L’assicurazione contro le calamità naturali rappresenta oggi una delle principali novità regolamentari nel settore turistico e della ristorazione. L’introduzione della copertura assicurativa obbligatoria nasce all’interno della Legge di Bilancio 2024, che ha segnato un cambiamento centrale nella gestione dei rischi ambientali per imprese come bar, hotel e ristoranti. L’obiettivo della normativa è garantire un livello medio di resilienza economica, salvaguardando la continuità operativa anche a fronte di eventi distruttivi quali sismi, alluvioni e frane.
Scadenze e soggetti obbligati: chi deve stipulare la polizza e quando
La normativa ha scaglionato gli obblighi di adesione alle polizze catastrofali in base alle dimensioni aziendali e al settore. Nel dettaglio, la proroga al 31 marzo 2026 interessa specificamente le micro e piccole imprese attive nella somministrazione di alimenti e bevande e nel comparto turistico-ricettivo. Questi soggetti comprendono un’ampia gamma di attività:
- bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie, pasticcerie, pub
- hotel, pensioni, affittacamere, bed & breakfast in forma d’impresa
- campeggi, residence, agriturismi registrati come imprese turistiche
- oltre ad attività come birrerie, locali da ballo, stabilimenti balneari
Secondo la
Raccomandazione 2003/361/CE:
- Microimprese: meno di 10 dipendenti e fatturato o bilancio fino a 2 milioni di euro
- Piccole imprese: meno di 50 dipendenti e fatturato o bilancio fino a 10 milioni di euro
Le tempistiche sono differenziate:
le medie imprese del settore avevano deadline già a ottobre 2025, mentre le grandi sono state interessate a partire da aprile 2025. La scadenza di oggi coinvolge soltanto micro e piccole aziende di turismo e ristorazione (e pesca). L’obbligazione riguarda ogni impresa che
impiega beni considerati immobilizzazioni materiali ai sensi del Codice Civile per la propria attività economica. Precisiamo che
le polizze catastrofali non sono obbligatorie solo per le imprese ma anche per i cittadini.
Sono esentati i soggetti agricoli registrati come tali, agenti di commercio senza utilizzo di beni materiali, immobili abusivi o privi di regolare titolo edilizio, e i veicoli iscritti al PRA coperti da assicurazione specifica.
Cosa copre la polizza Cat-Nat: eventi, beni e limiti di indennizzo
Il Decreto Interministeriale MEF-MIMIT 18/2025 dettaglia le coperture, le tipologie di beni inclusi e i limiti di indennizzo previsti dalle polizze contro le calamità naturali:
- Eventi assicurati: sisma (terremoto e repliche), alluvione (compresa inondazione ed esondazione) e frana (movimento di terreno o detriti)
- Beni oggetto di garanzia:
- Terreni e fabbricati (sede dell’attività, locali, magazzini)
- Impianti e macchinari (cucine, celle frigorifere, sistemi di climatizzazione)
- Attrezzature industriali e commerciali (arredi di sala, dispositivi professionali)
- Beni esclusi: veicoli già assicurati, immobili in costruzione, scorte e merci (copribili solo facoltativamente).
Limiti di indennizzo:
| Somma assicurata |
Limite indennizzo |
Scoperto massimo |
| fino a 1 milione € |
100% |
15% del danno |
| da 1 a 30 milioni € |
libera negoziazione |
Il cosiddetto criterio delle 72 ore considera come unico sinistro tutte le manifestazioni dello stesso evento catastrofale avvenute entro tale periodo. Importante: la copertura di Business Interruption (perdita di ricavi dovuta a stop attività) non è inclusa e va richiesta separatamente.
Costi delle polizze catastrofali: determinanti e valori medi
Il premio annuale di una polizza "Cat Nat" dipende da una pluralità di fattori. I principali elementi che influenzano il costo:
- Localizzazione geografica: le aree ad elevata sismicità o idrogeologicamente fragili hanno premi superiori
- Tipologia e valore dei beni assicurati: capitale assicurato, valore di ricostruzione o rimpiazzo
- Caratteristiche costruttive: materiali, anno di edificazione, distanza dal suolo
- Tipo di attività: alcune imprese, per l’ubicazione o il tipo di impianti, determinano esposizioni particolari
- Politiche commerciali delle compagnie e scoperti/franchigie pattuiti
Da dati ricavati da intermediari assicurativi e pubblicazioni di settore:
- Per un ristorante, bar o hotel medio: il premio annuo si attesta tra lo 0,1% e lo 0,5% del valore assicurato.
