Cosa prevedono le nuove Linee guida 2025 approvate da Tribunale, Corte d'Appello e Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Milano per la divisione delle spese extra per i figli oltre il mantenimento
L'approvazione delle nuove linee guida 2025 in materia di divisione delle spese extra per i figli rappresenta un passaggio importante nella regolamentazione dei rapporti economici tra i genitori successivamente alla separazione o al divorzio. Il documento, frutto della collaborazione tra il Tribunale di Milano, la Corte d’Appello locale e il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Milano, si prefigge di ridurre i conflitti e garantire uniformità nelle procedure, offrendo agli interessati un quadro aggiornato e dettagliato. Le disposizioni mirano ad accrescere la tutela dei minori.
L’assegno di mantenimento ha la funzione di coprire le esigenze ordinarie dei figli, tra cui il vitto, la mensa scolastica, l’abbigliamento ordinario (inclusi i cambi stagionali), le spese abitative (affitto, utenze e consumi), la cancelleria scolastica ricorrente e i farmaci da banco. Queste voci sono considerate ordinarie e direttamente comprese nel contributo periodico.
Le spese extra, invece, fanno riferimento a tutte quelle uscite considerate straordinarie o non ricorrenti, la cui gestione richiede criteri di suddivisione definiti per evitare squilibri e contenziosi. Esempi di spese straordinarie includono:
Il principio di proporzionalità è posto al centro: ogni genitore contribuisce alle spese in misura proporzionale alle proprie condizioni economiche.
Le linee guida distinguono:
Il nuovo documento opera una netta distinzione tra le spese che richiedono una preventiva approvazione dell’altro genitore e quelle effettuabili senza consultazione obbligatoria:
Se la spesa supera il 10% del reddito mensile netto del genitore obbligato, la divisione dovrà essere determinata o riequilibrata secondo il criterio di proporzionalità.
Le modalità di rimborso seguono procedure formali finalizzate a prevenire disguidi e contestazioni. In particolare:
| Fase | Tempistica |
| Domanda di consenso spesa | Risposta entro 10 giorni (silenzio = accettazione) |
| Invio documenti spesa effettuata | Entro 30 giorni |
| Rimborso | Entro 15 giorni dalla documentazione |
La normativa del 2025 prevede disposizioni peculiari per quanto riguarda i figli con disabilità, offrendo maggiore tutela e facilitando l’accesso alle risorse necessarie. Non è richiesto il consenso preventivo per una serie di prestazioni e servizi, tra cui:
Se sorgono, infatti, controversie in merito a spese non riconosciute o rimborsi omessi, la parte lesa può rivolgersi all’autorità giudiziaria per la tutela dei propri diritti.
Il giudice, sulla base della documentazione fornita e del rispetto delle procedure, può disporre provvedimenti per il recupero coattivo della cifra spettante, applicando sanzioni o adottando strumenti di tutela a favore del minore.
Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...