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In quali città conviene andare a vivere dove si pagano meno tasse e si hanno anche agevolazioni e incentivi

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di Marianna Quatraro pubblicato il

Dove conviene andare a vivere per risparmiare sulle tasse: quali sono le città italiane con la fiscalità più bassa, tra agevolazioni, incentivi e strategie dedicate ai piccoli centri e borghi

La ricerca di una residenza più vantaggiosa per l'equilibrio tra costo della vita e tassazione locale è diventata sempre più centrale per famiglie, giovani e imprenditori italiani. Le differenze territoriali in termini di imposte, sia comunali che regionali, sono notevoli: dalle variazioni sulla tassa dei rifiuti (Tari) fino all’addizionale IRPEF locale, passando per altri tributi come l’IMU. Alle disparità fiscali si aggiungono le politiche attive di molte amministrazioni che, negli ultimi anni, hanno introdotto incentivi economici significativi, spesso rivolti a chi sceglie di trasferirsi nei piccoli centri, nei borghi storici o nelle aree interne, con l’obiettivo di fronteggiare lo spopolamento e rivitalizzare il tessuto sociale ed economico. 

Le città italiane con la tassazione più conveniente: dalla Tari all’addizionale IRPEF e IMU

Secondo analisi recenti della Uil e di altri osservatori, il sistema fiscale locale italiano si caratterizza per forti squilibri da un territorio all’altro, soprattutto per quanto riguarda la tassa sui rifiuti (Tari), l’addizionale comunale IRPEF, e la pressione determinata da IMU e imposte correlate.

  • Tari: le città meno onerose
    Tra i principali centri dove la spesa annua per famiglia per la Tari sui rifiuti è particolarmente contenuta si distinguono:
    • La Spezia: 180 euro all’anno (media per nucleo familiare),
    • Novara: 204 euro,
    • Belluno: 204 euro,
    • Fermo: 205 euro,
    • Brescia: 208 euro,
    • Cremona, Trento: 217 euro,
    • Ascoli Piceno: 218 euro,
    • Vercelli: 220 euro,
    • Pordenone: 222 euro.
  • Bologna, tra le città metropolitane, si distingue come la realtà più economica con una Tari di 236 euro all’anno, mentre Milano resta sotto i 300 euro.
In queste località il carico fiscale ridotto è spesso il riflesso di una gestione efficiente del ciclo dei rifiuti e di amministrazioni che hanno puntato su raccolta differenziata, investimenti nel settore ambientale e politiche di prevenzione.

Viceversa, alcune grandi città e capoluoghi, soprattutto nel Sud e nelle isole, presentano valori elevati (Pisa 650 euro, Genova e Napoli oltre 490 euro, Reggio Calabria sopra 490 euro), sintomo di inefficienze gestionali, carenza di impianti e ricorsi frequenti allo smaltimento fuori regione, che si traducono in maggiori costi sulle bollette.

  • Pressione fiscale complessiva e IRPEF comunale
    Accanto alla Tari, incide molto la presenza o meno dell’addizionale comunale IRPEF. In alcune città, la soglia di esenzione resta elevata, consentendo ai redditi più bassi di non versare questa imposta; in altre (come Cinisello Balsamo), le soglie sono state abbassate, pesando sui redditi familiari medi. Alcune amministrazioni orientano le proprie scelte verso una politica fiscale più leggera per famiglie e imprese, altre ancora penalizzano determinati settori.
  • IMU e altre imposte locali
    In territori che attraggono nuove residenze e investimenti, come Cabella Ligure (Alessandria) o piccoli comuni montani, si registrano agevolazioni sull’IMU e sconti per chi decide di stabilirsi ristrutturando immobili abbandonati.
  • RC Auto e altre spese correlate
    Altre componenti del carico fiscale locale includono l’assicurazione auto, più contenuta in province come Potenza, Oristano, Enna e Campobasso (polizze intorno ai 320-340 euro), e molto più onerosa in città come Napoli, Prato, Caserta e Massa-Carrara (oltre 530 euro all’anno).
Città Tari media annua (€) Note
La Spezia 180 Gestione efficiente
Novara 204 Tra le 10 meno care d’Italia
Bologna 236 Metropolitana più economica
Ascoli Piceno 218 Equilibrio tariffario
Nel complesso, chi intende ridurre il peso delle tasse sulla casa e sulla vita quotidiana può indirizzare la preferenza verso realtà di dimensioni medio-piccole del Centro-Nord, alcune zone dell'Emilia-Romagna, di Marche, Piemonte e Lombardia dove la pressione fiscale è più bassa, la qualità dei servizi più alta e, a parità di entrate, le famiglie risparmiano anche oltre 400 euro annui rispetto alle realtà più care.

