Partite iva obbligate ad aderire al libero mercato energia 2021 o è legge solo per le PMI

Come impatta il libero mercato dell'energia sulle piccole e medie imprese e come inciderà sulle partite Iva? Sono numerose le variabili da considerare.

Partite iva obbligate ad aderire al libe

C'è l'obbligo di adesione al libero mercato energia per le partite Iva?

Il cronoprogramma prevede che dal 2021 sono obbligate al passaggio al libero mercato energia 2021 le aziende tra 10 e 50 dipendenti e fatturato annuo tra 2 e 10 milioni di euro oppure potenza impegnata del punto prelievo maggiore a 15 kW ovvero le Pmi. Non c'è quindi un obbligo specifico per le partite Iva. Dal prossimo anno sarà il turno di consumatori singoli, famiglie, associazioni e delle microimprese che non rientrano nei requisiti previsti per il 2021.

Entra ufficialmente in scena il libero mercato energia 2021 e le prime realtà a essere coinvolte sono le Pmi. Si tratta del mercato in cui si accede con la libera adesione a un'offerta commerciale di un fornitore di luce o gas.

Le condizioni sono definiti dall'operatore e accettati dal cliente con l'adesione alla proposta. Le nuove regole sono in vigore anche per le partite Iva? C'è una disposizione specifica che le riguarda? Vediamo meglio in questo articolo:

  • C'è l'obbligo di adesione al libero mercato energia per le partite Iva o no
  • Impatto libero mercato energia 2021 sui costi di partite Iva e Pmi

C'è l'obbligo di adesione al libero mercato energia per le partite Iva o no

Nel libero mercato energia 2021 i fornitori sono in competizione e stabiliscono le proprie tariffe così come contrattano direttamente con il consumatore e propongono diverse tipologie di offerta.

Il cronoprogramma prevede che dal 2021 sono obbligate al passaggio al libero mercato energia 2021 le aziende tra 10 e 50 dipendenti e fatturato annuo tra 2 e 10 milioni di euro oppure potenza impegnata del punto prelievo maggiore a 15 kW ovvero le Pmi. Non c'è quindi un obbligo specifico per le partite Iva.

Dal prossimo anno sarà il turno di consumatori singoli, famiglie, associazioni e delle microimprese che non rientrano nei requisiti previsti per il 2021.

A proposito di microimprese, si tratta di quelle con meno di 10 dipendenti, un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo fino a 2 milioni di euro, titolari di punti di prelievo connessi in bassa tensione con un livello di potenza impegnata fino a 15 kW. Se il prezzo applicato è naturalmente una componente decisiva nella scelta dell'operatore, è ben ricordare che non bisogna fermarsi solo sulla tariffa.

Nell'individuazione del fornitore è altrettanto imporrante che sia assicurata la migliore qualità del servizio ovvero quella che risponde in maniera più accurata alle esigenze della propria piccola e media impresa.

Impatto libero mercato energia 2021 sui costi di partite Iva e Pmi

Come impatta il libero mercato dell'energia sulle piccole e medie imprese e come inciderà sulle partite Iva? Nel mercato libero i costi commerciali e della materia prima sono stabiliti dall'offerta dell'operatore e accettati dal cliente.

Con il mercato tutelato sono invece stabiliti ogni tre mesi dall'Arera, l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente. I costi complementari come imposte e oneri di sistema sono invece uguali per tutti senza alcuna modifica. L'operatore riscuote per conto di altri soggetti.

Da qui l'importanza di fare la scelta giusta tenendo conto che a oggi in Italia ci sono circa 600 venditori di energia elettrica e almeno il doppio delle tariffe per i clienti. Individuare la tariffa più adatta non è quindi un'operazione così scontata e immediata. Il tutto senza dimenticare che anche il calcolo dell'energia può rivelarsi complesso.

Non è sempre facile comprendere il prezzo relativo a un singolo kWh, senza dimenticare che occorre aggiungere le voci riguardanti le imposte, i costi di trasporto o gli oneri generali di sistema. A volte le tariffe sono impostate secondo complicate formule aritmetiche.

Inevitabile allora domandarsi se il mercato libero dell'energia porti vantaggi o svantaggi per gli utenti ovvero se i costi applicati finiscono per essere più alti o meno. I benefici dipendono innanzitutto dall'offerta e occorre quindi valutare caso per caso.

Basti pensare alla doppia possibilità iniziale proposta tra prezzo fisso e prezzo variabile.

Nel primo caso la tariffa può rivelarsi interessante sono nell'iniziale periodo promozionale. Prima della scadenza può arrivare la comunicazione dei nuovi prezzi e non è detto che siano più convenienti.

Il costo variabile, correlato a un indice che potrebbe essere il prezzo stabilito dalla Borsa per l'energia elettrica o il prezzo del mercato di tutela, è in genere consigliati agli utenti - tra partite Iva e Pmi - che consumano energia soprattutto nelle fasce serali e nei fine settimana.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il