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Flat tax per i dipendenti privati nel 2026, sono ben 6 tassazioni diverse: a chi, quando e come si applicano

di Marianna Quatraro pubblicato il
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La Manovra Finanziaria 2026 introduce non una ma in realtà sei diverse flat tax, ognuna dedicata ad una voce specifica del lavoro dipendente: quali sono nel dettaglio e come influiscono sugli stipendi dei dipendenti privati

Il 2026 segna una tappa importante nella trasformazione del sistema fiscale italiano, soprattutto per chi lavora come dipendente nel settore privato. L’ultima legge di Bilancio ha introdotto e rimodulato diversi regimi di tassazione ad imposizione sostitutiva, pensati per rendere più leggero il carico fiscale su alcune voci specifiche della retribuzione. L’obiettivo è sostenere il potere d’acquisto attraverso la riduzione della pressione fiscale su bonus, straordinari e altre forme di retribuzione aggiuntiva. 

Le sei diverse tassazioni flat tax: panoramica delle novità della Manovra 2026

La Manovra 2026 introduce sei diverse flat tax, ognuna dedicata a un segmento specifico di lavoro dipendente. Di seguito, un riepilogo schematico delle tipologie principali emerse dall’analisi dei testi normativi:

  • Flat tax al 15% su compensi per straordinari, lavoro notturno e in giorni festivi/riposo: uno sconto mirato sulle maggiorazioni corrisposte per la flessibilità lavorativa e il disagio.
  • Flat tax all’1% sui premi di produttività e utili: incentivo fiscale per favorire la distribuzione di premi, ora colpiti da un’aliquota quasi simbolica.
  • Aliquota al 5% sugli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali: misura pensata per non erodere con Irpef gli adeguamenti salariali ottenuti tramite contrattazione collettiva.
  • Mance per turismo e ristorazione tassate al 5%: per sostenere uno dei comparti più dinamici, con una tassazione ad hoc fino al 30% del reddito.
  • Flat tax al 15% per i dipendenti con partita IVA forfettaria: confermato l’innalzamento fino a 35.000 euro del limite per cumulare i benefici fiscali dei due regimi.
  • 15% per le lezioni private degli insegnanti: regime a parte per docenti che svolgano ripetizioni o lezioni extraprofessionali.
La diversità delle aliquote e delle basi imponibili coinvolte rende il quadro molto eterogeneo. Si va dall’1% fino al 15%, a seconda dell’occasione e della tipologia di reddito, riflettendo l’approccio selettivo e mirato del legislatore. Tutte queste agevolazioni, insieme, sono stimate sottrarre meno dell’1% del gettito complessivo Irpef, secondo fonti tecniche.

Flat tax al 15% su straordinari, lavoro notturno, festivo e giorni di riposo: criteri e beneficiari

Una delle novità più rilevanti è l’aliquota sostitutiva del 15% su alcune specifiche componenti della retribuzione: straordinari, turni notturni, lavoro nei festivi e prestazioni aggiuntive nei giorni di riposo. La Legge di Bilancio prevede che questa aliquota ridotta possa essere applicata, nel 2026, esclusivamente da lavoratori del settore privato il cui reddito lordo annuo non superi i 40.000 euro.

L’agevolazione riguarda gli importi fino a 1.500 euro annui per ciascun dipendente, calcolati sulle sole maggiorazioni corrisposte per:

  • lavoro straordinario oltre l’orario ordinario
  • prestazioni effettuate nei giorni festivi o di riposo settimanale
  • compensi per lavoro notturno
  • indennità specifiche da CCNL collegate al lavoro a turni
L’intento della misura è duplice: da un lato incentivare la disponibilità alla flessibilità operativa nelle fasce orarie critiche, dall’altro offrire un risparmio fiscale diretto, che può arrivare fino a 1.500 euro netti l’anno. Sono esclusi i dipendenti del settore turistico-alberghiero, per i quali resta in vigore un regime autonomo dedicato alle mance. È opportuno, inoltre, segnalare che le addizionali regionali e comunali sono anch’esse sostituite dal nuovo prelievo unico.

L’agevolazione si applica automaticamente su richiesta del lavoratore, previa verifica del rispetto del tetto reddituale e degli importi soglia annuali da parte del datore di lavoro. Le somme eccedenti o non ammesse restano sottoposte al regime ordinario Irpef.

Flat tax all’1% per premi di produttività e utili: condizioni e vantaggi per i dipendenti

Importante novità arriva sul tema della detassazione dei premi di produttività e degli utili distribuiti ai dipendenti privati. Il consueto regime con aliquota sostitutiva si rafforza per il biennio 2026-2027 con una riduzione eccezionale: dal classico 5%, si passa infatti ad un’aliquota simbolica dell’1%.

