Sono diversi i rinnovi dei CCNL in discussione nel mese novembre 2026: stato delle trattative per contratti pubblici e privati, incontri in calendario, aumenti, arretrati e previsioni per bancari, terziario, sanità e vigilanza.
Novembre 2026 è un mese di passaggio per la contrattazione collettiva italiana. Nel pubblico impiego la tornata 2025/2027 è quasi completata, mentre nel privato diversi tavoli sono ancora aperti, dai bancari al terziario, dalla vigilanza alla sanità privata.
Ogni contratto collettivo nazionale è importante fissa minimi retributivi, scatti di anzianità, orari, ferie e welfare. Quando scade, gli stipendi tabellari restano fermi finché non c’è una firma. Ad ottobre erano sette le categorie al centro dei rinnovi, per circa 5 milioni di lavoratori. Novembre dirà quali tavoli accelerano e quali slittano al 2027.
Funzioni Locali, Funzioni Centrali e Istruzione e Ricerca
Il fatto più recente riguarda gli enti locali. Il 28 ottobre 2026 Aran e sindacati hanno sottoscritto a Roma l’accordo definitivo per le Funzioni Locali 2025/2027, che interessa 403.617 lavoratori. L’ipotesi era stata firmata il 21 luglio, poi è arrivata la certificazione della Corte dei conti del 23 ottobre; gli aumenti a regime arrivano fino a 152 euro lordi mensili, con arretrati medi di 1.136 euro. Gli incrementi sono attesi in busta paga da dicembre.
È il terzo contratto definitivo della tornata, dopo Funzioni Centrali, dove la firma definitiva riguarda circa 200 mila dipendenti di ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici, con aumenti di 162 euro, e Istruzione e Ricerca. Per la scuola la parte economica è stata firmata il 1° luglio 2026 e resta aperto il tavolo sulla parte normativa. A regime, dal 1° gennaio 2027, l’incremento medio è di 137 euro lordi per 13 mensilità, con 143 euro per i docenti. Sul tavolo normativo restano relazioni sindacali, lavoro agile e welfare contrattuale.
Comparto Sanità
Il contratto più atteso a novembre è quello della Sanità. L’ipotesi di accordo 2025/2027, firmata il 29 luglio, interessa 592.638 dipendenti del Servizio sanitario nazionale, con un incremento medio a regime di 209 euro lordi al mese, che sale a 240 euro per gli infermieri. Gli arretrati medi, calcolati al 31 ottobre 2026, sono di 1.226 euro e di 2.300 euro per gli infermieri.
L’intesa deve ora superare i controlli di compatibilità economico finanziaria. La sottoscrizione definitiva avverrà a esito positivo della procedura. Per analogia con le Funzioni Locali, dove tra ipotesi e firma finale sono passati circa tre mesi, la firma definitiva potrebbe arrivare tra novembre e le prime settimane di dicembre. È una previsione, non una data ufficiale. Nel testo spicca anche la disciplina contrattuale dell’intelligenza artificiale, con informativa preventiva ai dipendenti e il divieto di affidare decisioni sul rapporto di lavoro solo ad algoritmi.
Dirigenza medica e sanitaria
Più complicato il tavolo dell’Area Sanità 2025/2027, che riguarda circa 132 mila dirigenti. Il precedente triennio 2022/2024 si è chiuso a febbraio 2026. Oggi Cimo Fesmed ha lasciato il tavolo a luglio, denunciando una differenza di 55,5 milioni sulle risorse per l’indennità di specificità, e giudica insufficiente l’incremento di 393 euro lordi mensili, dei quali solo 230 destinati al tabellare. Anche Anaao ha chiesto chiarimenti sulle risorse prima di proseguire sulla parte economica. Nel calendario di ottobre era previsto un incontro il 1° ottobre. A novembre il nodo sarà politico, perché pesano le risorse della prossima legge di bilancio.
Bancari, il tavolo più caldo
Il CCNL del credito è scaduto il 31 marzo 2026. I termini sono sospesi fino al 31 dicembre 2026, la piattaforma sindacale è stata approvata con il 99,8% dei voti e chiede 518 euro di aumento e la settimana di 35 ore. Il tavolo riguarda circa 260 mila dipendenti.
