Tra tradizione e cambiamento, i costi del Cenone di Capodanno variano tra casa e ristorante, influenzati da inflazione e scelte di menu. Analisi, differenze regionali e impatto sociale delineano le nuove tendenze conviviali.
Il 31 dicembre si conferma come una delle serate più attese dagli italiani, momento di condivisione e convivialità attorno alla tavola imbandita. Il tradizionale appuntamento rappresenta sia un rituale festoso sia uno spaccato interessante sulle tendenze culinarie e i consumi delle famiglie. Negli ultimi anni, tuttavia, i costi della cena dell’ultimo dell’anno hanno subito variazioni significative, dovute a inflazione, rincari alimentari e nuove esigenze dei consumatori. Oggi si osservano comportamenti sempre più attenti e flessibili: da chi rinnova le ricette di famiglia senza rinunciare all’essenziale, a chi sperimenta menù innovativi nel rispetto del budget disponibile. In questo scenario, il valore del cenone resta intatto, ma le modalità di organizzazione e le scelte di spesa sono in trasformazione per adattarsi alle nuove sfide economiche.
Organizzare la notte di San Silvestro a casa rimane la soluzione preferita da milioni di italiani che prediligono l’atmosfera intima e la libertà di personalizzare il menù. La spesa media sostenuta per un classico cenone familiare nel 2025 si attesta attorno ai 56,70 euro a persona secondo l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, segnando un aumento del 9% rispetto all’anno precedente. La versione più economica, invece, consente di restare sui 32 euro, ma occorre fare attenzione alle scelte d’acquisto e alle differenze tra supermercati e discount.
Cenare fuori il 31 dicembre rappresenta per molti una scelta di comodità e convivialità, nonché un’esperienza gastronomica affidata a mani professionali. I costi medi per partecipare a un cenone al ristorante variano a seconda della zona geografica, del livello del locale e delle offerte legate agli eventi (come spettacoli live o veglioni):
| Location | Costo medio a persona |
| Ristoranti economici | Da 50 euro |
| Ristoranti "standard" | €93-100 euro |
| Locali di livello medio-alto | 150-420 euro |
| Ristoranti esclusivi (stellati) | Oltre 500 euro |
A Milano il prezzo medio si aggira sui 100 euro, ma può variare considerevolmente in base all’offerta (degustazioni speciali, presenza di chef famosi, spettacoli di intrattenimento). In Toscana e nel Sud il costo medio per il menù tutto compreso è appena sotto i 95 euro, raggiungendo talvolta i 120 euro se si include anche il veglione.
Le differenze si notano anche tra grandi città e piccoli centri: nelle aree a vocazione turistica o con alta domanda, come Livorno e Milano, la disponibilità di offerte è molto ampia, ma spesso a prezzi più elevati rispetto alla media nazionale. Spesso vengono proposte:
L’andamento dei prezzi per la spesa di fine anno riflette le dinamiche economiche che coinvolgono il settore alimentare e quello della ristorazione. L’inflazione ha inciso fortemente negli ultimi 12 mesi, con aumenti particolarmente evidenti su:
Le scelte di menu influiscono notevolmente sulla spesa finale: ricette elaborate, l’utilizzo di ingredienti DOP o IGP, la presenza di pesce fresco o crostacei comportano un aggravio consistente. Secondo Federconsumatori, quasi un terzo delle famiglie dichiara di ridurre almeno una portata rispetto al consueto, per contenere i costi; altre adottano alternative come il congelato per molluschi e pesci pregiati.
Le tendenze attuali mostrano come la qualità e la sicurezza alimentare restino prioritarie anche quando si cerca di risparmiare: leggere bene le etichette, controllare la provenienza e preferire prodotti freschi aiuta ad affrontare rincari mantenendo standard elevati.
I piatti portafortuna e le ricette della tradizione continuano a dominare le tavole italiane. Tra le scelte più frequenti, in quasi tutte le regioni compaiono:
Alcune varianti regionali portano in tavola pietanze come capitone fritto o couscous di pesce in Sicilia, tortellini in brodo e cotechino nel Nord, rispettando la varietà gastronomica del Paese senza perdere il legame con la ritualità.
La cena di San Silvestro rappresenta un appuntamento collettivo capace di coinvolgere circa 28,5 milioni di italiani (secondo le ultime indagini di settore). A livello sociale, la tavola imbandita è simbolo di speranza, auspicio e desiderio di normalità, anche quando la congiuntura impone scelte di sobrietà. Significativo è il dato di partecipazione: mentre il 73% degli adulti organizza o partecipa a una cena speciale, questa percentuale sale all’86% al Sud e nelle Isole.
Dal punto di vista economico, il valore totale del giro d’affari relativo alle cene di fine anno supera ormai i 2 miliardi di euro solo in Italia. Ristoranti e locali organizzano menù dedicati, impiegano migliaia di operatori e generano indotto anche nel settore turistico. Le differenze territoriali sono marcate: il budget per le famiglie del Sud risulta più alto (59 euro), mentre le regioni del Nord si attestano intorno ai 40-41 euro. Dai dati emerge che il taglio delle portate può far risparmiare fino al 60%, senza pregiudicare la qualità dell’esperienza festiva.