L'anno 2026 conferma e potenzia politiche di sostegno al reddito e di protezione sociale. La Manovra 2026 ha ridefinito strumenti, tutele e incentivi rivolti a chi affronta situazioni di disoccupazione, ampliando la platea degli interventi e aggiornando i criteri di accesso. Il contesto normativo si evolve quindi in risposta a nuove priorità macroeconomiche e occupazionali, con uno sguardo particolare sia alle crisi settoriali che alla necessità di rafforzare sistemi di protezione integrata, tenendo conto anche dei target più vulnerabili del mercato del lavoro. Dal quadro generale emergono misure specifiche che interessano lavoratori dipendenti, autonomi, occupazioni tipicamente precarie e categorie svantaggiate.
Le principali misure della Manovra 2026 a sostegno dei disoccupati
Le tutele per chi perde l’occupazione si rafforzano grazie a un mix articolato di misure, che spaziano dall’ampliamento dei beneficiari delle indennità alle politiche attive e ad incentivi innovativi per il reinserimento lavorativo. La Manovra 2026 prevede le seguenti misure specifiche:
- NASpI: viene confermata come indennità di riferimento per dipendenti del settore privato.
- DIS-COLL: continua a coprire le categorie dei collaboratori e assegnisti di ricerca.
- Disoccupazione agricola: rinnovata con nuove modalità per stagionali e operai nel comparto primario.
- Indennità per spettacolo: rimodulata per intercettare la discontinuità del settore e favorire la cumulabilità con redditi accessori.
- ISCRO: prosegue come riferimento per autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS.
- Misure per i settori in crisi: le nuove norme integrano portuali, telecomunicazioni, call center e pesca, garantendo sostegni specifici in caso di crisi.
NASpI 2026: chi può richiederla, requisiti e novità
L’indennità di disoccupazione NASpI si conferma come riferimento principale per chi perde rapporti di lavoro dipendente nel settore privato. Possono beneficiarne:
- Lavoratori con uno o più contratti a tempo determinato o indeterminato cessati involontariamente;
- Soci lavoratori di cooperative con rapporto subordinato;
- Apprendisti e personale artistico con rapporto subordinato;
- Addetti a lavori socialmente utili;
- Chi abbia maturato almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la cessazione e 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi antecedenti l’inizio della disoccupazione;
La prestazione avviene dietro domanda INPS e decorre, in caso di presentazione entro 68 giorni dalla cessazione, dal giorno successivo la fine del rapporto. Nel 2026, la
liquidazione anticipata della NASpI risulta stabilmente accessibile per favorire l’autoimprenditorialità o capitare rapporti lavorativi, promuovendo così nuove forme di rientro nel mercato del lavoro. L’importo e la durata rimangono legati alla retribuzione media mensile imponibile e agli anni contributivi disponibili, con un
massimo di 24 mesi.
DIS-COLL 2026: a chi è destinata, condizioni e piani di accesso
La DIS-COLL è la misura dedicata a collaboratori coordinati e continuativi, assegnisti di ricerca e dottorandi con borsa di studio, iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata dell’INPS. Sono destinatari coloro che:
- Siano in stato di disoccupazione involontaria;
- Abbiano almeno un mese di contribuzione nei dodici mesi precedenti la cessazione;
- Abbiano prodotto almeno tre mesi di contribuzione dal 1 gennaio dell’anno precedente la fine del rapporto;
L’accesso avviene tramite domanda, con durata massima pari alla metà dei mesi di contribuzione utili dei dodici precedenti, fino a un massimo di 12 mesi. L’indennità è
calcolata sulla media retributiva degli ultimi 12 mesi e decresce dal quarto mese in poi. Nel 2026 prosegue la
possibilità di accredito figurativo contributivo per i periodi coperti da
DIS-COLL.
