Cosa succede se non viene inviato certificato medico a datore di lavoro e all'azienda

Norme alla mano, il lavoratore è tenuto anche a rispettare tempistiche ben precise e non può decidere di inviare il certificato medico quando e se preferisce.

Cosa succede se non viene inviato certif

Se il certificato medico non inviato al datore di lavoro, cosa succede?

La trasmissione del certificato medico non è un'opzione che il lavoratore in precarie condizioni di salute può utilizzare a propria discrezione. Questo è in passaggio fondamentale e il mancato rispetto lo espone a sanzioni disciplinari.

I datori di lavoro hanno il diritto di richiedere prove mediche che certificano lo stato di malattia del dipendente. Non si tratta di una potere facoltativo, ma di un vero e proprio obbligo di legge. In pratica si tratta del primo step per avviare la lunga procedura che porta al pagamento delle assenze.

Come lascia intendere lo stesso nome, il certificato medico non è un'autodichiarazione e né potrebbe esserle. Viene infatti stilato dal medico di famiglia o comunque dal camice bianco che effettua la visita al lavoratore malato e ne accerti l'impossibilità di svolgere le attività per cui viene retribuito.

A noi interessa adesso sapere cosa succede se il certificato medico non viene inviato al datore di lavoro o comunque all'azienda. Anche perché, come vedremo con maggiore attenzione in questo articolo, il lavoratore deve anche rispettare tempistiche ben precise e non può decidere di inviare il certificato quando e se preferisce.

Si tratta di una regola generale che trova applicazione nei vari Contratti collettivi nazionali di lavoro che disciplinano i vari settori (terziario e servizi, edilizia e legno, alimentari, credito e assicurazioni, tessili, trasporti, meccanici, agricoltura e allevamento, enti e istituzioni private, chimica, poligrafici e spettacolo, marittimi, enti pubblici). Il caso che esaminiamo non va confuso con quello del certificato medico non autentico.

Può infatti accadere che il datore possa avere sospetti sull'autenticità del documento ovvero dell'esistenza di una maldestra modifica da parte del lavoratore. Va da sé che il datore è autorizzato a chiamare lo studio medico e chiedere se il certificato medico sia reale o meno e dunque se le indicazioni temporali presenti corrispondano al vero.

In questa circostanza - comunque più rara da quando è stata introdotta la trasmissione telematica - configura una ipotesi molto più grave perché di mezzo c'è la falsificazione di un atto. Ma vediamo adesso:

  • Certificato medico non inviato a datore, cosa succede
  • Quali sanzioni senza l'invio del certificato medico

Certificato medico non inviato a datore, cosa succede

La trasmissione del certificato medico non è un'opzione che il lavoratore in precarie condizioni di salute può utilizzare a propria discrezione. Questo è in passaggio fondamentale e il mancato rispetto lo espone a sanzioni disciplinari. In discussione non c'è il diritto ad assentarsi perché viene riconosciuto sia dalle norme generali e sia da quelle particolari contenute nei Ccnl di categoria.

Allo stesso tempo non viene messo in dubbio il diritto del dipendente alla ricezione di una indennità economica per tutto il periodo della malattia a carico dell'Inps. L'aspetto più importante è un altro ovvero il rispetto da parte del lavoratore degli obblighi che ne derivano.

Il primo è la comunicazione dell'assenza per malattia al datore di lavoro. Da farlo il prima possibile e comunque prima dell'inizio della giornata di lavoro. Il secondo obbligo a cui è chiamato è il contatto con il medico curante per la certificazione dello stato di malattia.

Il documento viene inviato sia all'Istituto nazionale di previdenza sociale e sia allo stesso datore di lavoro. Dopodiché il dipendente in malattia è chiamato al rispetto delle fasce di reperibilità sia che sia impiegato nel comparto pubblico e sia in quello privato. In queste fasce orarie, individuate sia al mattino e sia al pomeriggio, il lavoratore deve mettere in conto visite fiscali da parte del medico, anche più di una volta al giorno.

Infine, ma non di minore importanza, il dipendente in malattia deve assumere le necessarie azioni e precauzioni per tornare il primo possibile al servizio ovvero per ritrovare lo stato di salute che gli permetta di tornare in servizio.

Quali sanzioni senza l'invio del certificato medico

In base al comportamento contestato, il lavoratore rischia anche il licenziamento per mancato invio del certificato medico. Si tratta del provvedimento più radicale.

Il datore di lavoro potrebbe infatti adottare azioni meno drastiche tra rimprovero verbale, ammonizione scritta, multa, sospensione e trasferimento.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il