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Bonus 400 euro per i caregiver: chi e come potrà fare richiesta, requisiti necessari, modalità e da quando sarà in vigore

di Marianna Quatraro pubblicato il
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Il Bonus caregiver da 400 euro rappresenta una delle novità più importanti per il sostegno alle famiglie, analizzando requisiti, beneficiari, modalità di richiesta, tempistiche e rapporti con altre misure, tra luci e ombre della riforma.

La recente approvazione in Consiglio dei Ministri del disegno di legge (Ddl) per il riconoscimento giuridico dei caregiver familiari segna un punto di svolta nel panorama normativo italiano. Sino ad ora, chi si prendeva cura volontariamente e gratuitamente di un familiare non autosufficiente non poteva contare su un quadro legislativo unitario e su tutele economiche specifiche. Il nuovo Ddl, fortemente voluto dal Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, nasce per offrire risposte concrete a esigenze emerse nel dibattito pubblico e nei tavoli istituzionali, specie dopo l’inserimento di uno specifico fondo in Legge di Bilancio 2026.

Tra le misure della riforma, spicca uno strumento: l’introduzione di un contributo economico nazionale fino a 400 euro mensili. Questa misura non solo soddisfa richieste provenienti dalle associazioni e dai diretti interessati, ma stabilisce ufficialmente chi possa essere riconosciuto come "caregiver familiare". Il Ddl interviene su aspetti organizzativi, ridefinendo prassi e procedure di accesso alle tutele sia economiche che non economiche, in ottica di maggiore equità e trasparenza.

A chi spetta il bonus caregiver: requisiti di ammissibilità e profili riconosciuti

La platea dei potenziali beneficiari del cosiddetto "bonus caregiver" è circoscritta a criteri stringenti. Il beneficio potrà essere erogato a coloro che:

  • prestano assistenza continuativa a familiari con disabilità gravissima o non autosufficienza (in prevalenza riconosciuti dalla legge 104/1992 o titolari di indennità di accompagnamento)
  • convivono con la persona assistita e dedicano all’assistenza almeno 91 ore settimanali (media di oltre 13 ore al giorno)
  • dispongono di un reddito annuo lordo individuale non superiore a 3.000 euro
  • hanno un ISEE del nucleo familiare entro i 15.000 euro.
Diversi profili concreti vengono regolati dal Ddl. Oltre al "caregiver convivente prevalente", ossia colui che rispetta i requisiti di monte ore e convivenza e che può accedere al contributo economico pieno, sono riconosciute altre tipologie di persone, come chi assiste tra 30 e 90 ore oppure chi fornisce supporto tra 10 e 29 ore settimanali (anche senza convivenza o con convivenza parziale). A queste ulteriori categorie vengono riservate tutele prevalentemente non economiche, quali permessi, agevolazioni lavorative e riconoscimenti formativi.

La misura abbraccia il coniuge, le parti dell’unione civile, i conviventi di fatto e i parenti entro il secondo grado (o affini entro il terzo grado in precise fattispecie). L’esistenza di requisiti «oggettivi» e «soggettivi» così rigorosi risponde all’esigenza di valorizzare realmente il gravoso lavoro di chi assiste continuativamente e di non “annacquare” la misura su un bacino troppo esteso.

Come funziona il bonus caregiver: importi, modalità di erogazione e durata del beneficio

L’aiuto economico previsto dal Ddl caregiver familiari non è universale né automatico. Si tratta di un contributo mensile fino a 400 euro, erogato, nella prassi attesa, ogni tre mesi, quindi con accredito trimestrale di 1.200 euro massimo per ogni periodo, destinato a chi svolge attività assistenziale per almeno 91 ore a settimana, in presenza di specifici limiti reddituali e ISEE.

L’INPS sarà l’Ente incaricato della gestione e del pagamento del bonus, che sarà versato mediante le modalità scelte dal richiedente (bonifico bancario, accredito su carta dotata di IBAN, ecc.). L’intervento è esentasse e non incide sul calcolo dell’ISEE. L’importo pieno potrà essere rivisto in base alle domande pervenute e ai limiti di bilancio stanziati, che per il triennio 2026-2028 ammontano a circa 257 milioni di euro annui.

La durata della misura sarà legata ai fondi disponibili e alla permanenza dei requisiti: il sostegno proseguirà per tutto l’anno di riconoscimento, salvo modifiche delle condizioni personali o nuove disposizioni normative. Se si supera il budget a disposizione, potrebbe essere ricalcolata la quota spettante ai beneficiari.

Iter di approvazione e tempi di avvio: quando sarà effettivamente in vigore il bonus

Nonostante l’avvenuto passaggio in Consiglio dei Ministri, la riforma non è ancora operativa. Prima che il bonus possa essere realmente corrisposto occorrono ulteriori step:

  • completamento dell’iter parlamentare, quindi approvazione definitiva da parte di Camera e Senato
  • emanazione dei decreti attuativi per disciplinare dettagli tecnici e procedure operative
  • sviluppo della piattaforma INPS dedicata, programmata entro settembre 2026
Le registrazioni sul portale INPS saranno attive, secondo le prime notizie, a partire da settembre 2026: in questa fase, i caregiver familiari potranno fare domanda per il riconoscimento e per il successivo accesso alle misure previste. Solo dopo la registrazione e la verifica formale dei requisiti l’INPS inizierà i pagamenti, con avvio attualmente fissato non prima del 2027.

Procedura di richiesta: come presentare domanda per il bonus 400 euro caregiver

La richiesta del contributo dovrà essere presentata solo tramite canali telematici, con gestione e supervisione affidate all’INPS. La procedura, secondo lo schema delineato dal Ddl e dai primi documenti tecnici, si articolerà in questi passaggi principali:

  • Verifica dei requisiti: il caregiver deve accertare che la persona assistita sia riconosciuta portatrice di disabilità grave ai sensi della legge 104 oppure titolare dell’indennità di accompagnamento e che le soglie reddituali e ISEE siano rispettate
  • Registrazione sulla piattaforma INPS: da settembre 2026 sarà disponibile un portale dedicato dove effettuare l’iscrizione e caricare la documentazione richiesta (identità del caregiver e dell’assistito, dichiarazioni di convivenza, certificato di disabilità, autocertificazione della quantità di ore di assistenza resa, ISEE aggiornato)
  • Valutazione da parte dell’INPS: l’Ente esaminerà la completezza e la veridicità della documentazione prodotta, accertando la corrispondenza dei dati alle condizioni richieste dalla normativa
  • Comunicazione dell’esito e avvio dell’erogazione: a seguito della conferma da parte della piattaforma, il contributo sarà corrisposto con cadenza regolare (trimestrale o semestrale, secondo quanto emergerà in sede applicativa)
L’assistenza da parte di CAF, patronati e associazioni resterà garantita per favorire l’accesso alle nuove misure, specialmente per i nuclei meno digitalizzati.