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Rinnovo contratti CCNL 2026, il punto della situazione delle trattative per le tante categorie coinvolte

di Marcello Tansini pubblicato il
Rinnovo contratti CCNL 2026 punto situaz

Dai Ccnl pubblici di Scuola, Sanità, Funzioni Centrali ed Enti Locali a diversi Contratti privati: quali sono le ultime notizie sui prossimi rinnovi contrattuali attesi nel 2026

Il rinnovo dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro rappresenta ogni anno un appuntamento decisivo per milioni di lavoratrici e lavoratori italiani, pubblico e privato. Il ciclo 2026 delle trattative assume una rilevanza ancora maggiore, in quanto coinvolge comparti strategici come sanità, enti locali, istruzione, pubbliche amministrazioni centrali e settori privati di grande rilevanza come l’industria metalmeccanica. 


Le ricadute economiche e sociali derivanti dall’aggiornamento dei CCNL sono molteplici: si va dall’adeguamento dei salari alla tutela dei diritti e delle condizioni di lavoro, fino a incidere sull’efficienza e la qualità dei servizi offerti ai cittadini. In questo scenario, il rispetto delle scadenze contrattuali e la puntualità nelle trattative sono divenute tematiche centrali nel dibattito, anche grazie alle recenti riforme e alle innovazioni organizzative introdotte dalle parti sociali e dalla normativa nazionale.

Stato delle trattative nel pubblico impiego: sanità, funzioni centrali, enti locali e istruzione

Nel settore pubblico la contrattazione collettiva ha assunto carattere di continuità e rinnovamento, specie col passaggio tra i cicli contrattuali. Negli ultimi mesi sono state raggiunte intese rilevanti per la sanità pubblica e le funzioni centrali, con nuove misure di carattere retributivo e organizzativo. Resta, tuttavia, la necessità di chiudere i rinnovi nei comparti rimasti indietro, tra cui enti locali e istruzione.


Il dialogo tra ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni), sindacati e rappresentanti delle istituzioni evidenzia una maggiore attenzione alle esigenze di modernizzazione e alle istanze di tutela, pur in presenza di confronti serrati sulle risorse. In parallelo, la legge di bilancio 2026 ha destinato nuovi fondi, condizionando però la velocità degli accordi e l’adeguatezza delle risposte economiche per le lavoratrici e i lavoratori coinvolti.

La firma dei contratti 2022-2024 e il passaggio al ciclo 2025-2027

La recente definizione dei CCNL per la Sanità e per la Dirigenza delle Funzioni Centrali ha gettato le basi per la partenza del nuovo ciclo 2025-2027. Strumenti innovativi, come il lavoro agile e il welfare aziendale, sono stati inseriti tra le misure strutturali per rispondere alle esigenze dei dipendenti. I rinnovi hanno permesso di sbloccare risorse e aggiornare la disciplina sui profili professionali, segnando un passaggio chiave nella modernizzazione della PA.


Con la firma dell’accordo quadro sui comparti, le amministrazioni sono ora orientate verso una tempestiva apertura dei nuovi tavoli di negoziazione per rispondere alle sfide dettate dal cambiamento normativo e tecnologico.

Persistono questioni irrisolte nei comparti degli enti locali e dell’istruzione, dove le trattative risultano rallentate da problematiche economiche e gestionali. Nei comuni e nelle città metropolitane, lo stallo negoziale si è protratto per oltre un anno, nonostante i segnali di apertura forniti dall’ultima manovra di bilancio attraverso l’iniezione di nuove risorse.

La disputa tra le organizzazioni sindacali, con la CGIL che non ha firmato l’ultima pre-intesa, ha evidenziato una distanza tra le richieste di adeguamento salariale e le effettive disponibilità statali.

