Nell'ultimo biennio, la presenza di strumenti automatici per il rilevamento delle infrazioni si è rafforzata sensibilmente lungo le principali arterie italiane. Tra questi, ha assunto sempre maggiore rilevanza un innovativo apparecchio: il sorpassometro. A differenza dei consueti sistemi di controllo della velocità, questo strumento si occupa di monitorare e sanzionare i sorpassi vietati in tratti considerati ad alto rischio, rispondendo a precise esigenze di sicurezza stradale evidenziate da analisi statistiche:
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Punti nevralgici, come curve cieche, dossi e rettilinei con limitata visibilità, sono stati progressivamente attrezzati con questa tecnologia.
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L'adozione del sorpassometro è cresciuta a seguito di direttive emesse dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili e dei riscontri positivi forniti dagli enti locali dove sono state installate le prime postazioni.
L'obiettivo è contrastare una delle cause più gravi di incidentalità, il sorpasso non consentito, che secondo i dati ufficiali continua a rappresentare una percentuale significativa dei sinistri con esiti critici sulle strade extraurbane e nei centri urbani.
Cos'è il sorpassometro SV3 e come funziona la tecnologia
Il sorpassometro SV3 si distingue dagli strumenti tradizionali come autovelox e tutor per una caratteristica essenziale: non misura la velocità, ma accerta l'effettivo compimento di sorpassi vietati mediante una combinazione di sensori installati nell'asfalto e telecamere intelligenti.
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I sensori a spire elettromagnetiche, annegati nella pavimentazione, individuano il passaggio di un veicolo nella corsia opposta o oltre la linea continua quando questo non sarebbe permesso.
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Telecamere ad alta risoluzione, montate su strutture sopraelevate, si attivano all'istante per documentare l'intera manovra, registrando il filmato completo e i dati di targa.
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Il cuore tecnologico del sistema è il software di analisi basato su reti neurali, che interpreta la scena stradale e invia la segnalazione, corredata dal video (solitamente della durata di 15 secondi), alla centrale operativa della Polizia Locale.
Il processo di accertamento dell'infrazione si completa grazie alla validazione da parte di un operatore, che verifica la sussistenza della violazione prima della trasmissione del verbale all'intestatario del veicolo. Uno degli aspetti innovativi del SV3 è proprio la capacità di ricostruire con precisione il contesto stradale e l'azione contestata, fornendo alle autorità un elemento probatorio difficilmente contestabile:
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Questa tecnologia viene impiegata esclusivamente in modalità di contestazione differita, come previsto dall'articolo 201 del Codice della Strada.
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Non è necessario un fermo immediato del veicolo; la notifica avviene successivamente e solo una volta appurata la regolarità di tutti gli elementi della sanzione.
Installazione del sorpassometro: dove si trova e da quando
L'installazione di questi dispositivi non avviene su ogni tratto viario, ma segue criteri stringenti dettati dall'elevato rischio di incidentalità. Ecco dove la presenza del sistema è autorizzata:
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Traffico intenso e punti neri dell'incidentalità: curve prive di visibilità, dossi, intersezioni non regolate e rettilinei particolarmente pericolosi.
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L'autorizzazione è vincolata ad un decreto prefettizio specifico, emanato sulla base di studi sul tasso di sinistri rilevati.
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In centri urbani e, soprattutto, lungo strade extraurbane a scorrimento medio-alto.
Uno dei primi esempi dell'utilizzo reale del sorpassometro risale all'installazione in provincia di Cosenza, presso la Statale SS18 ad Acquappesa, dove sono stati rilevati numerosi incidenti negli anni.
La copertura nazionale è in costante ampliamento e i decreti autorizzativi sono resi pubblici per consentire la trasparenza e il controllo dei cittadini.
Il dispositivo è attivo ininterrottamente 24 ore su 24 e, grazie alle telecamere di ultima generazione, opera anche in condizioni di scarsa visibilità o durante la notte, garantendo così una sorveglianza efficace anche nelle fasce orarie più critiche per la sicurezza.