- Ad esempio: su 500.000 € di beni assicurati, il premio oscilla da circa 500 a 2.500 euro annui.
In presenza di rischi elevati il costo può essere superiore, in aree a bassa esposizione inferiore. È consigliabile richiedere
più preventivi da intermediari diversi per valutare le offerte e confrontare le diverse condizioni di copertura.
Conseguenze della mancata stipula: incentivi, finanziamenti e rischi per l’impresa
Le conseguenze in caso di inadempimento non si traducono in sanzioni pecuniarie dirette, ma gli effetti indiretti possono gravare pesantemente sulla competitività e solidità aziendale. Ai sensi della normativa e delle recenti linee guida ministeriali, l’assenza della polizza impedisce di accedere a:
- bandi pubblici per finanziamenti, sussidi e agevolazioni, tra cui fondi PNRR e incentivi statali/territoriali
- contributi in caso di eventi catastrofali (ristoro danni, fondi d’emergenza)
- procedure di riqualificazione, efficientamento o digitalizzazione che prevedono il requisito assicurativo
- finanziamenti bancari, in quanto la mancata copertura può aumentare il rischio percepito da parte degli istituti di credito, con richiesta di garanzie supplementari
In caso di danno, la mancanza di una regolare copertura comporta la necessità di
provvedere autonomamente alla riparazione e al ripristino dei beni, senza possibilità di indennizzo pubblico o statale. Vi è inoltre il rischio di
esclusione da future opportunità di business legate alla partecipazione a bandi di settore.
Errori frequenti e suggerimenti pratici: come scegliere e non sbagliare polizza
Molti titolari d’impresa, nel percorso di adeguamento, commettono alcuni errori tipici che possono avere ripercussioni sul livello di copertura ed efficacia della polizza. Ecco i principali:
- Rimandare la stipula all’ultimo minuto: serve almeno una o due settimane per completare iter di quotazione e perfezionamento contrattuale.
- Limitarsi ad assicurare solo i locali di proprietà, dimenticando impianti, arredi o attrezzature anche in uso tramite locazione o leasing.
- Sottostimare il valore assicurato, utilizzando valori di bilancio anziché criteri di ricostruzione a nuovo o rimpiazzo reale.
- Ignorare eventuali esclusioni contrattuali per irregolarità edilizie o urbanistiche.
- Mancata integrazione della copertura con una garanzia "business interruption" per fronteggiare i mancati ricavi da stop attività (copertura opzionale, ma rilevante soprattutto per le aziende con elevata dipendenza dai flussi giornalieri).
Per una scelta consapevole si consiglia di:
- Raccogliere almeno tre preventivi personalizzati
- Verificare i limiti di indennizzo e term sheet
- Analizzare attentamente le mappe di rischio legate all’ubicazione dell’attività
- Assicurarsi della regolare situazione urbanistica dell’immobile
- Pianificare una riserva di liquidità per lo scoperto a proprio carico
FAQ: domande frequenti su obbligo, coperture e scadenze
- Il titolare di un B&B deve stipulare la polizza?
Solo se l’attività viene svolta con partita IVA e iscrizione alla Camera di Commercio. Le gestioni occasionali non imprenditoriali sono escluse.
- In caso di locali in affitto, chi è responsabile della copertura?
L’utilizzatore deve assicurare arredi, impianti e attrezzature proprie; sugli immobili, la ripartizione dipende dagli accordi tra locatore e conduttore.
- Basta una polizza incendio o all risks già attiva?
Non sempre: la copertura obbligatoria deve includere espressamente terremoto, alluvione e frana e rispettare i parametri di scoperto e massimale previsti.
- Quanto costa mediamente la copertura?
Va da 0,1% a 0,5% dell’importo assicurato all’anno; vanno richiesti preventivi personalizzati.
- Cosa succede senza polizza?
L’impresa non può più accedere a incentivi pubblici; l’assenza non comporta multa diretta.
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Il Dott. Marco Castagna è un esperto consulente senior nel settore delle imprese con oltre 15 anni di esperienza. Laureato in Economia Aziendale, la sua competenza si estende alla consulenza strategica, gestione delle risorse e ottimizzazione dei processi aziendali, rendendolo una figura di riferimento per molte aziende in crescita. Residente a Venezia, Marco ha collaborato con diverse start-up...