Come fare concretamente fatturazione elettronica con partita iva forfettaria nel 2022

Ci sono vari modi con differenti procedure, costi, vantaggi e svantaggi per fare le fatture elettroniche che sono diventate obbligatorie per titolari di partite Iva forfettarie

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Come fare fatturazione elettronica con partita iva forfettaria?

Scatta dal prossimo primo luglio 2022, l’obbligo di emissione di fatture elettroniche anche per i titolari di partite Iva in regime forfettario, finora esonerati da tale obbligo, e, stando a quanto previsto, tali contribuenti hanno possibilità di emettere da soli in piena autonomia, seguendo apposita procedura, le fatture elettroniche, così come possono rivolgersi ad un commercialista perché assolva a tale adempimento semplicemente facendo una delega allo stesso professionista. 

Come fare fatturazione elettronica con partita iva forfettaria? Cambiano le regole per le partite Iva e l’obbligo di emettere fattura elettronica scatta anche per chi è in regime fiscale agevolato forfettario. 

La fattura elettronica è un tipo di fattura emessa in formato digitale XML e ricevuta in base a specifici requisiti standard stabiliti dalla legge in termini di autenticità, integrità e leggibilità dei contenuti dal momento della sua emissione e per i successivi 10 anni. Vediamo di seguito quali sono tutti i modi disponibili nel 2022 per fare la fatturazione elettronica per titolari di Partite Iva forfettarie.

  • Come fare fatture elettroniche da soli per partite Iva forfettarie
  • Fare fatture elettroniche con commercialista per partite Iva forfettarie 
  • Fatturazione elettronica per partita Iva forfettaria da quando scatta obbligo

Come fare fatture elettroniche da soli per partite Iva forfettarie

L’emissione di fatture elettroniche da parte di titolari di partite Iva forfettarie può avvenire in piena autonomia dagli stessi contribuenti. Tutti coloro che hanno una partita Iva forfettaria per cui scatta l’obbligo di fatturazione elettronica possono, dunque, emettere fatture da soli.

Per farlo, il primo passo da compiere è scegliere il giusto software, specifico programma che genera la fattura nel formato XML e la invia al Sistema di Interscambio (SdI). Il Sistema esamina a sua volta il documento e lo invia al destinatario.

Scelto il software, bisogna compilare la fattura riportando innanzitutto dati del mittente:

  • nome della ditta/denominazione/ragione sociale, nome e cognome, indirizzo;
  • numero di partita Iva;
  • regime fiscale (RF02 per Contribuenti minimi o RF19 per Regime Forfettario);
  • Cassa previdenziale, per esempio come Cassa di previdenza e assistenza per gli ingegneri e architetti (INARCASSA), Cassa di previdenza e assistenza geometri (CIPAG), cassa di previdenza e assistenza forense, etc.

Scegliendo alcuni software, basta inserire tali dati una sola volta, la prima, per poi averli in automatico nelle successive fatture,

Inseriti i propri dati nella fattura, si passa poi all’inserimento dei dati del cliente o consumatore:

  • nome della ditta/denominazione/ragione sociale, nome e cognome, indirizzo;
  • numero di partita Iva;
  • Codice destinatario o codice univoco, che identifica il destinatario della fattura e aiuta il Sistema di Interscambio a recapitare la fattura ed è composto da 6 cifre se il destinatario è un’azienda o un libero professionista o da 7 cifre se il destinatario è una Pubblica Amministrazione;
  • pEC del cliente, che si può indicare in alternativa al codice destinatario se non si trovare il codice destinatario dell’azienda o del privato. 
  • Dopodicchè bisogna compilare la fattura vera e propria con i dati della fatturazione che sono:
  • numero progressivo, ma nella maggior parte dei casi è il software stesso a suggerire il numero, tenendo il conteggio per evitare errori di numerazione;
  • data;
  • prodotti e servizi, con unità vendute, prezzo e natura Iva N2.2, prodotti o servizi non soggetti ad Iva, cisto che per il regime forfettario è prevista l’esenzione dal pagamento Iva;
  • dati di pagamento.

