Cambiano alcune regole per ottenere e mantenere l'indennità di disoccupazione Naspi nel 2026: le modifiche previste
Il 2026 introduce delle modifiche per la NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego), il principale strumento di indennità per chi perde involontariamente il lavoro, che mirano a rendere il sistema più selettivo e sostenibile, pur mantenendo l’obiettivo di supportare chi attraversa periodi di disoccupazione. Le novità riguardano sia i requisiti di accesso che l’obbligo di accettare offerte di lavoro, con ricadute dirette su tempistiche di fruizione, importi e possibilità di anticipo dell’indennità.
I requisiti per ottenere la Naspi cambiano a partire dagli eventi di disoccupazione verificatesi dopo il 1° gennaio 2026. Alla base della riforma c’è la volontà di limitare le pratiche elusive e rafforzare i controlli sulla reale necessità del sostegno.
I requisiti generali per accedere alla NASpI restano:
Non si registrano, invece, cambiamenti su durata dell’indennità e regole generali di calcolo per la maggior parte dei beneficiari; le novità si concentrano sulla riduzione dell’accesso indebito e sulla tracciabilità delle situazioni lavorative che danno diritto o meno all’indennità.
Le politiche attive del lavoro assumono un peso maggiore con l’introduzione di nuovi obblighi per i percettori dell’indennità. Chi riceve la NASpI deve fornire immediata disponibilità a lavorare e partecipare alle misure promosse dal SIISL (Sistema informativo integrato dei servizi per il lavoro), che consente al Centro per l’Impiego di monitorare comportamenti, convocazioni e risposte alle offerte di lavoro.
L’obbligo non si limita più alla mera dichiarazione di disponibilità: ora il rifiuto non giustificato di offerte congrue può determinare la sospensione o perdita dell’assegno. Inoltre:
Per il calcolo delle somme spettanti ai beneficiari la Manovra Finanziaria 2026 introduce alcune precisazioni e conferme sui meccanismi di adeguamento e perequazione.
Dal 2026 la rivalutazione delle indennità segue l’indice IPCA (inflazione armonizzata UE) con un tasso di circa l’1,7%, secondo le ultime stime INPS e dei tecnici ministeriali.
La durata dell’indennità non subisce modifiche rispetto agli anni passati e resta determinata in funzione della contribuzione maturata negli ultimi quattro anni, salvo i casi particolari descritti nella sezione sui requisiti di accesso.
Viene mantenuto il sistema a "scaglioni" per la rivalutazione, criticato dalle associazioni di categoria perché penalizza importi mediamente superiori, ma ritenuto necessario per la sostenibilità del sistema. Le modifiche regolamentari non incidono sull’importo base, bensì sulle regole accessorie che servono a evitare frodi o accessi indebiti.
Considerando le modifiche al via, chi si trova in stato di disoccupazione nel 2026 dovrà prestare particolare attenzione ai nuovi meccanismi e sfruttare le occasioni di inserimento offerte. Il percorso ideale prevede:
Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...