Incentivi, agevolazioni e strategie per vivere (e lavorare) nei borghi e nei piccoli centri italiani

Negli ultimi anni diverse nuove misure (bonus, bandi, agevolazioni fiscali e contributi a fondo perduto) mirano a incentivare la mobilità verso borghi storici, piccoli centri montani e aree rurali. Il ripopolamento di zone particolari, soprattutto piccoli paesini, località di montagna e paesi e città del Sud, costituisce un’opportunità concreta per migliorare la qualità della vita, accedere a case a prezzi contenuti e risparmiare significativamente su tributi locali.

  • Bonus e contributi diretti
    • Sardegna: contributi a fondo perduto fino a 15.000 euro per chi acquista o ristruttura una casa in comuni sotto i 3.000 abitanti (residenza obbligatoria entro 18 mesi).
    • Molise: “reddito di residenza attiva” – bonus di 700 euro al mese a chi trasferisce la residenza in paesi con meno di 2.000 abitanti e avvia un’attività per almeno cinque anni.
    • Roseto Valforte (Foggia): 5.000 euro per chi si trasferisce e avvia una micro-impresa.
    • Bormida (Savona): bonus da 2.000 euro e affitti a partire da 50 euro al mese.
    • Locana (Torino): bonus fino a 9.000 euro in tre anni alle famiglie con figli che si trasferiscono e iscrivono almeno un bambino a scuola.
    • Candela (Foggia): bonus da 800 a 2.000 euro rivolto ai “nuovi residenti”.
  • Sgravi fiscali e agevolazioni
    • Cabella Ligure: sconto su IMU e addizionali IRPEF per chi ristruttura immobili e trasferisce la residenza.
    • Civita di Bagnoregio (Viterbo): esenzione o riduzione delle imposte comunali per i nuovi residenti, oltre a servizi gratuiti come mensa, scuolabus e parcheggi.
    • Alcuni comuni dell’Emilia-Romagna, Marche, Lazio e Calabria prevedono esenzioni parziali o totali sui tributi comunali per chi apre un’attività o partecipa a progetti di rigenerazione.
  • Bandi nazionali e regionali
    • Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR): fondi per oltre 1 miliardo di euro destinati a progetti di ripopolamento e rigenerazione nei borghi, distribuiti tra 21 borghi “pilota” (20 milioni di euro ciascuno, uno per regione o provincia autonoma) e 229 piccoli comuni (1,6 milioni per ciascuno).
    • Progetti sostenuti da enti come il Fondo Ambiente Italiano (FAI) e collaborazioni con università italiane e internazionali, come nel caso di Vaccarizzo di Montalto Uffugo (Cosenza), dove è stato avviato un progetto innovativo per la rinascita sociale e culturale del centro.
Borgo/Comune Tipo incentivo Destinatari/Requisiti
Roseto Valforte (FG) 5.000 € a fondo perduto Trasferimento e apertura attività
Molise (varie località) 700 €/mese Residenza e impresa per 5 anni
Bormida (SV) Bonus e affitto agevolato Residenza o acquisto casa
Cabella Ligure (AL) Sconto IMU/IRPEF Ristrutturazione e trasferimento
Le nuove strategie territoriali puntano su un mix di agevolazioni fiscali, bonus abitativi, incentivi economici e progetti per ridurre il carico fiscale complessivo. L’obiettivo non è solo attrarre nuovi residenti, ma anche rafforzare i servizi di prossimità, adottare modelli di sviluppo sostenibile e rilanciare la vitalità sociale e culturale dei territori meno densamente popolati. 




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Marianna Quatraro

Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...