Il 2026 porta importanti cambiamenti nei pignoramenti: dall’evoluzione normativa alle nuove tutele per il debitore, fino a regole aggiornate per stipendi, conti correnti e procedure presso terzi. Ecco cosa cambia
Nel 2026, lo scenario relativo ai pignoramenti registra importanti cambiamenti, dettati tanto dal legislatore quanto dalla più recente giurisprudenza. In particolare, l’evoluzione normativa si riflette nella nuova Manovra Finanziaria con l’introduzione di meccanismi rafforzati di esecuzione forzata, procedure più snelle per i creditori pubblici e privati, e strumenti difensivi aggiornati per i debitori. Il rafforzamento delle tutele per i creditori si accompagna a una maggiore automazione delle verifiche e all’estensione della durata dei vincoli sui beni aggredibili.
Tra le principali novità emerge l’attenzione dedicata al pignoramento dello stipendio degli statali e al blocco delle somme superiori a determinate soglie per i debiti fiscali, le modalità semplificate per il pignoramento di fatture intestate a professionisti con la PA, e una nuova strategia di utilizzo dei dati per agevolare il recupero coattivo dei crediti. Interventi normativi recenti ampliano inoltre i poteri di enti pubblici e amministrazioni nel blocco e nella gestione dei pagamenti, con effetti diretti sulle tempistiche operative e sulle possibilità di difesa degli esecutati.
Il 2026 segna l’avvio di una disciplina aggiornata sui pignoramenti, dovuta all’entrata in vigore di nuove disposizioni legislative e ai recenti orientamenti della Corte di Cassazione. Principalmente, spiccano l’estensione della possibilità di affidamento ad AMCO per la riscossione coattiva dei crediti degli enti locali e il potenziamento dei poteri dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione nell’utilizzo dei dati, tra cui spicca quello delle fatture elettroniche.
La Manovra 2026 introduce misure incisive: consente ai comuni e agli enti locali di delegare la riscossione coattiva ad AMCO, ridefinendo così la filiera della riscossione, con un’architettura che prevede operatori selezionati con procedure ad evidenza pubblica;
Inoltre, le nuove regolamentazioni sulle tutele di stipendi e pensioni si riflettono nel coordinamento delle soglie impignorabili e nella priorità dei crediti erariali rispetto agli altri.
L’evoluzione della disciplina dei pignoramenti presso terzi nel 2026 risente dei nuovi strumenti in dotazione agli enti creditori pubblici e privati. Tale procedura, tra le più utilizzate, vede la notifica dell’ordine di pagamento direttamente a soggetti terzi (banche, datori di lavoro, enti pubblici) che detengono somme o debiti in favore del debitore.
Una novità incisiva è l’estensione del potere dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, che può ora utilizzare i dati delle fatture elettroniche emesse nel semestre precedente ai fini dell’individuazione delle somme aggredibili presso terzi. Il blocco diventa così più tempestivo e mirato, persino sulle fatture emesse da professionisti nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni.
Il termine di efficacia del vincolo pignoratizio, secondo la giurisprudenza recente (Cass., Sez. III, n. 28520/2025), non coincide più solo con il momento dell’accredito iniziale ma si prolunga fino a 60 giorni dalla notifica dell’atto. Nel corso di questo periodo, ogni somma entrante presso il terzo viene bloccata e destinata al soddisfacimento del creditore, anche se non ancora materialmente presente al tempo della notificazione.
Sul piano pratico:
Il procedimento si articola così:
L’applicazione delle nuove regole trova una delle sue espressioni più rilevanti nel pignoramento di conti correnti e fatture. Il 2026 vede il pieno recepimento delle direttive della Cassazione circa l’efficacia temporale estesa del vincolo pignoratizio, accentuando il dovere per le banche di custodire e trasferire le somme accreditate per un periodo prolungato.
La regola stabilita è la seguente:
L’adesione alla definizione agevolata “rottamazione-quinquies” introdotta dalla Manovra 2026 produce effetti immediati sulle procedure esecutive e cautelari a carico del contribuente. Dal momento della presentazione della domanda per la nuova rottamazione, scattano i seguenti effetti:
Tra le condizioni di maggior rilievo figura la tolleranza sull’omesso pagamento di massimo due rate anche non consecutive della sanatoria, e la prevista sospensione dei contenziosi in corso qualora si rinunci formalmente ai procedimenti giudiziari sulle partite oggetto di rottamazione.
In un quadro sempre più stringente sul recupero dei crediti, i limiti a tutela del debitore restano un presidio irrinunciabile. L’ordinamento individua una serie di beni e somme che escluse dai procedimenti di pignoramento, a garanzia della dignità e della sussistenza dell’esecutato.
Beni impignorabili includono:
Susanna Gatti ha studiato legge e possiede una solida formazione in ambito giuridico e fiscale. Nel corso degli anni ha approfondito in particolare le problematiche legate a multe, pignoramenti e controlli fiscali, collaborando con studi legali e realtà aziendali per contribuire all’analisi di situazioni complesse e all’individuazione di soluzioni efficaci.
Attualmente risiede a Roma e si...