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Naspi 2026, novità su importi, obbligo accettazione lavoro e possibile perdita, anticipo. Ecco cosa cambia

di Marianna Quatraro pubblicato il
Naspi 2026 novita cosa cambia

Cambiano alcune regole per ottenere e mantenere l'indennità di disoccupazione Naspi nel 2026: le modifiche previste

Il 2026 introduce delle modifiche per la NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego), il principale strumento di indennità per chi perde involontariamente il lavoro, che mirano a rendere il sistema più selettivo e sostenibile, pur mantenendo l’obiettivo di supportare chi attraversa periodi di disoccupazione. Le novità riguardano sia i requisiti di accesso che l’obbligo di accettare offerte di lavoro, con ricadute dirette su tempistiche di fruizione, importi e possibilità di anticipo dell’indennità. 

Novità sui requisiti di accesso alla NASpI dal 2026

I requisiti per ottenere la Naspi cambiano a partire dagli eventi di disoccupazione verificatesi dopo il 1° gennaio 2026. Alla base della riforma c’è la volontà di limitare le pratiche elusive e rafforzare i controlli sulla reale necessità del sostegno.

I requisiti generali per accedere alla NASpI restano:

  • possesso dello stato di disoccupazione certificato con dichiarazione telematica;
  • almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’interruzione involontaria del rapporto di lavoro.
Ma, con la riforma, si aggiunge una condizione specifica per chi si dimette o conclude consensualmente un contratto:
  • Nei 12 mesi successivi, se il lavoratore entra in un nuovo rapporto e viene nuovamente licenziato senza aver accumulato almeno 13 settimane di contributi tra il primo e il secondo rapporto, decade il diritto all’indennità di disoccupazione per quest’ultimo evento.
Questa misura, mirata a frenare comportamenti opportunistici tra lavoratori e datori di lavoro, vede la sua applicazione limitata ai casi di dimissioni volontarie da contratto a tempo indeterminato, seguite da un breve periodo di riassunzione e licenziamento.
Sono invece escluse:
  • dimissioni per giusta causa,
  • dimissioni in periodo protetto (maternità/paternità),
  • risoluzioni consensuali in sede protetta o per ragioni specifiche (distanza, trasferimento non giustificato).
Il calcolo delle tredici settimane di contribuzione è flessibile: sono valide settimane retribuite, contribuzione figurativa per maternità, periodi di congedo parentale, lavoro in Paesi UE o convenzionati e, in casi particolari, contribuzione agricola secondo le equivalenze specifiche.

Non si registrano, invece, cambiamenti su durata dell’indennità e regole generali di calcolo per la maggior parte dei beneficiari; le novità si concentrano sulla riduzione dell’accesso indebito e sulla tracciabilità delle situazioni lavorative che danno diritto o meno all’indennità.

Quando si perde la NASpI: obbligo di accettazione offerte di lavoro e ruolo del SIISL

Le politiche attive del lavoro assumono un peso maggiore con l’introduzione di nuovi obblighi per i percettori dell’indennità. Chi riceve la NASpI deve fornire immediata disponibilità a lavorare e partecipare alle misure promosse dal SIISL (Sistema informativo integrato dei servizi per il lavoro), che consente al Centro per l’Impiego di monitorare comportamenti, convocazioni e risposte alle offerte di lavoro.

L’obbligo non si limita più alla mera dichiarazione di disponibilità: ora il rifiuto non giustificato di offerte congrue può determinare la sospensione o perdita dell’assegno. Inoltre:

  • Un’offerta è considerata congrua se in linea con le competenze e l’esperienza maturata, con residenza entro limiti ragionevoli di distanza e con una retribuzione pari ad almeno il 20% in meno rispetto al lavoro precedente solo in caso di lunga disoccupazione.
  • La mancata presentazione alle convocazioni del SIISL o la mancata partecipazione a percorsi formativi e di riqualificazione comporta provvedimenti disciplinari, fino alla decadenza del trattamento.
  • La piattaforma SIISL idendifica tracciabilità e gestione centralizzata del percorso d’inserimento lavorativo, obbligando i beneficiari a mantenere un contatto costante e a rispondere tempestivamente alle comunicazioni.
Le regole rafforzate impongono attenzione: un’offerta di lavoro va valutata con cura, perché la mancata accettazione senza motivazione valida può far decadere il beneficio, riducendo la platea dei beneficiari e orientando il sussidio verso chi mostra effettiva volontà di reinserimento.

Cosa cambia per gli importi della NASpI 2026

Per il calcolo delle somme spettanti ai beneficiari la Manovra Finanziaria 2026 introduce alcune precisazioni e conferme sui meccanismi di adeguamento e perequazione.

Dal 2026 la rivalutazione delle indennità segue l’indice IPCA (inflazione armonizzata UE) con un tasso di circa l’1,7%, secondo le ultime stime INPS e dei tecnici ministeriali.

La durata dell’indennità non subisce modifiche rispetto agli anni passati e resta determinata in funzione della contribuzione maturata negli ultimi quattro anni, salvo i casi particolari descritti nella sezione sui requisiti di accesso.

Viene mantenuto il sistema a "scaglioni" per la rivalutazione, criticato dalle associazioni di categoria perché penalizza importi mediamente superiori, ma ritenuto necessario per la sostenibilità del sistema. Le modifiche regolamentari non incidono sull’importo base, bensì sulle regole accessorie che servono a evitare frodi o accessi indebiti.

Prospettive e consigli per i lavoratori disoccupati

Considerando le modifiche al via, chi si trova in stato di disoccupazione nel 2026 dovrà prestare particolare attenzione ai nuovi meccanismi e sfruttare le occasioni di inserimento offerte. Il percorso ideale prevede:

  • valutazione preventiva della propria posizione contributiva e delle modalità di accesso, verificando attentamente presenza di periodi di dimissioni recenti;
  • partecipazione attiva alle politiche del Centro per l’Impiego e agli incontri tramite SIISL, rispettando gli obblighi formativi e le convocazioni;
  • assunzione di un approccio proattivo alle offerte di lavoro congrue, onde evitare la perdita della tutela;
  • valutazione consapevole dell’opportunità di anticipare l’indennità per attività autonome, tenendo conto dei tempi dilazionati di erogazione.


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