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Rottamazione quinquies, i pro e contro da considerare. Non sempre conviene aderire

di Marianna Quatraro pubblicato il
Rottamazione quinquies pro contro consid

Quali sono i casi in cui non conviene effettivamente aderire alla rottamazione quinquies pur agevolando il pagamento dei debiti

La nuova misura di definizione agevolata dei debiti fiscali rappresenta uno degli strumenti più attesi nell’ambito della manovra finanziaria, inserendosi all’interno delle strategie di "pace fiscale" degli ultimi anni. L’approvazione della Rottamazione Quinquies 2026 nasce dall’esigenza di alleggerire il carico dei carichi affidati alla riscossione, offrendo una via d’uscita meno onerosa a chi ha accumulato pendenze dal 1° gennaio 2000 fino al 31 dicembre 2025.

La nuova normativa prevede nuovi criteri di accesso e condizioni più stringenti rispetto alle precedenti rottamazioni, puntando tuttavia ad allargare la platea dei beneficiari e garantire sostenibilità nei pagamenti. In particolare, il provvedimento elimina sanzioni e interessi su molteplici tipologie di ruoli, rimodulando il debito residuo e privilegiando la chiusura rapida delle cartelle più datate.

Come funziona la Rottamazione Quinquies: requisiti, debiti ammessi ed esclusi

Il meccanismo della nuova rottamazione prevede la possibilità di estinguere i debiti iscritti a ruolo pagando soltanto il capitale dovuto, senza corrispondere né sanzioni, né interessi di mora e aggio. Nello specifico, la misura si applica esclusivamente a quei debiti che sono stati affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione entro il termine normativamente definito, tipicamente il 31 dicembre 2025.
Nel dettaglio:

  • Debiti inclusi: cartelle di pagamento relative a imposte dirette (come IRPEF), IVA, INPS, IMU e TARI se riscosse a ruolo, contributi previdenziali, sanzioni correlate ai tributi e contributi.
  • Debiti esclusi: importi già estinti o annullati, crediti relativi a condanne penali, recupero di aiuti di Stato, risorse proprie dell’UE, IVA all’importazione e alcune sanzioni "autonome" non collegate al tributo principale.
  • Ruolo della data di affidamento: ciò che determina l’ammissibilità non è l’anno di imposta, ma quando il debito è stato affidato all’agente della riscossione.
  • Possono accedere: persone fisiche, professionisti, ditte individuali, società ed enti che risultino regolarmente titolari di cartelle nel periodo individuato.
Fra i requisiti, uno dei più discussi è l’esclusione in caso di decadenza da precedenti definizioni agevolate (ad esempio chi non ha pagato in tempo le precedenti rottamazioni). Tuttavia, sono ancora in fase di valutazione eventuali aperture normative che consentano ai decaduti dalla Quater di rientrare.
Non sono ammesse rateizzazioni ordinarie "miste": una volta inserita una cartella in questa forma agevolata, non è più possibile rinegoziare o spezzare il pagamento secondo modalità diverse.
Per le violazioni del Codice della Strada, la misura abbraccia esclusivamente interessi e maggiorazioni, mentre il capitale resta dovuto. 

Procedura di adesione: scadenze, modalità e documenti necessari

Aderire alla nuova definizione agevolata richiede una procedura telematica, snellita rispetto alle precedenti, ma da seguire con particolare attenzione. I principali passaggi:

  • Compilazione della domanda tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, accedendo con credenziali SPID, CIE o CNS.
  • Presentazione entro la scadenza ufficiale, attualmente prevista al 30 aprile 2026 (salvo proroghe decise dal legislatore).
  • Possibilità di allegare l’elenco delle cartelle che si intende definire e indicazione della modalità di pagamento preferita (in unica soluzione o rate).
  • Ricezione del prospetto riepilogativo, che precisa l’importo da pagare e le scadenze delle eventuali rate.
La documentazione richiesta è essenziale ma non complessa: dati anagrafici, codice fiscale, elenco dettagliato dei ruoli coinvolti. Si consiglia di consultare in anticipo l’estratto di ruolo personale per verificare la natura, l’importo e la data di affidamento dei carichi.
Il primo pagamento deve avvenire indicativamente entro il 31 luglio 2026. Poi, per chi non paga il dovuto in un'unica soluzione ma sceglie la rateizzazione, bisogna rispettare il calendario fissato.

