Qual è il reale potere di acquisto dei pensionati in Italia oggi e cosa dicono i dati recenti: i chiarimenti e le spiegazioni
Qual è il reale potere di acquisto attuale delle pensioni? Le pensioni aumentano ogni anno per effetto della rivalutazione automatica in base all’andamento dell’inflazione e gli importi minimi salgono, ma, in Italia, la situazione per i pensionati non è poi così rosea. Vediamola nel dettaglio.
Alla luce di quanto definito, l’attuale reale potere di acquisto riconosciuto ai pensionati è molto basso. Gli importi di trattamenti mensili sono relativamente bassi nel nostro Paese a fronte di prezzi dei beni di consumo che continuano, invece, ad aumentare.
Secondo la Uil Pensionati, i nuovi aumenti delle pensioni derivanti dalla rivalutazione annua, come meccanismo automatico quest’anno ricalcolato sul tasso dell’appena 0,8% non permettono assolutamente di recuperare potere d'acquisto. Al contrario.
Si sta verificando una forte perdita di tale potere, e non per la bassa rivalutazione di quest’anno, ma per i tagli della perequazione registrati nell’ultimo decennio e soprattutto nel 2023 e nel 2024.
E' vero, infatti, che nei due anni citati, la rivalutazione è stata calcolata, rispettivamente, su tassi all'8,!% e al 5,4%, che potremmo definire alti, ma è anche vero che è stata molto bassa se rapportata all'andamento dell'inflazione (arrivata a ben il 12%) e alla contestuale impennata dei prezzi.
Questa rivalutazione più bassa di quello che avrebbe dovuto essere, e anche gli anni precedenti al 2023, ha ridotto fortemente il potere di acquisto generale dei pensionati e si tratta di una perdita ormai permanente. Non si può, infatti, molto facilmente e rapidamente recuperare.
Stando ai recenti dati resi noti, negli ultimi due anni le pensioni hanno perso il 16% del potere d’acquisto.
Per recuperarlo, leggermente, si potrebbe procedere innanzitutto con un taglio significativo delle tasse, considerando che i pensionati italiani pagano più del doppio delle tasse dei loro colleghi europei, circa una media del 22% contro il 10% della media Ocse.
Anche secondo le rilevazioni Spi-Cgil, il potere di acquisto delle pensioni in Italia in 15 anni è diminuito del 33% e, nello stesso periodo, il valore di una pensione media è sceso del 5,1%, mentre tasse e tariffe aumentano sempre più.
Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...