Disoccupazione agricola: destinatari, requisiti e come richiederla
L’indennità per il settore agricolo si rivolge a lavoratori dipendenti e operai agricoli (anche a tempo determinato), compartecipanti familiari e piccoli coloni. Ne hanno diritto coloro che:
- Abbiano svolto almeno 102 giornate di lavoro agricolo nei due anni precedenti la domanda;
- Siano iscritti agli elenchi annuali dei lavoratori agricoli;
- Si trovino in stato di disoccupazione involontaria (“non lavorano per cause non dipendenti dalla loro volontà”).
Per ottenere l’indennità occorre presentare la domanda annualmente all’INPS entro i termini previsti (tipicamente tra gennaio e marzo), dichiarando le giornate lavorate e le condizioni di disoccupazione. Sono incluse situazioni di
fine rapporto stagionale, calamità naturali, interruzioni obbligatorie delle attività. L’importo è proporzionale alle giornate effettivamente lavorate e alle aliquote retributive del settore.
L’indennità per i lavoratori dello spettacolo: caratteristiche, requisiti, cumulo redditi e novità specifiche
Per il comparto artistico e dello spettacolo la legge prevede un’indennità “ad hoc” basata sulla natura discontinua delle prestazioni. Sono inclusi attori, musicisti, tecnici e altre figure con rapporti autonomi o subordinati:
- Requisito di almeno 60 giorni di versamenti nei 24 mesi precedenti la cessazione;
- Costanza di iscrizione al Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo;
- Stato di disoccupazione involontaria;
L’importo giornaliero segue il parametro della NASpI, adattato alla tipicità del settore. Novità introdotte dal 2026 permettono il
cumulo dell’indennità con redditi da attività autonoma, entro soglie annuali. Questa flessibilità si adegua alle esigenze di chi svolge attività saltuarie o su progetto.
Disoccupazione per portuali e lavoratori del settore telecomunicazioni e call center: specificità e modalità di richiesta
Vengono introdotti percorsi diretti di sostegno per lavoratori impiegati presso porti, call center e telecomunicazioni, settori colpiti da crisi industriali ricorrenti. In tali ambiti:
- Per i portuali: forme di integrazione salariale temporanea sono garantite in caso di sospensione parziale o totale dell’attività lavorativa per cause oggettive (restrizioni operative o crisi portuali).
- Nel ramo telecomunicazioni e call center: è attivo dal 2026 un fondo bilaterale di categoria con sostegni economici mirati (fino a copertura dei periodi di riorganizzazione o ristrutturazione), garantendo percorsi di formazione e riqualificazione professionale.
La domanda si effettua tramite i canali INPS o tramite i fondi bilaterali di riferimento, con monitoraggio della permanenza negli elenchi e con supporto nella ricollocazione attraverso percorsi personalizzati.
ISCRO: l’indennità straordinaria per i lavoratori autonomi e partite IVA iscritti alla Gestione Separata INPS
ISCRO (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa) si configura come misura sostanziale per autonomi e professionisti titolari di partita IVA esclusiva e iscritti alla Gestione Separata:
- Possono accedervi coloro che registrano una significativa riduzione del reddito annuale (almeno il 50% rispetto alla media dei tre anni precedenti);
- È richiesta una continuità di attività da almeno quattro anni e la regolarità contributiva;
- Non deve essere in corso percezione di altre indennità di disoccupazione o reddito di cittadinanza.
La domanda si presenta online tramite il portale INPS, previo rispetto dei parametri di reddito e durata dell’attività. L’importo mensile erogato varia in relazione al reddito dichiarato, con un limite massimo annuale predeterminato.
L’ISCRO si presenta nel 2026 come un argine alle crisi di liquidità legate a fatturato discontinuo e alle evoluzioni del mercato professionale.
Misure per le categorie svantaggiate e interventi settoriali: focus su donne, giovani e disoccupati di lunga durata
Per la platea di soggetti più vulnerabili, la Legge di Bilancio 2026 estende una serie di incentivi mirati e interventi preferenziali:
- Giovani under 35: programmi di assunzione agevolata, con esonero contributivo per i primi 24 mesi e bonus aggiuntivi in caso di assunzione stabile. In alcune regioni i contributi per datori di lavoro arrivano a 18.000 euro.
