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Le migliori nuove obbligazioni di inizio 2026: rendimenti, durata e caratteristiche. E sono meglio dei Btp?

di Marcello Tansini pubblicato il
Rendimenti, durata e caratteristiche

Panoramica aggiornata sulle nuove obbligazioni in scadenza a inizio 2026: confronto tra BTP, corporate e high yield, scenari macroeconomici, rendimenti, rischi e differenze.

Il contesto macroeconomico moderatamente positivo, i rendimenti ancora interessanti e la crescente varietà di prodotti, da titoli pubblici a emissioni corporate strutturate, rendono centrale la valutazione di caratteristiche, durata e attese di rendimento dei principali strumenti in collocamento o presenti sul mercato.

Nello scenario attuale, la scelta tra nuove obbligazioni statali e BTP tradizionali richiede particolare attenzione alle peculiarità delle singole emissioni: BTP Valore, Italia, Green, BOT short term, bond corporate, obbligazioni strutturate e certificati ampliano l'offerta e pongono nuovi interrogativi su rischi, opportunità e convenienza per piccoli risparmiatori e investitori evoluti.

Scenario macroeconomico e contesto mercati obbligazionari

Il mercato obbligazionario europeo entra nel 2026 dopo un anno di forti movimenti su rendimenti e curva dei tassi. La crescita globale resta moderata (intorno al 3%), trainata dagli Stati Uniti grazie a una politica fiscale espansiva e all'impulso dell'intelligenza artificiale. In Europa, le oscillazioni sullo spread sono state contenute e la credibilità del debito italiano si è rafforzata, come testimoniato dalla riduzione dello spread verso i Bund tedeschi sotto quota 70 punti base.

Inflazione e politiche monetarie mantengono un profilo differenziato: la Fed USA prosegue con tagli dei tassi, mentre la BCE adotta un approccio di stabilità, senza ulteriori riduzioni. Questo scenario favorisce potenzialmente i titoli a medio-lunga scadenza, con opportunità anche nei corporate bond e in selezionate emissioni dei mercati emergenti. Le curve dei tassi restano più ripide, i premi di rischio si sono ridotti e il mercato del credito segnala buona solidità dei fondamentali, anche se l'approccio selettivo resta indispensabile. L'ambiente offre così rendimenti reali positivi per molte categorie di obbligazioni, pur evidenziando rischi specifici dovuti al potenziale acuirsi delle tensioni geopolitiche o commerciali.

Le obbligazioni corporate e strutturate

Le novità 2026 nel comparto corporate ruotano attorno a emissioni innovative e ad alto rendimento, rivolte in particolare agli investitori propensi a maggior rischio e desiderosi di diversificazione rispetto ai titoli di Stato. Tra le principali proposte:

  • Bond bancari e assicurativi investment grade, con scadenze da 3 a 7 anni, spesso in euro ma talvolta in dollari o sterline per intercettare flussi globali e offrire rendimento superiore;
  • Obbligazioni callable di Societe Generale, caratterizzate da cedole elevate, opzioni di rimborso anticipato e meccanismi legati a parametri di mercato come l'Euribor;
  • Certificati di Vontobel su grandi capitalizzate italiane (UniCredit, Leonardo, MPS, Stellantis), capaci di offrire cedole cospicue grazie a combinazione di barriere protettive e meccanismi condizionati su basket azionari.
La tassazione al 26% e la maggiore complessità delle strutture impongono all'investitore di valutare il rischio di credito, la volatilità dei sottostanti e il rischio di perdita parziale o totale del capitale.

Obbligazioni callable SG e la strategia legata all'Euribor

Le nuove emissioni di SG (ISIN XS3257292105 e XS2878537856) sono obbligazioni in euro con cedola mensile, durata massima 12 anni e opzione di rimborso anticipato mensile da parte dell'emittente a partire dal secondo anno. La caratteristica distintiva è la cedola lorda elevata (fino al 7,5% annuo per il primo ISIN), inizialmente incondizionata e poi subordinata al mantenimento dell'Euribor 3 mesi sotto il livello di Cap (2,5% o 3% a seconda del titolo).

L'investimento si adatta a chi ricerca flussi cedolari regolari nella prima fase e accetta una componente aleatoria su quelle successive, in funzione dei movimenti dei tassi BCE. Il capitale è garantito a scadenza o in caso di call, ma l'esposizione indiretta all'Euribor porta il rischio di incassare cedole inferiori qualora la politica monetaria tornasse restrittiva.

La tassazione è al 26% e il rischio di credito va considerato, pur essendo SG un emittente investment grade. La volatilità di prezzo tra emissione e rimborso può essere elevata nei periodi di turbolenza sui tassi o sul merito di credito dell'emittente.

Certificati a cedola elevata su big italiani: funzionamento e rischi

Tra gli strumenti strutturati in evidenza nel 2026 spicca il certificato Vontobel (ISIN DE000VJ113Y6) su basket UniCredit, Leonardo, Banca MPS, Stellantis.

