Lavori stagionali, i veri motivi per cui vengono rifiutati. E lavoratori hanno ragione

Cresce la difficoltà a trovare lavoratori stagionali: dito puntato contro il reddito di cittadinanza ma i veri motivi sono altri

Lavori stagionali, i veri motivi per cui

Lavori stagionali motivi rifiutati lavoratori hanno ragione

Alle porte ormai dell’estate anche quest’anno, come accade già da un po’ di tempo, sembra si faccia fatica a trovare lavoratori stagionali disposti a trasferirsi per qualche mese in località turistiche, marittime soprattutto ma non solo, per prestare lavoro come cameriere, bagnini, animatori e quant’altro. Il motivo della difficoltà di trovare quest’anno lavoratori stagionali viene imputata al nuovo reddito di cittadinanza, che permette a tanti giovani che fino all’anno scorso facevano chilometri per lavorare l’estate di stare a casa a percepire più o meno gli stessi soldi. Ma è davvero questo la motivazione?

Lavori stagionali: motivi veri per cui non si trovano lavoratori

La situazione, stando alle ultime e ultimissime notizie, non sarebbe proprio questa: a puntare il dito contro il reddito di cittadinanza che consentirebbe ai giovani di ricevere soldi stando comodamente a casa senza necessità di dover andare a fare lavori stagionali è stato il sindaco di Gabicce Mare, Domenico Pascuzzi, che ha spiegato come sia vera emergenza perché alberghi, ristoranti, stabilimenti balneari non trovano camerieri, cuochi, baristi, bagnini, animatori disposti a lavorare e tanti di coloro che lo scorso anno hanno lavorato proprio a Gabicce quest’anno non solo voluti tornare.

Colpa del reddito di cittadinanza, tuona il sindaco Pascuzzi. E a sostenere la sua posizione, invitando a riflettere su un reddito di cittadinanza che scoraggerebbe al lavoro, è stato anche Matteo Renzi. Ma sarà davvero questo il motivo? Ad ascoltare i lavoratori, in realtà, la motivazione per cui si fa sempre più fatica a trovare lavoratori stagionali sono le condizioni di lavoro dei lavoratori stessi, che spesso vengono ‘sfruttati’ per il lavoro che fanno: tantissime ore di lavoro per paghe assolutamente basse e condizioni estreme.

Lavori stagionali: condizioni di lavoro scoraggiano e storie

A confermare il fatto che spesso i lavori stagionali non vengono retribuiti adeguatamente e le condizioni di lavoro nei mesi estivi sono spesso estenuanti sono stati gli stessi lavoratori: come riportato da tpi.it, sono diversi i racconti di lavoratori stagionali che confermano il fatto che non è il reddito di cittadinanza a scoraggiare per i lavori stagionali ma decisamente altro.

Una ragazza ha raccontato di aver risposto ad un annuncio su Facebook per lavorare come cameriera in albergo di Rimini e una volta arrivata lì ha scoperto che non c’era alcun contratto da stagionale da firmare, che avrebbe dovuto lavorare 12 ore al giorno in nero senza riposo settimanale per oltre 70 ore settimanali e per percepire mille euro al mese, chiaramente una sottopaga motivo per cui ha spiegato che assolutamente non tornerà a lavorarci.

Altri hanno raccontato di essere stati accolti in strutture dove vitto e alloggio hanno lasciato davvero a desiderare, posti dove dormire in condizioni disastrose, cosa che ovviamente scoraggia ad accettare un lavoro fuori casa per mesi, senza parlare poi della sottopaga, tra i 500 e gli 800 euro mensili, offerti per stage a persone che vantano lunghe esperienze di lavoro nel settore assunti però con la promessa di un contratto regolare. Ma questa promessa non viene mai rispettata.

C’è poi chi ha denunciato nel corso degli anni, oltre paghe molto esigue, il mancato rispetto del riposo settimanale, chi condizioni di lavoro davvero eccessive, e forse sarebbe dovuta una riflessione su questo e non su un reddito di cittadinanza che, potremmo dire, viene usato come capro espiatorio. I lavoratori stagionali hanno ragione e fanno bene a rifiutare le offerte proposte se le condizioni proposte sono quelle rispostate: la dignità del lavoro deve essere sempre mantenuta, di qualsiasi tipo di impiego si tratti ed è giusto, oltre che dovuto, che ogni lavoratore riceva ciò per cui lavora in pieno, senza dover scendere a compromessi pur di lavorare, senza dover essere eccessivamente sfruttato, senza doversi accontentare.

Forse piuttosto che puntare il dito contro il reddito di cittadinanza dovrebbe essere messa a punto una migliore normativa ufficiale che regolamenti meglio i lavoratori stagionali prevedendo eventuali sanzioni (reali) per tutti i datori di lavoro che non rispettano le norme e forse cambiamenti migliorativi potrebbero contribuire a cambiare la situazione dei lavoratori stagionali che sarebbero ben più disponibili al lavoro con garanzie e tutele effettive.

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di Marianna Quatraro pubblicato il