- Donne svantaggiate e madri: per le donne prive di impiego regolare da almeno 6 mesi e con almeno tre figli minorenni è riconosciuto uno sgravio totale dei contributi previdenziali a carico dei datori (sino a 8.000 euro annui) fino a 24 mesi. È previsto anche un bonus mamma di 60 euro mensili per lavoratrici con almeno due figli e redditi fino a 40.000 euro.
- Disoccupati di lungo periodo: promozione di percorsi di assunzione attraverso incentivi fiscali, deduzione aumentata del costo del lavoro ai fini IRES e bonus regionali per il reimpiego.
- Categorie protette e disabili: sostegni per la stabilizzazione e adattamento del posto di lavoro, con incentivi che variano tra l’80 e 100% del costo salariale lordo a seconda del profilo inserito.
Bonus, incentivi e aiuti regionali 2026 per disoccupati e assunzioni: quadro delle principali opportunità
Numerose Regioni italiane affiancano le misure nazionali con politiche locali su bandi, bonus e sussidi. Ecco alcuni esempi:
- Lazio: programma "Acchiappa Talenti" per imprese che assumono giovani laureati under 35 (bonus fino a 18.000 euro per assunzione stabile).
- Campania: contributi regionali per contratti a tempo indeterminato di giovani (fino a 15.000 euro) e incentivi per residenti in aree con crisi industriali.
- Marche: contributi a fondo perduto fino a 26.000 euro per nuove assunzioni di disoccupati residenti.
- Lombardia: incentivi differenziati (da 4.000 a 8.000 euro) per l’inserimento lavorativo di soggetti disoccupati, con premi maggiorati per donne e over 55.
- Toscana e altre regioni: premi per l’assunzione di donne vittime di violenza, disabili, tirocinanti con esito occupazionale positivo e aiuti per la trasformazione di contratti in assunzioni stabili.
Ammortizzatori sociali e CIGS: estensione e strumenti di tutela delle categorie in crisi
Le
politiche di integrazione salariale restano un pilastro per la tutela dei lavoratori e delle imprese in difficoltà.
- Nel 2026 sono confermate la cassa integrazione ordinaria e straordinaria, i fondi di solidarietà bilaterali e gli ammortizzatori straordinari per le aree di crisi industriale complessa.
- Per le aziende che cessano l’attività produttiva, è prevista la proroga CIGS per cessazione (fino a 12 mesi, con ulteriori 6 mesi in caso di prospettive di cessione dell’azienda e riassorbimento dei lavoratori).
- Settori strategici nazionali (imprese con oltre 1.000 dipendenti in riorganizzazione) possono accedere a trattamenti di integrazione supplementare.
- Call center e settori a rischio occupazionale elevato: prorogati strumenti di sostegno al reddito specifici, anche tramite fondi di settore.
Gli interventi sono coordinati tramite monitoraggio INPS e Ministeri competenti.
Nuove regole e incentivi per il reinserimento al lavoro e la ricollocazione dei disoccupati
Le strategie di reinrimento e ricollocazione sono rafforzate attraverso politiche attive coordinate e incentivi di nuova generazione:
- Per i nuovi assunti nelle ZES e in aree a bassa occupazione sono attivi esoneri contributivi selettivi (fino al 100% per due anni).
- Per portatori di disabilità e altre categorie protette sono previsti progetti personalizzati e bonus assunzionali differenziati nei vari territori.
- L’ampliamento delle politiche di formazione e aggiornamento accompagna i percorsi di ricollocazione, sia tramite fondi bilaterali sia con voucher regionali.
- Per chi avvia attività autonoma dopo la disoccupazione, è previsto l’anticipo integrale della NASpI maturata e l’accesso a microcredito agevolato.
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