  • Cedola mensile dell'1,55% (18,6% annuo) e possibilità di incasso di cedole accantonate con effetto memoria;
  • Rendimento totale annualizzato potenziale fino al 22,8% se si considera il capital gain per acquisto sotto la pari e pagamento integrale a scadenza;
  • Rimborso del capitale nominale alla scadenza di due anni (dicembre 2027) condizionato dal fatto che nessuno dei sottostanti perda oltre il 40% dal livello di strike; in caso contrario, rimborso proporzionalmente ridotto;
  • Possibilità di richiamo anticipato dal terzo mese (autocall), che accorcia la durata effettiva e innalza il rendimento annualizzato in caso di mercati stabili o in rialzo.
I rischi principali sono la volatilità dei sottostanti, il rischio emittente Vontobel e la potenziale perdita del capitale, mentre la tassazione resta al 26%, con possibilità di compensare plus/minusvalenze. Si tratta di prodotti adatti a investitori informati e consapevoli della struttura complessa.

Trend su bond globali, high yield e mercati emergenti

L'arena obbligazionaria internazionale presenta dinamiche distinte rispetto al mercato domestico. Gli investitori sono chiamati a considerare:

  • La prosecuzione della fase di tagli dei tassi in USA e Regno Unito, che potrà favorire bond governativi e corporate su scadenze lunghe;
  • Un contesto di rendimenti in calo nei paesi sviluppati ma con curve dei tassi più ripide, premi di rischio creditizio storicamente ridotti per i corporate investment grade e condizioni selettive per high yield e prestiti con leva;
  • Un ambiente favorevole per debito dei mercati emergenti, sospinto da economie resilienti, differenziale positivo dei tassi reali e controlli sui rischi valutari.
Nel 2026, l'esposizione ai bond globali offre diversificazione ma richiede sempre più attenzione a qualità del credito, volatilità valutaria e scenario geopolitico. Gli strumenti obbligazionari internazionali sono accessibili tramite fondi, ETF o singole emissioni, con costi fiscali tipici (26%) e maggiore dispersione di performance tra aree e settori.

Obbligazioni high yield 2026: rischi, rendimenti e ruolo nei portafogli

Il segmento high yield globale mantiene rilevanza per la diversificazione dei portafogli, anche nel 2026. Nonostante la riduzione degli spread e valutazioni storicamente elevate, il carry (rendimento cedolare) resta un potente motore di performance, sostenuto da fondamentali solidi e rischio default contenuto, almeno in area euro.

In Europa il quadro regolamentare stabile favorisce la resilienza del mercato rispetto agli Stati Uniti, dove incertezze macro e rischi di un rallentamento economico potrebbero amplificare la volatilità dei prezzi. L'approccio raccomandato resta quello selettivo e diversificato, tramite fondi specializzati piuttosto che acquisto di singole emissioni, per mitigare gli effetti delle possibili fasi di stress.

Bond mercati emergenti: condizioni favorevoli e opportunità

Le obbligazioni emesse dai paesi emergenti mostrano rendimenti interessanti e condizioni macro in miglioramento, supportati da minore inflazione, solidità delle riserve e maggiore spazio per politiche monetarie espansive. Il differenziale di crescita rispetto a Stati Uniti e Unione Europea resta positivo, in particolare per emissioni in valuta locale e paesi con barriere commerciali contenute, come Brasile, Messico, Sudafrica e India.

Un'eventuale prosecuzione della fase di debolezza del dollaro offre ulteriore margine di apprezzamento per chi investe in euro, pur richiedendo attenzione a volatilità e rischi politici specifici di ciascun emittente. I rendimenti reali su bond decennali locali rimangono elevati rispetto ai principali mercati sviluppati.

BTP vs nuove obbligazioni: duration, rendimento e tassazione

Il confronto tra BTP classici e nuove emissioni obbligazionarie ruota attorno ai seguenti fattori:

  • Duration: i BTP offrono ampio spettro di scadenze (2-50 anni), mentre molte nuove obbligazioni strutturate e certificate presentano durate più brevi (2-3 anni per i certificati; fino a 12 anni per obbligazioni callable; 18-36 mesi per i BTP Short Term);
  • Rendimento: i BTP a medio termine assicurano rendimenti tra il 2,5 e il 3,6% lordo; nuove emissioni corporate strutturate e certificati possono superare anche il 7% lordo annuo per le callable SG e il 18-22% annuo (lordo) per certificati a cedola Vontobel; tuttavia occorre considerare la diversa rischiosità e la fiscalità più alta sui prodotti non governativi;
  • Tassazione: 12,5% per i titoli di Stato, 26% per corporate bond, strutturati e certificati; ciò neutralizza in parte i rendimenti lordi apparenti delle soluzioni più rischiose, specie su orizzonti brevi;
  • Rischio specifico: il debito sovrano italiano gode di un rischio credito molto inferiore rispetto a quello di singole aziende private o alle strutture condizionate dei certificati. Tuttavia, i titoli statali restano molto sensibili all'andamento dei tassi e allo spread sul debito pubblico italiano.
La scelta ottimale dipende da propensione al rischio, esigenza di cedole, orizzonte temporale e importanza della fiscalità nel computo del rendimento atteso. Spesso una combinazione di titoli garantisce maggiore equilibrio tra stabilità e opportunità di rendimento.

