Bollette e benzina, nuova stangata per le famiglie. Ancora rincari senza fine

Ci sarà insomma poco da sorridere perché le previsioni riferiscono di un 2019 che inizierà proprio come sta terminando questo 2018 ovvero con un aumento dei costi.

Bollette e benzina, nuova stangata per l

Benzina e bollette sono all'insù


Tutto inesorabilmente legato perché l'aumento senza soste del prezzo del petrolio non ha riflessi solo sul costo del carburante nelle stazioni di rifornimento. A catena sono infatti coinvolte le bollette per le utenze domestiche. Si tratta insomma di una iattura ben più ampia di quanto possa inizialmente sembrare. Quando sentono che cresce il costo dei barili del petrolio, le famiglie italiane devono allora mettere in conto una stangata. Fino a che punto? A quantificarla ci prova il Codacons che riferisce di una impennata dei costi pari complessivamente a 8,1 miliardi di euro. Una cifra che apparentemente può significare poco, ma che detto in altri termini significa 340 euro a famiglia.

Stangata per le famiglie: benzina e bollette all'insù

Ci sarà insomma poco da sorridere perché le previsioni riferiscono di un 2019 che inizierà proprio come sta terminando questo 2018 ovvero con un aumento generalizzato di tanti costi, da quelli relativi alla benzina fino ad arrivare ai prezzi delle utenze domestiche. A rimetterci saranno praticamente tutti i consumatori perché il rialzo dei costi non escluderà alcuno. Ci ha pensato allora il Codacons a fare i conti in tasca. Per l'associazione a tutela dei diritti dei consumatori, tenendo conto dell'andamento dei listini dei carburanti alla pompa e delle pesanti ripercussioni sulle tariffe della luce e del gas, aumentate rispettivamente del +11,4% e del +13,6% nel corso del 2018, una famiglia media si ritrova a spendere circa 340 euro in più rispetto allo scorso anno.

E attenzione, solo per fare rifornimento di carburante all'auto e per pagare le bollette energetiche. Perché poi, ci tiene ancora a far sapere il Codacons, l'impegno di spesa è destinato a salire alle stelle se si considerano anche gli effetti indiretti sui prezzi al dettaglio e sui costi a carico di industrie e imprese. Resta allora da capire se e in che misura inciderà il taglio delle accise promesso dal vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini. Senza dubbio non occorre mettere in conto un crollo vertiginoso dei prezzi, se non altro perché non tutte le accise saranno cancellate e poi perché a fare la differenza è sempre il prezzo del petrolio.

Ma c'è anche la bufala su Salvini

In questo contesto di cambiamenti annunciati ma anche di diffusione di bufale, ecco che il mix tra queste due componenti diventa letale. Sono infatti tanti gli indizi che rivelano con chiarezza come la fake news di Salvini che taglia le accise della benzina nel giorno in cui cambiano le etichette dei carburanti sia tale. Uno su tutti? L'entrata in vigore del decreto fissata per il 31 novembre, che non esiste.

E altri costi salgono

Autunno, dunque, nerissimo per i consumatori italiani perché aumentano i prezzi su ogni fronte. C'è quello del carburante per auto ovvero benzina e diesel, secondo un copione che continua a ripetersi. Ma c'è anche quello del cibo ovvero dei principali generi alimentari. E i due comparti non sono scollegati come può apparentemente sembrare. Almeno secondo Coldiretti che mette in luce una semplice equazione: i rincari che devono affrontare le aziende di logistica per via del carburante alle stazioni di rifornimento più costoso si ripercuote nel prezzo finale del cibo, costretto a essere rivisto verso l'alto. E stando alle previsioni di queste ore si tratta solo delle prime avvisaglie.

L'associazione dei coltivatori diretti non le manda evidentemente a dire quando fa notare che in un paese come l'Italia, dove l'88% dei trasporti commerciali avviene su gomma, l'aumento del costo di benzia e diesel non può che incidere notevolmente sui costi della logistica e sul prezzo finale di vendita dei prodotti. E a rimetterci ci sono anche altri settori, come se fossimo davanti a una catena formata da tanti anelli. Secondo Coldiretti a subire gli effetti del caro benzina sono soprattutto gli alimentari perché ogni pasto che percorre in media quasi 2.000 chilometri prima di giungere sulle tavole. E percorrere quella tratta per i camionisti ha adesso un prezzo maggiore.

Secondo le rilevazioni dell'associazione dei coltivatori diretti, l'aumento medio dei prezzi alimentari è è risultato superiore del 27% rispetto alla media dell'inflazione pari a 1,5% a settembre, sulla base dei dati Istat. E come premesso, non è affatto detto che il trend possa essere invertito considerando il già previsto aumento del prezzo della b