Vantaggi e i pro della Rottamazione Quinquies: quali pro valutare

I motivi di interesse verso questa misura sono molteplici:

  • Cancellazione di sanzioni, interessi e aggio di riscossione: il beneficio più evidente, che può comportare un abbattimento rilevante del debito totale.
  • Rateizzazione estesa: possibilità di dilazionare fino a 54 rate bimestrali (9 anni) o addirittura 120 rate mensili in base agli ultimi aggiornamenti parlamentari. Le rate sono costanti e assicurano maggiore programmabilità finanziaria.
  • Tutela da nuove procedure esecutive: durante la vigenza della definizione, non sono possibili azioni forzose aggiuntive sulle somme incluse nel piano.
  • Flessibilità nei pagamenti: la normativa può tollerare il mancato pagamento di alcune rate non consecutive senza perdere i vantaggi acquisiti, secondo i limiti fissati dalla legge (es. massimo 8 rate non consecutive).
  • Maggiore sostenibilità: la misura è particolarmente conveniente per i contribuenti con debiti rilevanti e numerose componenti accessorie, soprattutto nel caso di cartelle molto datate in cui le sanzioni rappresentano una quota consistente.
  • Pianificazione più semplice: ricevendo un prospetto definitivo, si evita l’incertezza legata a nuovi calcoli e possibili sorprese future sulle somme dovute.
Inoltre, la possibilità di accedere alla definizione per una platea ampia di contribuenti favorisce la regolarizzazione di posizioni bloccate da anni, con effetti potenzialmente positivi anche sul piano patrimoniale e dell’accesso al credito.

Le criticità e i contro della nuova sanatoria fiscale

Se da un lato la misura offre indubbi benefici, dall’altro presenta criticità e rischi non trascurabili:

  • Decadenza dai benefici in caso di inadempienza: il mancato pagamento anche di una sola rata (o in altre ipotesi secondo la tolleranza prevista) fa perdere la definizione agevolata, con ripristino integrale del debito originario comprensivo di sanzioni e interessi.
  • Interruzione della prescrizione: l’adesione comporta l’azzeramento e la ripartenza dei termini di prescrizione. Se si interrompe il piano, il contribuente dovrà attendere nuovamente l’intero termine decennale (o quinquennale per tributi locali) prima che il debito possa considerarsi prescritto.
  • Aumento degli oneri per le rate lunghe: chi sceglie la dilazione affronta interessi sul capitale (4% annuo, salvo eventuali modifiche), che rendono il piano maggiormente gravoso sul lungo periodo rispetto a una soluzione in unica tranche.
  • Esclusione automatica per alcuni soggetti: chi è decaduto dalle precedenti edizioni può essere escluso, a meno di successive modifiche legislative, potenzialmente penalizzando chi aveva già provato a regolarizzare la posizione.
  • Impossibilità di rinegoziazione delle condizioni: una volta inoltrata la domanda, non si può convertire la soluzione scelta in altra forma o modificare il numero di rate, aumentando i rischi in caso di difficoltà future.
  • Non tutte le cartelle convengono: per taluni carichi (ad esempio cartelle recenti o debiti con solo importo capitale), il beneficio effettivo è molto limitato.

A chi non conviene aderire e casi particolari da valutare

Non tutti i contribuenti traggono beneficio dall’adesione. In particolare, non conviene aderire alla nuova rottamazione nei seguenti casi:
  • Cartelle prossime alla prescrizione: chi possiede debiti ormai vicini all’estinzione legale rischia, aderendo, di azzerare il conteggio e subire anni di ulteriore "fiato sul collo" fiscale.
  • Pendenze costituite da solo capitale: se la cartella riguarda solo l’imposta o il contributo senza accessori rilevanti, la definizione offre un risparmio limitato, mentre potrebbe risultare più vantaggiosa una rateazione classica.
  • Debiti esclusi dal perimetro della misura: tentare di includere sanzioni autonome, aiuti di Stato da recuperare o importi da condanne penali comporta esclusivamente dispendio di energie e nessun effetto pratico.
  • Contribuenti in difficoltà economica, senza certezza di regolarità nei pagamenti futuri: decadere dal piano rende rapidamente più onerosa la posizione pregressa.
  • Rapporti con altre procedure pendenti: in presenza di giudizi in corso o altre forme di definizione agevolata, la scelta deve essere attentamente coordinata, anche perché la domanda può implicare rinuncia a ricorsi o contenziosi pendenti.
  • Pensionati con reddito fortemente tutelato: per chi ha un reddito o beni impignorabili, conviene spesso attendere la naturale maturazione della prescrizione, invece che ripartire con nuovi termini.

Consigli pratici prima di presentare domanda e simulazioni di casi concreti

Prima di avviare la procedura:
Verificare accuratamente le cartelle di pagamento tramite estratto conto online dall’area riservata dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Valutare la sostenibilità finanziaria del piano, considerando sia la rata minima ammissibile (100 euro) sia la durata massima concessa dalla normativa.
Ragionare sull’opportunità di definire tutte le cartelle o solo una parte selezionata, escludendo ad esempio importi di sola imposta o pendenze verso prescrizione imminente.
Stimare il risparmio reale comparando l’ammontare originario della cartella con quanto resterebbe da versare dopo la definizione."
 
Caso pratico 1 Debito di 15.000 € per cartelle del 2010, con 8.000 € di sanzioni e 2.500 € di interessi. Adesione alla definizione: risparmio di 10.500 € sui soli accessori.
Caso pratico 2 Cartella da 3.500 € formata nel 2023, senza interessi rilevanti. Il vantaggio fiscale dell’adesione è marginale.
Caso pratico 3 Contribuente decaduto da precedente sanatoria: deve verificare la possibilità di rientro in caso di modifiche a favore dei decaduti dalla Quater.


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