Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Multe autovelox nulle se la strada ha determinate caratteristiche e condizioni

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Multa autovelox nulla

Le multe da autovelox possono essere annullate se la strada dove è installato il dispositivo non rispetta precisi requisiti normativi, come la presenza della banchina. La disciplina e le sentenze.

Non tutte le sanzioni rilevate da dispositivi automatici vengono sempre considerate valide. Esistono infatti condizioni strutturali e normative che regolano la corretta installazione degli autovelox e la legittimità delle multe emesse. Se la strada non risponde ai requisiti imposti dalla legge, in particolare per quanto concerne la presenza della banchina e altri elementi tecnici, cresce la possibilità di una contestazione vincente della sanzione. La materia è complessa e trae origine dal quadro legislativo nazionale, nonché dalle interpretazioni della giurisprudenza.

Normativa italiana sull'installazione degli autovelox fissi

La normativa italiana stabilisce chiaramente che l'installazione degli autovelox fissi non può avvenire indiscriminatamente su ogni tipo di strada. Le indicazioni principali si rinvengono nel Codice della Strada (D.lgs. 285/1992), integrate da successive norme attuative e dalla legge 168/2002, art. 4. Secondo tali disposizioni:

  • la contestazione immediata dell'infrazione costituisce la regola generale;
  • l'impiego di dispositivi automatici di misurazione della velocità rappresenta una deroga alla regola, ammessa solo in specifiche condizioni;
  • è necessario un decreto prefettizio che autorizzi l'installazione su determinate arterie.
La scelta delle arterie abilitate all'installazione si basa sulla classificazione stradale indicata dall'art. 2 del Codice della Strada e dal regolamento attuativo (DPR 495/1992). Tra le principali categorie abilitate rientrano autostrade, strade extraurbane principali e secondarie, oltre alle urbane di scorrimento. Ogni classe prevede requisiti tecnici precisi, tra cui la dimensione della carreggiata e la presenza della banchina laterale. L'applicazione di queste regole ha lo scopo di evitare abusi e tutelare la sicurezza stradale, garantendo un uso appropriato degli strumenti di rilevamento automatico.

Le tipologie di strade e le condizioni strutturali richieste

La normativa distingue diverse categorie di strade, ciascuna soggetta a regole tecniche ben precise per l'installazione degli autovelox. Non è sufficiente classificare formalmente una via (ad esempio come extraurbana secondaria: tipo C) per giustificare la presenza di dispositivi di controllo della velocità; occorre che tutte le caratteristiche strutturali richieste siano effettivamente presenti:

  • Autostrade (tipo A): viabilità dove la presenza di autovelox fissi è pacificamente ammessa per garantire la sicurezza sul lungo percorso.
  • Strade extraurbane principali (tipo B): anch'esse devono rispondere a specifici requisiti di ampie dimensioni e presenza di banchine.
  • Strade extraurbane secondarie (tipo C): richiedono, tra gli altri parametri, una banchina adeguata e spazio di manovra di sicurezza.
  • Strade urbane di scorrimento (tipo D): anche qui la presenza della banchina e dell'adeguata segnaletica riveste rilievo centrale.
Il Decreto Ministeriale 5.11.2001 sancisce che per le strade di nuova costruzione, le banchine devono avere larghezza minima metrica prestabilita (frequentemente almeno 1 metro, spesso più ampia sulle extraurbane), funzione di passaggio per i pedoni e sosta di emergenza.

Per vie preesistenti, la giurisprudenza ha invece considerato la possibile inesistenza di una misura minima, delegando al giudice di merito la valutazione della sufficienza strutturale. Dunque, l'adeguatezza delle condizioni fisiche rappresenta il vero discrimine ai fini della validità delle rilevazioni da autovelox.