Le sanzioni previste: multe, decurtazione punti e sospensione
La disciplina sanzionatoria per chi effettua un sorpasso vietato, come stabilito dall'articolo 148 del Codice della Strada, prevede importi a partire da 167 euro fino a superare i 1.300 euro, in relazione alla gravità della manovra e alle condizioni del tratto stradale. Di seguito una sintesi delle possibili conseguenze:
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Tipo di infrazione
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Multe (€)
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Punti patente
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Altre pene
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Sorpasso vietato su linea continua (strade urbane)
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Da 42 a 173
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2
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Sorpasso vietato su extraurbane
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Fino a 345
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3
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Sorpasso pericoloso (curve, dossi, incroci)
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Da 327 a 1.308
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10
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Sospensione patente da 1 a 3 mesi
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Guida contromano durante sorpasso
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Superiore a 1.300
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10
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Sospensione patente da 1 a 3 mesi
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Il sistema sorpassometro garantisce l'automatismo delle contestazioni ma, grazie alla validazione dell'operatore, presidia il rispetto della correttezza procedurale e della veridicità delle immagini raccolte:
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Le sanzioni possono aumentare di un terzo se l'infrazione si verifica tra le ore 22:00 e le 7:00.
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In caso di recidiva entro due anni, per i neopatentati scatta la sospensione della patente, anche senza aggravanti di luogo.
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La semplice invasione della linea continua, senza effettivo sorpasso, comporta una contravvenzione più lieve e la decurtazione di due punti.
Come difendersi dalle multe del sorpassometro
Come ogni sanzione amministrativa derivante da sistemi elettronici, anche quella prodotta dal sorpassometro è soggetta a possibilità di contestazione. Le principali modalità di impugnazione sono:
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Ricorso al Prefetto entro 60 giorni dalla notifica;
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Ricorso al Giudice di Pace entro 30 giorni.
I motivi più ricorrenti alla base degli annullamenti sono i seguenti:
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Mancanza o visibilità carente della segnaletica che preannuncia la presenza del dispositivo (aspetto obbligatorio ai sensi del Codice della Strada).
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Assenza di omologazione tecnica dell'apparecchiatura: la giurisprudenza distingue tra approvazione ministeriale e omologazione, prediligendo quest'ultima come requisito essenziale, secondo quanto stabilito da pronunce della Cassazione.
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Errori materiali nel verbale, mancata immediata notificazione e altre irregolarità procedurali.
Chi riceve la sanzione può, inoltre, verificare la legittimità della postazione accedendo ai decreti prefettizi pubblicati, assicurandosi che l'apparecchio sia stato autorizzato per il tratto interessato.
Normativa e garantire la legittimità della sanzione
L'introduzione dei dispositivi automatici per il rilevamento dei sorpassi è regolamentata da decreti dirigenziali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le tappe normative principali sono:
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Primo decreto di approvazione del 2008 che apre la strada ai primi dispositivi.
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Aggiornamento del 2011 con il modello SV2.
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Decreto n. 603 dell'11 dicembre 2024 che introduce l'SV3 e ne amplia l'impiego a tratte con limiti fino a 90 km/h.
Affinché una sanzione sia legittima occorre che:
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L'installazione sia stata autorizzata da un decreto del Prefetto;
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Il dispositivo sia coperto da omologazione tecnica;
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Sia presente una segnaletica verticale ben visibile e riconoscibile per preavvertire gli automobilisti.
Le sentenze ribadiscono la necessità della massima trasparenza e del pieno rispetto delle procedure tecniche e amministrative, dalla pubblicità dei decreti alle caratteristiche della notifica, per assicurare i diritti dei cittadini e la solidità giuridica delle contravvenzioni.
Impatto sulla sicurezza stradale: prevenzione e deterrenza
L'introduzione diffusa degli apparecchi dedicati alla rilevazione automatica dei sorpassi vietati ha prodotto effetti concreti sulla sicurezza viaria. La semplice presenza della tecnologia funge da deterrente nei confronti delle condotte più rischiose, spingendo gli automobilisti a rispettare la segnaletica e a valutare con maggiore attenzione le proprie manovre:
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Le statistiche fornite dagli enti locali segnalano un calo degli incidenti nei tratti sorvegliati e una maggiore percezione di sicurezza tra gli utenti.
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I video generati non solo supportano il lavoro delle autorità, ma contribuiscono anche a diffondere consapevolezza sui rischi derivanti da sorpassi in condizioni non consentite, anche grazie a campagne informative derivanti dall'analisi dei casi documentati.
Gli elementi chiave del sistema, come la trasparenza dei dati, la segnalazione obbligatoria e le garanzie procedurali, rappresentano quelli strumenti che aiutano a conciliare esigenze di sicurezza e garanzie di tutela giuridica per tutti.
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Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...