L’ABI ha scelto un calendario mensile per temi: si è partiti da benessere organizzativo e welfare il 13 ottobre, poi sicurezza sul lavoro, Fondo per l’occupazione, intelligenza artificiale e inquadramenti, lasciando la parte economica per dopo. I sindacati lamentano il rischio di rinvio sul punto centrale. Il segretario della Fabi Lando Maria Sileoni ha definito totalmente negativo il giudizio sull’incontro, per mancanza di risposte e di una visione sul futuro del settore.
Cosa attendersi? Il metodo mensile fa prevedere nuovi incontri anche a novembre, ma è difficile una firma prima della scadenza del 31 dicembre. Il capitolo salari dovrà entrare nel vivo e, se l’ABI non apre, non è escluso un irrigidimento con mobilitazioni. Resta probabile una nuova proroga della sospensione dei termini.
Parallelamente prosegue il confronto di secondo livello in Intesa Sanpaolo, con incontri fissati il 13 e il 26 ottobre. Dopo il 26 ottobre si valuta se esistono le basi per un accordo o se serve un ulteriore ciclo a novembre.
Terziario, distribuzione e servizi
Il settore più numeroso è in fase preliminare. Il 28 settembre 2026 l’assemblea unitaria di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs ha approvato la piattaforma per il rinnovo, che coinvolge i contratti del Terziario, della Distribuzione Moderna Organizzata e della Distribuzione Cooperativa. I contratti scadono il 31 marzo 2027, per oltre 3 milioni di lavoratori; la richiesta è di 220 euro mensili, con più scatti di anzianità e importi adeguati.
A novembre l’evento da attendere è la convocazione del primo incontro con Confcommercio, Confesercenti, Federdistribuzione e le cooperative. Il negoziato vero potrebbe partire tra fine anno e inizio 2027. Il precedente invita alla prudenza: il rinnovo firmato nel 2024 era arrivato dopo una lunga attesa, con contratti scaduti da anni.
Vigilanza privata
Per la vigilanza privata la situazione è frammentata. Il 4 giugno 2026 è stato rinnovato il contratto firmato da ANPIT, UNICA e Cisal, dopo oltre dieci anni di trattative, mentre per Cgil, Cisl e Uil il confronto è ancora aperto. L’ultimo incontro in plenaria si è tenuto il 14 settembre 2026 a Roma, presso Confcooperative. Ci si può attendere una nuova convocazione a breve, con al centro minimi tabellari e perimetro del contratto, per contrastare i cosiddetti contratti pirata.
Sanità privata, RSA e cooperative sociali
Nella sanità privata e nelle RSA il quadro resta bloccato. I sindacati puntano il dito contro Aiop e Aris, che vincolano la trattativa al sostegno economico delle Regioni. Gli scioperi nazionali del 2026 non hanno sciolto il nodo e la mobilitazione potrebbe riprendere se non arrivano convocazioni. Per le cooperative sociali la trattativa per il CCNL 2026/2028 è ripartita a luglio con il primo incontro plenario. In entrambi i casi il tema ricorrente è il finanziamento pubblico dei servizi.
Giornalisti
Due i tavoli. Quello tra FNSI e FIEG è ripreso a gennaio ma con stato incerto, mentre quello tra FIGEC e USPI è stato aperto a luglio; per entrambi non risultavano date di incontro in ottobre. Novembre potrebbe portare nuove convocazioni, ma senza grandi accelerazioni.
Il mese dovrebbe seguire quattro direttrici. Nel pubblico, la firma definitiva del comparto Sanità è l’esito più probabile entro fine anno, con aumenti e arretrati in busta paga tra dicembre e inizio 2027. Sul fronte dei bancari è atteso un ciclo di incontri tematici, con tensione crescente su salario e orario e possibile proroga oltre il 31 dicembre. Per terziario, vigilanza e giornalisti il passaggio chiave sarà l’avvio o la ripresa formale dei tavoli. Per sanità privata e RSA lo scenario resta incerto, legato ai fondi regionali.
Sullo sfondo c’è la legge di bilancio: le risorse per la sanità e per i rinnovi futuri possono sbloccare o frenare molte partite. Finché non c’è una firma, ogni cifra resta una proposta.
I lavoratori farebbero bene a seguire comunicati e assemblee sindacali e a verificare quale CCNL viene applicato, perché da questo dipendono minimi e arretrati. Le imprese devono monitorare i tavoli per stimare l’impatto di aumenti e arretrati sul costo del lavoro e controllare la correttezza del contratto applicato, anche per l’accesso agli incentivi.
La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...