Nel comparto Istruzione e Ricerca, l’assenza dell’atto di indirizzo ostacola l’avvio del nuovo rinnovo, lasciando personale docente e amministrativo ancora in attesa di risposte concrete. L’attuale stallo crea incertezza nelle scuole, negli atenei e negli enti di ricerca, alimentando il dibattito sull’urgenza di valorizzare l’intero settore pubblico.

La continuità nei rinnovi si conferma indispensabile per evitare sia ritardi che disequilibri rispetto al ciclo inflazionistico, garantendo che le condizioni di lavoro e le tutele si mantengano aggiornate e in linea con le rivoluzioni digitali e normative in atto.

Rinnovo CCNL Funzioni Centrali, Locali, Scuola e Sanità 2025-2027

Per le Funzioni Centrali, le discussioni sul rinnovo contrattuale 2025-2027 sono già state avviate e, certamente secondo gli annunci, si concluderanno nei prossimi mesi.

Il recente rinnovo del CCNL Funzioni Locali ha coinvolto circa 340.000 dipendenti degli Enti locali, portando alcune novità economiche e normative ma anche tensioni tra le sigle sindacali. Dopo oltre 15 mesi di trattative, l’accordo raggiunto ha previsto aumenti retributivi medi di 140 euro mensili lordi e sblocco degli arretrati, mentre restano aperte le polemiche sulla reale efficacia delle risorse stanziate rispetto all’inflazione.

L’intesa siglata guarda ora al rinnovo successivo: la Manovra 2026 ha previsto il Fondo integrativo di 100 milioni di euro da destinare agli aumenti per il prossimo triennio, con l’impegno a erogare le somme in tempi più rapidi. L’obiettivo condiviso dalle rappresentanze è ottenere un rinnovo entro la scadenza naturale, così da restituire potere d'acquisto e attrattività al lavoro nei servizi pubblici locali.


Rimane la necessità di ulteriori stanziamenti, come sottolineato anche dalla CGIL, per affrontare la perdita reale del valore degli stipendi e contrastare il fenomeno dell’esodo giovanile dalla pubblica amministrazione. Le risorse aggiuntive saranno un banco di prova per valutare la coesione tra governo, enti e sindacati.

Il contratto della Scuola 2025-2027 prevede ulteriori incrementi retributivi: dal primo gennaio 2026 sono stimati aumenti medi mensili di circa 245 euro per i docenti e 179 euro per il personale ATA, che saliranno a 293 euro e 214 euro dal primo gennaio 2027.

L’obiettivo del sindacato Anief è quello di chiudere entro il 2026 un nuovo accordo con ulteriori aumenti di 160 euro e buoni pasto al netto di specifiche risorse e chiede anche il riconoscimento del riscatto agevolato della laurea, della parità di trattamento del personale precario, del ripristino del primo gradone stipendiale e della valorizzazione delle figure di sistema.

Passando al comparto Sanità, al momento il rinnovo contrattuale per il triennio 2025-2027 prevede un incremento retributivo lordo di 184 euro al mese, che si somma a quello già ottenuto nel triennio precedente. L'aumento totale per i lavoratori del Servizio Sanitario Nazionale aumentano così a circa 356 euro mensili. L’avvio della trattativa per il nuovo contratto 2025-2027 sarebbe previsto già in questo mese di gennaio 2026.

Gli altri rinnovi chiusi e in corso: sanità privata, giornalisti, sport

Parallelamente ai grandi comparti, il calendario dei rinnovi interessa anche settori specifici:

  • Sanità privata e RSA: le principali federazioni sindacali hanno sollecitato un’accelerazione dei tavoli, lamentando ritardi e ribadendo la necessità di risorse fresche per adeguare le condizioni economiche e normative dei lavoratori del settore;
  • Giornalisti: il cui Ccnl è bloccato dal 2016 e per cui sono finalmente riprese le trattative di rinnovo;
  • Sport: ratificato l’accordo per Sport e Salute e le Federazioni Sportive Nazionali, con attenzione sia alla parte economica sia al rafforzamento dei diritti e delle tutele per il personale impegnato nelle attività sportive.


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