Il nuovo decreto 2025-2026 apre le porte all'abilitazione di 60mila nuovi insegnanti per medie e superiori, illustrando requisiti, percorsi formativi, regole di accesso, funzionamento dei corsi e dettagli sulle domande
Firmato il decreto ministeriale n. 138/2026, il Ministero dell’Università e della Ricerca ha avviato un nuovo sistema di percorsi abilitanti destinato a rinforzare l’organico della scuola secondaria in Italia. Per l’anno accademico 2025/2026 vengono attivati circa 60.000 posti per la formazione iniziale e l’abilitazione di nuovi docenti, sia per le scuole medie che per le superiori, con attenzione anche agli insegnamenti tecnico-pratici. L’iniziativa, attesa e sollecitata da anni nel settore scolastico e sindacale, nasce dalla necessità di colmare il fabbisogno di personale docente qualificato, favorire un ricambio generazionale e valorizzare la didattica innovativa.
I nuovi percorsi coinvolgono università statali, non statali, AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica) e prevedono una distribuzione capillare delle risorse, regolata sia dal contingente nazionale sia dal fabbisogno regionale. Il quadro normativo di riferimento richiama la volontà di garantire qualità nella preparazione degli insegnanti, con un bilanciamento tra teoria, laboratori, tirocinio diretto, inclusione e aggiornamento sulle competenze digitali, perseguendo standard consoni alle esigenze contemporanee delle scuole medie e superiori.
Parallelamente al decreto che autorizza i posti, viene introdotto un ulteriore provvedimento (decreto n. 137/2026) che disciplina le riserve per specifiche categorie come docenti con servizio, precari, persone con disabilità e categorie protette.
L’accesso ai nuovi percorsi abilitanti è regolato da requisiti aggiornati che puntano a valorizzare sia la formazione accademica sia l’esperienza professionale pregressa dei candidati. Le opportunità si rivolgono prevalentemente ad aspiranti docenti di scuola secondaria di primo grado e secondo grado, ma le modalità variano a seconda della situazione personale e della storia di servizio di ciascun candidato.
Possono iscriversi ai percorsi abilitanti le seguenti categorie:
La principale articolazione dei percorsi abilitanti prevede:
| Percorso | Durata | Destinatari | Tirocinio |
| 60 CFU | 6-12 mesi | Laureati magistrali, studenti con 180 CFU | 20 CFU (diretto e indiretto, almeno 240 ore in classe) |
| 30 CFU | 3-6 mesi | Docenti con almeno tre anni di servizio/straordinario-bis | Proporzionale, sempre on-site |
| 30-36 CFU | Variabile | Vincitori concorso con requisiti transitori | Definito dai piani delle singole istituzioni |
Un aspetto innovativo dei percorsi è la sinergia tra formazione teorica, pratica e inclusione digitale. Le attività teoriche possono essere svolte anche in modalità online sincrona (fino al 50%), mentre laboratori e tirocinio sono obbligatoriamente previsti in presenza.
I bandi degli atenei o delle AFAM specificano puntualmente la documentazione richiesta per l’accesso, eventuali prove preselettive e modalità di riconoscimento di crediti acquisiti in precedenza. La ripartizione dei 60.000 posti avviene con criteri di equità regionale e capacità formativa delle istituzioni, così da garantire un’offerta diffusa e accessibile su tutto il territorio nazionale.
Il funzionamento dei nuovi corsi di abilitazione per gli insegnanti tiene conto dei recenti standard nazionali e delle indicazioni PNRR, configurando un processo trasparente e uniforme, seppur gestito in autonomia dai singoli atenei e dalle istituzioni AFAM. Le regole di ammissione prevedono che ogni candidato possa indirizzare la domanda esclusivamente verso una classe di concorso e presso un solo ente formativo autorizzato. Il processo di candidatura avviene prevalentemente online, tramite piattaforme istituzionali delle università o AFAM, a partire dalla pubblicazione dei bandi ufficiali.
I principali passaggi della candidatura includono:
Il funzionamento dei percorsi integra strumenti tradizionali e innovativi. La didattica in presenza resta centrale soprattutto per laboratori e tirocinio, con il tirocinio diretto svolto in classe sotto la guida di tutor esperti e destinato a simulare situazioni reali di insegnamento. Ogni CFU di tirocinio richiede un impegno diretto di almeno 12 ore nei gruppi classe. Non è previsto il ricorso alla didattica a distanza per le attività pratiche, mentre parte delle lezioni teoriche può avvalersi di modalità online sincrona.
L’ammissione alla prova finale è subordinata ad almeno il 70% di frequenza a tutte le attività formative. L’esame conclusivo si articola tipicamente in:
Le riserve di posti sono uno degli aspetti qualificanti del nuovo sistema. Il decreto ministeriale 137/2026 prevede che una consistente quota (pari al 45% dei posti nei percorsi da 60 CFU) sia destinata a docenti precari con almeno tre anni di servizio e a chi ha superato la prova del concorso straordinario-bis.
All’interno di questa quota, un ulteriore 5% è riservato a chi insegna nei percorsi regionali di formazione professionale (IeFP), nonché a candidati con disabilità e categorie protette. L’obiettivo è favorire l’inclusione, l’equità e il riconoscimento dell’esperienza maturata all’interno delle aule scolastiche.
Dal punto di vista economico, i costi massimi fissati dal Ministero si attestano fino a 2.500 euro per i corsi da 60 CFU e 2.000 euro per quelli da 30 CFU, esclusa la tassa finale che rimane regolata dalle singole istituzioni. Questa trasparenza tariffaria garantisce maggiori tutele agli iscritti.