Partita Iva forfettaria 2020 date decorrenza nuovi limiti non chiare. Richieste commercialisti

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Partita Iva forfettaria 2020 date decorr

Partita Iva forfettaria 2020: richiesti chiarimenti commercialisti

Da quando si applica il tetto di 30.000 euro per i redditi da lavoro dipendente o di pensione e quello da 20.000 euro di compensi a dipendenti e collaboratori?

Non passa anno senza che il regime delle partite Iva subisca cambiamenti che mandano in confusione i lavoratori.

Succede anche nel 2020 con le partite Iva forfettarie perché l'esecutivo ha modificato la normativa precedente e, come emerge dalle ultime notizie e in attesa di aggiornamenti dal Ministero dell'Economia, non ha chiarito tutti gli aspetti con la conseguenza che l'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano ha scritto al Garante del Contribuente della Lombardia per capire cosa cambia.

E c'è da scommettere che tanti altri professionisti si trovano nella medesima situazione ovvero che la richiesta di delucidazioni sulle date di decorrenza dei nuovi limiti delle partite Iva forfettaria 2020 sia solo la punta dell'iceberg.

Nello specifico, non si tratta di una questione di poco conto perché le modalità di applicazione di questa novità potrebbero rappresentare un motivo di espulsione dal regime agevolato di migliaia di pensionati e dipendenti. Entriamo allora nel dettaglio per vedere

  • Data decorrenza nuovi limiti partita Iva forfettaria 2020
  • Partita Iva forfettaria 2020: richiesti chiarimenti commercialisti

Data decorrenza nuovi limiti partita Iva forfettaria 2020

Da dove nasce l'incertezza sulle partite Iva forfettaria 2020 che spinge i commercialisti di Milano a scrivere al Garante del Contribuente della Lombardia?

La manovra ha confermato l'impianto fiscale agevolato per chi guadagna fino a 65.000 euro all'anno, ma con alcune importanti modifiche. In buona sostanza permette a chi ha ricavi fino a questa soglia di farsi applicare il 15% di aliquota fissa, al netto naturalmente dei contributi previdenziale, rispetto alle aliquote differenziate del regime ordinario.

Non solo, ma non è prevista l'aggiunta dell'Iva e viene a cadere l'obbligo della fatturazione elettronica. Si tratta insomma di una serie di facilitazioni fiscali e burocratiche che hanno però un prezzo da pagare ovvero una serie di limiti con cui fare i conti.

Uno in particolare è causa di incertezze ovvero il tetto massimo di 30.000 euro per i redditi da lavoro dipendente o di pensione e quello da 20.000 euro di compensi a dipendenti e collaboratori. Il punto è molto semplice: questi limiti si applicano all'anno fiscale 2020 o al 2021?

Partita Iva forfettaria 2020: richiesti chiarimenti commercialisti

Ed è proprio questa la richiesta di chiarimenti sulle partite Iva forfettaria 2020 da parte dei commercialisti di Milano che hanno scritto al Garante del Contribuente della Lombardia.

Nella missiva scrivono testualmente di non capire se le nuove cause di esclusione debbano essere applicate sin dal 2020 o dal 2021 nel rispetto del termine di 60 giorni indicato dallo Statuto del contribuente. La manovra non fornisce una risposta e, a oggi, non ci sono chiarimenti in materia da parte dell'Agenzia delle entrate. In ballo, non dimentichiamolo, c'è la permanenza in questo regime.

La proposta dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano è di sospendere le eventuali sanzioni e di accordare un termine di almeno 120 giorni per la regolarizzazione delle posizioni.

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