Se l’importo delle fatture è superiore ai 77,47 euro, i titolari di partite Iva in regime forfettario devono applicare l’imposta di bollo di 2 euro e, in fase di compilazione della fattura elettronica, bisogna riportare ‘SI’ nel campo ‘Bollo Virtuale’. 

L’ultimo passaggio consiste nella firma digitale della fattura elettronica e nell’invio della stessa al Sistema di Interscambio e molti software per la fatturazione elettronica permettono di compiere contemporaneamente entrambe le operazioni con un solo clic. 

I titolari di partite Iva forfettarie non sono obbligati a ricevere le fatture elettroniche ma possono comunque ricevere e-fatture in copia cartacea o in PDF o entrando nella propria area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate, o tramite PEC;

Una volta ricevute le fatture, i contribuenti in regime forfettario possono conservarle:

  • o archiviando le copie cartacee;
  • o tramite la conservazione sostitutiva.

Precisiamo che se non sussiste l’obbligo di conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche, è obbligatorio invece conservare il documento cartaceo e per farlo bisogna scaricare il file ricevuto (via email, tramite Ppec o codice destinatario), stamparne una copia cartacea, archiviarla e conservarla per almeno dieci anni.

Fare fatture elettroniche con commercialista per partite Iva forfettarie 

In alternativa alla procedura di emissione di fatture elettroniche in piena autonomia da soli, i titolari di partita Iva forfettaria per fare fatture elettroniche possono rivolgersi ad un commercialista, basta semplicemente rilasciare al professionista apposita delega.

Una volta ricevuta la delega, il commercialista può accedere all’area riservata dell’impresa o del professionista sul sito dell’Agenzia delle Entrate e gestire i rapporti con il Fisco del suo cliente e:

  • acquisire le fatture elettroniche emesse e ricevute dall’impresa o dal professionista, disponibili fino al 31 dicembre dell’anno successivo a quello di ricezione da parte del Sistema di Interscambio;
  • avere i dati trasmessi con riferimento alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate con soggetti esteri;
  • esercitare e consultare le opzioni previste dal decreto legislativo n. 127 del 2015, per conto del soggetto delegante;
  • indicare al Sistema di Interscambio l'indirizzo telematico per ricevere i file contenenti le fatture elettroniche, e cioè un codice destinatario o un indirizzo Pec, da parte del soggetto delegante;
  • generare il codice a barre bidimensionale (QR-Code) per l'acquisizione automatica delle informazioni anagrafiche Iva del soggetto delegante e del relativo indirizzo telematico.

Richiedere emissione di fatture elettroniche ad un commercialista implica, chiaramente, dei costi che sono variabili e possono essere di:

  • da 2 a 4 euro per fattura elettronica singola;
  • da 18 a 20 euro per pacchetto da 5 fatture elettroniche;
  • da 30 a 35 euro per pacchetto da 10 fatture elettroniche;
  • da 40 a 50 euro per un pacchetto da 25 fatture elettroniche;
  • da 60 a 70 euro per un pacchetto da 50 fatture elettroniche;
  • da 100 a 130 euro un pacchetto da 10 fatture elettroniche.

Fatturazione elettronica per partita Iva forfettaria da quando scatta obbligo

Stando alle novità previste, l'obbligo di fatturazione elettronica per i titolari di partiva Iva forfettaria scatta dal prossimo primo luglio 2022, per cui anche i contribuenti del regime dei forfettari che applicano la flat tax al 15% su redditi fino a 65mila euro dovranno emettere fattura. 

Restano esclusi dall'obbligo di fatturazione elettronica i titolari di Partita Iva in regime forfettario con reddito entro i 25mila euro, almeno fino al 2024. 

Per quanto riguarda, infine, le sanzioni, non scatteranno subito, ma è previsto un periodo transitorio per il terzo trimestre del periodo d’imposta 2022, se la fattura elettronica viene emessa entro il mese successivo a quello dell’operazione.


 





Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il