Le principali caratteristiche della misura includono:

  • Limite massimo di premio agevolato innalzato a 5.000 euro annui (rispetto ai 3.000 euro precedenti)
  • Soglia di reddito elevata fino a 80.000 euro di imponibile per l’accesso al beneficio
  • Estensione dell’agevolazione anche ai premi di risultato regolati da accordi aziendali
Oltre due milioni di dipendenti potranno usufruire di un risparmio rilevante, senza incidere sul gettito per le politiche salariali strutturali

Il beneficio, sostitutivo di Irpef e addizionali, non concorre alla formazione del reddito complessivo del lavoratore, garantendo così anche un impatto favorevole in termini di calcolo per altre misure fiscali e sociali.

Regime della flat tax al 5% su aumenti da rinnovi contrattuali nel settore privato

Un nuovo trattamento di favore viene riservato agli aumenti retributivi scaturiti dai rinnovi dei contratti collettivi sottoscritti tra il 2025 e il 2026 nel settore privato. La manovra riconosce per queste specifiche somme una flat tax al 5% valida per il solo 2026, differenziando così la natura della voce rispetto al resto della retribuzione.

Le condizioni di applicazione risultano chiare:

  • L’agevolazione è destinata ai lavoratori con reddito annuo fino a 28.000 euro
  • Si applica esclusivamente alle maggiorazioni contrattuali maturate in base ad accordi collettivi di categoria
  • Gli aumenti derivanti da rinnovi fuori dal range temporale previsto resteranno soggetti all’Irpef
L’aliquota al 5% rappresenta una protezione del potere d’acquisto per i lavoratori che ottengono aumenti contrattuali, impedendo una penalizzazione fiscale delle revisioni collettive dei salari. La quota agevolata non si cumula con altri incentivi alla produttività, né con il regime agevolato per le mance.

Mance nel turismo e ristorazione: detassazione al 5% e impatti per lavoratori e aziende

Il settore del turismo e della ristorazione mantiene una particolare attenzione nell’architettura della fiscalità 2026. Le mance percepite dal personale di sala, dai camerieri, dal personale alberghiero restano sottoposte ad una flat tax agevolata del 5% — misura introdotta anche per contrastare l’elevata incidenza di pratiche non tracciabili nel comparto.

Gli effetti della misura sono molteplici:

  • La tassazione al 5% si applica alle mance fino al 30% del reddito annuo del lavoratore
  • Disincentiva il ricorso a forme di pagamento “in nero”, favorendo la tracciabilità dei flussi economici
  • Sostiene una parte significativa di lavoratori stagionali e a basso reddito
L’aliquota ridotta trova conferma nei provvedimenti di prassi dell’Agenzia delle Entrate e consente alle aziende di regolarizzare una voce tradizionalmente fuori dal perimetro fiscale. Per il beneficiario, il vantaggio si traduce in maggiore trasparenza contributiva e previdenziale.

Lavoratori dipendenti con partita IVA in regime forfettario: regole di accesso e flat tax al 15%

Per chi combina lavoro dipendente e attività autonoma con partita IVA forfettaria, la soglia di accesso al doppio regime rimane fissata, per il 2026, a 35.000 euro di reddito annuo derivante da lavoro dipendente o pensione (come ribadito dalla legge di Bilancio e dalla prassi amministrativa recente).

I punti principali del regime:

  • Possibilità di applicare la tassazione forfettaria (5% o 15%) sui redditi da attività autonoma cumulando i vantaggi delle due forme di inquadramento
  • Superata la soglia di 35.000 euro, decade la possibilità di permanere nel regime agevolato (si passa all’ordinario)
  • Il limite riguarda sia l’accesso sia la verifica della permanenza in regime, ogni anno solare
Secondo i dati della relazione tecnica alla manovra e delle comunicazioni istituzionali, oltre 190 mila lavoratori e pensionati hanno beneficiato di questa combinazione, con nuovi ingressi stimati per il 2026.

Flat tax per lezioni private e ripetizioni degli insegnanti: aliquota applicata e limiti

Restano confermate le regole sulla tassazione sostitutiva agevolata per docenti e insegnanti che svolgano lezioni private o ripetizioni. L’aliquota applicata in questo caso è il 15%, e il regime è riservato esclusivamente ai redditi derivanti da attività extra rispetto all’insegnamento “istituzionale”.

Limiti e condizioni:

  • Il beneficio non si applica sul salario base o sui redditi d’impiego scolastico, ma solo su proventi aggiuntivi certificati
  • La misura, già introdotta nel 2019, è stata prorogata ma ha finora riscosso scarso utilizzo, come emerso dai dati ufficiali
L’aliquota ridotta punta ad incentivare la regolarizzazione delle ripetizioni, ma nel tempo si è rivelata una misura residuale nella pratica.

 



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