idoneità del dipendente titolare di benefici 104. Tale possibilità si traduce, nei fatti, in una maggiore flessibilità e tempestività nell’individuazione di eventuali situazioni non più conformi alle condizioni originarie. Il procedimento di accertamento avviene ora attraverso una sinergia tra l’organo previdenziale e la sanità pubblica, sino alla possibilità di coinvolgere le strutture militari.
L’obiettivo della riforma è garantire che i permessi siano effettivamente riservati ai destinatari legittimati, contrastando le frodi e tutelando quei lavoratori che osservano, nel rispetto delle regole, il proprio ruolo di assistenza.
In termini di operatività, l’INPS ha il compito di coordinare i diversi attori coinvolti, favorendo la trasmissione periodica dei dati relativi alle agevolazioni erogate su base mensile dagli enti pubblici. Tale monitoraggio consente una tracciabilità più dettagliata delle assenze riconducibili all’applicazione dei benefici previsti dalla legge per la tutela dei soggetti con disabilità, delineando un quadro di prevenzione sempre più efficace.
Il rafforzamento dei controlli va inoltre ad inserirsi in una cornice più ampia di revisione degli strumenti di welfare pubblico rivolta alla valorizzazione del lavoro, alla promozione della meritocrazia e al miglioramento della qualità dei servizi resi dai dipendenti statali.
Le modifiche apportate alla disciplina dei controlli sui permessi della Legge 104 pongono le amministrazioni pubbliche di fronte a un cambio di scenario significativo nella gestione delle verifiche e delle assenze. Finora, le verifiche sulla sussistenza dei requisiti sanitari e sull’utilizzo dei permessi avvenivano prevalentemente su iniziativa dell’INPS o su segnalazione documentata dei datori di lavoro. Con le nuove regole, il sistema si fa più proattivo e articolato, prevedndo:
| Fase | Situazione precedente | Sistema dal 2026 |
| Avvio monitoraggio | Su iniziativa occasionale | Controllo mensile e proattivo |
| Soggetti abilitati | INPS, commissioni mediche ASL | INPS, ASL, IRCCS pubblici, Aziende ospedaliere universitarie, Sanità militare |
| Richiesta verifica | Segnalazione documentata | Richiesta anche diretta del datore di lavoro |
| Tempistica accertamenti | Non definita | Pianificazione secondo decreto attuativo |
L’iter procedurale, puntando su una spiccata tempestività e flessibilità operativa, si inserisce tra le best practices europee per il contrasto degli abusi nell’ambito del pubblico impiego. L’intervento di esperti medici di più enti consente una valutazione articolata e imparziale delle reali condizioni che danno diritto ai permessi speciali.
Resta comunque da definire, mediante un atteso decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il quadro dettagliato delle modalità operative: tali linee guida saranno fondamentali per coordinare le attività tra i diversi soggetti e standardizzare le procedure di controllo, abbracciando aspetti quali la tutela della privacy, i tempi di risposta, i criteri di priorità nei controlli e la gestione degli eventuali ricorsi.
Nell’attesa delle nuove direttive, è già chiaro come il rafforzamento delle verifiche rappresenti uno strumento chiave sia per dare maggiore credibilità e trasparenza alle amministrazioni pubbliche sia per garantire che le risorse siano effettivamente indirizzate ai destinatari previsti dalla Legge 104, in uno scenario caratterizzato da una crescente responsabilità sociale e istituzionale.