L'importanza della banchina e altri requisiti tecnici

La banchina laterale costituisce uno degli elementi più discussi e monitorati nell'ambito dell'installazione degli autovelox. Non si tratta di un semplice margine o di uno spazio accessorio, ma di una zona destinata a garantire la sicurezza attraverso:

  • lo spostamento d'emergenza dei mezzi in avaria;
  • la possibilità di sosta di sicurezza per gli utenti della strada;
  • lo spazio necessario per il transito pedonale in situazioni eccezionali.
Secondo la Corte di Cassazione, la banchina è definita come uno spazio esterno alla carreggiata ma interno alla sede stradale, tale da svolgere funzioni di sicurezza e passaggio. In termini tecnici, su strade di nuova realizzazione, la normativa prevede una larghezza minima pari a 1 metro; tuttavia, per arterie già esistenti prima del D.M. 2001, tale misura vincolante decade, lasciando spazio ad una valutazione caso per caso. Oltre alla banchina, occorre che:
  • siano rispettate le distanze minime dalla segnaletica verticale e orizzontale;
  • il tratto dove viene posizionato l'autovelox sia rettilineo per garantire visibilità;
  • la segnalazione della presenza del controllo sia ben evidente agli utenti.
Queste condizioni tecniche, se mancanti o non sufficientemente rispettate, aprono la strada a numerosi contenziosi e potenziali annullamenti delle multe.

Quando la mancanza di banchina rende nulla la multa da autovelox

Si parla di nullità del verbale quando il controllo elettronico è stato installato su una strada priva delle condizioni strutturali richieste, tra cui la presenza di un'adeguata banchina laterale. In particolare, la Cassazione e numerosi tribunali di merito hanno stabilito che, nel caso in cui lo spazio laterale sia inesistente o troppo ridotto per assolvere le funzioni di sicurezza, la sanzione può essere considerata non valida. Tale principio, però, trova la propria applicazione soprattutto su vie di nuova costruzione, dove il rispetto delle misure minime è imposto ex lege. Sulle arterie più datate, invece, il giudizio rimane affidato al riscontro delle condizioni di fatto e dei precedenti giurisprudenziali.

Di conseguenza, una sanzione emanata da un rilevatore automatico su una strada priva di banchina o con uno spazio talmente minimo da non consentire né la sosta d'emergenza, né il passaggio dei pedoni, può essere annullata dai giudici di pace e, in sede di ricorso, dai tribunali. La presenza di un decreto prefettizio non è sufficiente a sanare tale assenza: è la concreta situazione strutturale, supportata da elementi probatori, a decidere la legittimità del verbale.

Il ruolo delle prove e le strategie di ricorso

Chi ritiene che una sanzione sia stata elevata in modo illegittimo per la mancanza di requisiti strutturali della strada può far valere le proprie ragioni tramite specifiche strategie:

  • presentare fotografie che dimostrino l'assenza effettiva della banchina o la sua inadeguatezza funzionale;
  • produrre perizie tecniche che attestino le dimensioni dello spazio laterale e il mancato rispetto dei requisiti normativi;
  • documentare la funzionalità (o meno) della zona rispetto a sosta di emergenza e passaggio pedonale;
  • sfruttare eventuali precedenti rilevanti in sentenze locali e presso la Corte di Cassazione.
La valutazione delle prove presentate dagli automobilisti assume un rilievo determinante: il giudice è chiamato ad esprimere un giudizio di merito, considerando la documentazione prodotta e la concreta situazione della via. La sola esistenza di un decreto di classificazione stradale non preclude l'accoglimento del ricorso se le prove raccolte dimostrano l'assenza dei requisiti richiesti dalla normativa.

Pronunce della giurisprudenza: annullamento e sanzioni

Le pronunce giudiziarie mostrano orientamenti diversi in tema di contestazione della multa emanata tramite autovelox su strade prive (o dotate di insufficienti) requisiti. In casi recenti, alcune sentenze di tribunali e ordinanze della Cassazione hanno stabilito che:

  • l'inesistenza di una banchina sufficiente può portare all'annullamento della multa solo se impedisce di fatto la funzione di sicurezza dello spazio laterale;
  • per le strade di vecchia costruzione, non esiste un obbligo di misura minima della banchina: il criterio vincolante si applica soltanto alle nuove realizzazioni, in forza del D.M. 5/11/2001;
  • è compito del giudice di merito valutare, caso per caso, l'effettiva idoneità della strada;
  • la presenza di un decreto prefettizio e precedenti analoghi possono consolidare la validità della classificazione stradale e rendere difficile l'annullamento del verbale.
Alcuni esempi pratici si sono risolti con l'annullamento della sanzione se la documentazione portata dall'automobilista ha evidenziato l'assenza totale o la palese inadeguatezza della banchina; altre volte i giudici hanno ritenuto valide le multe considerando sufficiente lo spazio laterale esistente, anche se di misura inferiore alle nuove prescrizioni.


Leggi anche