Evasione fiscale: quali sono le reali possibilità di essere scoperti in Italia e dati, fattori di rischio e il ruolo dei controlli dell’Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza per chi non paga le tasse
L’economia sommersa rappresenta una realtà molto radicata nel contesto italiano, con cifre che superano i 170 miliardi di euro ogni anno secondo le più recenti ricerche. Sotto questa definizione ricadono una serie di pratiche che vanno dall'omissione di dichiarazione dei redditi all'uso del contante per transazioni non tracciate, fino alla totale assenza di registrazione di rapporti lavorativi o di attività economiche.
Nonostante l’incremento degli strumenti a disposizione dell’Amministrazione, i dati sottolineano che la probabilità media di essere scoperti in caso di evasione fiscale varia dal 3% al 5% a seconda della tipologia e della dimensione dell’attività. Si tratta di un rischio percepito come relativamente basso, specialmente tra le micro e piccole imprese, che sono generalmente meno esposte ai controlli rispetto alle realtà medio-grandi. Tuttavia, negli ultimi anni, tecnologie come la fatturazione elettronica e l’incrocio massiccio di dati bancari stanno cambiando il panorama della vigilanza fiscale, puntando a ridurre progressivamente questi margini di elusione.
Analizzando i numeri attuali, emerge che la possibilità che un soggetto possa essere scoperto per evasione fiscale si attesta su una fascia compresa fra il 3% e il 5%. Queste percentuali variano considerevolmente a seconda di diversi fattori strutturali e individuali. In particolare, una delle determinanti maggiori è la dimensione dell’impresa o dell’attività controllata.
Secondo uno studio recente, il sistema di controllo coinvolge:
Oltre alla dimensione aziendale, i settori di attività e la tipologia di redditi giocano un ruolo importante. Il ricorso a pagamenti in contanti o la presenza di redditi da lavoro autonomo risultano tra le situazioni più attenzionate dagli organi di controllo. Ad esempio, la recente intensificazione della lotta all’economia sommersa nell’ambito delle strutture ricettive. come evidenziato nei controlli sulle case vacanza nel litorale romano, ha permesso di scoprire centinaia di migliaia di euro non dichiarati, anche grazie all’interconnessione di sistemi tra enti locali e l’Agenzia delle Entrate.
Tra i principali indicatori che possono attirare l’attenzione dell’amministrazione rientrano soprattutto:
Il processo di individuazione di irregolarità fiscali in Italia si fonda su una pluralità di strumenti normativi e tecnologici gestiti principalmente da Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza. L’attività di verifica è andata ampliandosi, negli ultimi anni, grazie a un sempre maggiore ricorso a sistemi automatizzati di incrocio dati e algoritmi di intelligenza artificiale, in grado di analizzare miliardi di informazioni finanziarie e patrimoniali in tempi ridotti.
Le modalità tipiche di controllo includono:
L'Agenzia delle Entrate si è inoltre impegnata a rendere il controllo più "collaborativo", adottando strumenti che puntano a risolvere le irregolarità in modo meno conflittuale e con meccanismi di "prevenzione", piuttosto che passare subito alla sanzione, salvo le situazioni di frode grave. La Guardia di Finanza, dal lato suo, concentra le proprie risorse anche nei confronti delle attività che si prestano facilmente a evasione, come gli affitti brevi, le strutture ricettive e i content creator che percepiscono compensi da canali digitali senza dichiararli.
La durata delle verifiche è legata alla presentazione della dichiarazione: se la dichiarazione dei redditi non è stata presentata, la finestra di controllo si estende fino a sette anni, mentre per chi ha dichiarato si riduce a cinque. In caso di anomalie, il soggetto viene chiamato a fornire prova contraria attraverso la documentazione di movimenti sospetti, eredità, donazioni, risparmi accumulati o dimostrazione di altre fonti di reddito lecite e già tassate.
I controlli vengono indirizzati medianti sistemi di analisi del rischio, sfruttando l’intelligenza artificiale per ridurre l’errore umano e selezionare con maggiore accuratezza i profili sospetti. Gli strumenti di monitoraggio permettono quindi di ottimizzare le risorse disponibili e di centrare l’obiettivo di recuperare le somme evase senza gravare eccessivamente sull’intera popolazione fiscale.