Naspi 2019, tutte le novità. Ecco cosa cambia

Regole, requisiti e calcoli per richiedere e ottenere la Naspi: come presentare domanda e cosa cambia il prossimo anno

Naspi 2019, tutte le novità. Ecco cosa cambia

La Naspi, indennità di disoccupazione che dal 2015 ha sostituito Aspi e Mini Aspi e destinata a chi è involontariamente rimasto senza lavoro, prevede determinati requisiti per poterne beneficiare e prevede particolari regole di calcolo derivanti dal tempo di lavoro effettivamente svolto. Con l'introduzione dal prossimo anno del nuovo reddito di cittadinanza da 780 euro, il destino della Naspi 2019 è ancora decisamente incerto, contrariamente invece al Rei, reddito di inclusione, che è destinato a scomparire con l'arrivo del reddito di cittadinanza. Ad oggi, per ciò che si sa, la Naspi dovrebbe essere riconfermata ma chiaramente ci sarà un divieto di cumulo tra reddito di cittadinanza e Naspi, anche se, per opinione di alcuni, con l’avvio del nuovo reddito di cittadinanza, l’attuale indennità di disoccupazione potrebbe venire meno.

Naspi 2019: tutte le novità per requisiti, calcolo e durata

Se la Naspi sarà riconfermata anche il prossimo anno non dovrebbe essere prevista alcuna novità rispetto alle attuali regole. Potrà, infatti, ancora essere richiesta da chi resta senza lavoro, per licenziamento o per dimissioni ma solo per giusta causa, come per molestie sessuali sul posto di lavoro. In particolare, la Naspi 2019 per la disoccupazione spetta a tutti i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato e determinato che hanno perso involontariamente il lavoro, cui aggiungere gli apprendisti, i soci di cooperative che hanno stipulato un rapporto di lavoro subordinato e il personale artistico inquadrato con rapporto di lavoro subordinato.

Per poter beneficiare della Naspi, i requisiti richiesti sono quelli aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti all'evento di disoccupazione involontaria e almeno 30 giornate di lavoro effettivo negli ultimi 12 mesi.

Per il calcolo dei contributi Naspi si possono considerare anche i contributi figurativi accreditati nei periodi di maternità obbligatoria, astensione dal lavoro per malattia dei figli e congedo parentale. Per quanto riguarda gli importi Naspi, il massimo che si può erogare è di 1.300 euro ma il calcolo dipende dal proprio estratto conto contributivo Inps, mentre per quanto riguarda l’importo minimo della Naspi, non è previsto nulla in merito. Non c’è, infatti, un importo minimo previsto dall’indennità di disoccupazione.

Anche per quanto riguarda la durata, non è prevista alcuna durata della Naspi 2019, mentre, in generale, la durata di erogazione della Naspi 2019 dipende dai contributi versati negli ultimi 4 anni prima della perdita di lavoro involontaria e il tempo massimo di erogazione anche nel 2019 sarà di 24 mesi. I due anni di tempo, però, non valgono per i lavoratori precari disoccupati, per cui la durata massima di erogazione Naspi scende a sei mesi.

Naspi 2019: regole e passaggi per domanda

Sono diverse le modalità possibili per presentare domanda domanda per la Naspi 2019: la richiesta deve pervenire direttamente all’Inps entro 68 giorni dalla data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro e si può presentare: o direttamente online sul sito Inps usando il proprio codice Pin, entrando nell’area dei servizi online, seguendo la procedura ‘servizi per il cittadino’, ‘opzione invio domande di prestazioni a sostegno del reddito’, cliccando quindi sulla voce ‘Naspi’ sulla barra di sinistra e compilando la domanda, che è composta da 6 sezioni; o rivolgendosi al CAF o patronati; o contattando telefonicamente il numero 803164 gratuito da rete fissa o 06164164 da cellulare.

Ciò che dal 2019 dovrebbe cambiare per la richiesta Naspi è la nuova procedura di richiesta, fermo restando l’obbligo, come attualmente previsto, di iscrizione ai Centri dell’impiego per la ricerca attiva di una nuova occupazione o iscrizione a corsi di formazione professionale o di specializzazioni. Con la nuova procedura, il lavoratore viene convocato entro 2 mesi dalla data di licenziamento dal centro per l’impiego per effettuare il primo colloquio conoscitivo che serve per definire il profilo del candidato sulla base delle sue competenze professionali e valutare le possibilità di ricollocarlo nel mercato del lavoro. Il lavoratore disoccupato viene iscritto all’Anpal (Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro) e deve sottoscrivere il Patto di Servizio Personalizzato, obbligatorio per ottenere e mantenere l’indennità di disoccupazione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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