Le nuove emissioni di BTP: caratteristiche e rendimenti

Nel 2026 il Tesoro italiano conferma un programma ricco di nuove emissioni rivolte sia a investitori istituzionali che retail. Il piano include:

  • Nuovi BTP Valore dedicati ai piccoli risparmiatori, caratterizzati da cedole crescenti e bonus fedeltà;
  • Una prevedibile emissione di BTP Italia (indicizzati all'inflazione nazionale), per proteggere dall'erosione del potere d'acquisto in un contesto inflattivo ancora controllato;
  • Nuove tranches di BTP Green, con collocamenti finalizzati a sostenere progetti di transizione ecologica e in parte accessibili anche al mercato retail post-listing;
  • Lancio o rinnovo di BTP Short Term e BOT, strumenti di breve durata, particolarmente richiesti dagli investitori in cerca di liquidità o di protezione dalla volatilità;
  • Possibili riaperture di BTP a lunga e lunghissima scadenza (15, 30 e 50 anni), destinate soprattutto a chi punta alla segmentazione temporale del portafoglio.
Per quanto riguarda rendimenti e duration: i BTP a quattro anni si attestano attorno al 2,5%, quelli a otto anni su valori tra il 3,2% e il 3,6%. Il tasso medio ponderato dei titoli di Stato si aggira sul 2,75%, con i BTP decennali vicini al 3,6% e BOT a 12 mesi in area 2,1%. La vita media del debito pubblico si mantiene a circa 6,9 anni, indice di una strategia volta al contenimento del rischio rifinanziamento.

Dal punto di vista fiscale, l'aliquota sulle cedole dei titoli pubblici italiani rimane al 12,5%, particolarmente vantaggiosa rispetto al 26% applicato ai bond corporate e ai certificati. L'enfasi sulle emissioni retail rappresenta una risposta all'esigenza di coinvolgere direttamente i risparmiatori nazionali, favorendo anche la resilienza del debito in fasi di volatilità internazionale.

BTP Valore, BTP Italia, BTP Green: dettagli e opportunità

Le tre principali tipologie di bond governativi italiani per il retail nel 2026 presentano strutture differenti:

  • BTP Valore: destinati esclusivamente ai piccoli risparmiatori, con durata intermedia (tipicamente 4-6 anni), cedole crescenti, premio fedeltà per chi mantiene il titolo fino a scadenza e struttura del collocamento su MOT. Possono prevedere l'opzione di rimborso anticipato, mentre i rendimenti sono modulabili in base al ciclo dei tassi. Sono diventati uno strumento chiave di raccolta retail grazie alla loro flessibilità e personalizzazione.
  • BTP Italia: emissioni indicizzate all'inflazione nazionale, concepite per offrire protezione reale sul potere d'acquisto. Nel 2025 è stata proposta una scadenza a 7 anni con rendimento reale annuo dell'1,85%, oltre a un premio fedeltà in caso di mantenimento a scadenza. Il meccanismo di indicizzazione consente di guadagnare soprattutto in fasi di inflazione superiore all'atteso, rendendo queste obbligazioni appetibili in portafogli prudenti.
  • BTP Green: titoli a medio-lungo termine i cui proventi finanziano interventi in ambito ambientale, energia e infrastrutture sostenibili. Il collocamento avviene principalmente verso investitori istituzionali, ma la liquidità sul secondario permette agli investitori retail di accedervi successivamente. L'interesse crescente verso criteri ESG e l'impegno del MEF sulla sostenibilità conferiscono a questi strumenti una domanda stabile tra investitori privati e istituzionali.
La diversificazione fra queste tre tipologie permette di ottimizzare il mix rendimento, protezione dall'inflazione e attenzione ai temi ESG, tenendo in considerazione la propria propensione al rischio, orizzonte temporale e priorità fiscali.

BOT e BTP Short Term: alternative di breve durata a confronto

Per chi cerca soluzioni obbligazionarie a minore duration, il 2026 offre due opzioni principali:

  • BOT: strumenti privi di cedola, emessi con sconto sul valore nominale, con scadenze tra 3 e 12 mesi. Il guadagno deriva dalla differenza tra prezzo di emissione e rimborso. Nel 2025 i BOT annuali hanno restituito un rendimento medio attorno al 2,12%. L'acquisto avviene tramite asta oppure sul mercato secondario.
  • BTP Short Term: titoli a 18-36 mesi con cedola fissa semestrale, ideali per chi desidera una remunerazione prevedibile e orizzonte temporale più breve rispetto ai BTP classici. Il rendimento lordo spesso risulta lievemente superiore a quello dei BOT di pari durata, offrendo maggior visibilità sui flussi cedolari.
Entrambe le emissioni sono soggette a tassazione agevolata del 12,5%. In un contesto di tassi meno volatili, queste obbligazioni assumono un ruolo importante per la gestione della liquidità o come parcheggio temporaneo in attesa di occasioni più remunerative su scadenze lunghe o strumenti strutturati.




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