Una proposta di legge popolare punta a introdurre una tassa patrimoniale in Italia: il funzionamento, i soggetti coinvolti, le novità su successioni, obiettivi fiscali e possibili impatti sui servizi pubblici.
Una nuova iniziativa in materia di giustizia fiscale sta prendendo forma in Italia grazie all'impegno congiunto di società civile, economisti e docenti universitari. Si tratta della proposta 1%EQUO, presentata alla Corte di Cassazione e promossa da diverse personalità del mondo accademico e politico, tra cui Riccardo Staglianò e Maurizio Acerbo. Al centro, una tassazione progressiva sui grandi patrimoni, per intervenire sulla distribuzione della ricchezza concentrata nelle fasce più agiate della popolazione.
Il testo depositato mira ad istituire un'imposta patrimoniale annuale sui patrimoni che superano i due milioni di euro, salvaguardando l'abitazione principale dall'assoggettamento all'imposta. La raccolta firme, attiva fino al 15 novembre, si propone di coinvolgere l'opinione pubblica e di offrire una risposta decisa alle crescenti disuguaglianze economiche e sociali. Le risorse raccolte tramite questa iniziativa sarebbero interamente destinate a rafforzare settori come sanità, istruzione, ambiente, sicurezza e welfare, rispondendo così ad una domanda collettiva di eguaglianza sostanziale.
L'intervento legislativo sulla tassa patrimoniale trova il suo fondamento in alcuni degli articoli chiave della Costituzione italiana. Tra questi, spiccano:
L'architettura del nuovo prelievo patrimoniale si sviluppa su alcuni punti chiave di funzionamento e calcolo. Il tributo è previsto come:
| Fascia di patrimonio |
Aliquota proposta |
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Da 2.000.001 a 5.000.000 € |
1% |
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Da 5.000.001 a 8.000.000 € |
1,7% |
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Da 8.000.001 a 20.000.000 € |
2,1% |
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Oltre 20.000.000 € |
3,5% |
Per determinare l'ammontare imponibile si considerano: beni immobili (esclusa la prima casa), strumenti finanziari, partecipazioni, depositi e altri beni patrimoniali. Sono previste deduzioni per le imposte patrimoniali già vigenti (IMU su seconde case, IVIE, IVAFE), per evitare doppi prelievi. La dichiarazione patrimoniale dovrà essere allegata alla dichiarazione dei redditi e il versamento potrà essere effettuato sia in unica soluzione sia ratealmente, secondo le modalità fissate dall'Agenzia delle Entrate. Strumenti di controllo avanzati, tra cui l'Anagrafe dei rapporti finanziari e lo scambio informativo internazionale, sono stati previsti per limitare fenomeni di evasione ed elusione, soprattutto per patrimoni detenuti fuori dai confini nazionali.
La nuova imposta patrimoniale interessa esclusivamente una ristretta fascia della popolazione. Secondo le stime ufficiali sviluppate su base dati della Banca d'Italia e report economici:
Le proiezioni relative al potenziale gettito annuale sono state elaborate su diversi scenari economici. L'intervallo stimato, prudenziale ed esteso, oscilla tra 26 e 60 miliardi di euro l'anno per l'imposta patrimoniale, con punte ipotetiche fino a 65 miliardi, a cui si somma il contributo della riforma delle successioni (5,5-8 miliardi). La destinazione dei fondi incassati è rigorosamente vincolata a settori di interesse sociale:
La proposta 1%EQUO integra la tassa patrimoniale con una revisione dell'imposizione successoria per avvicinare l'Italia agli standard media dell'Unione Europea. Le innovazioni principali prevedono:
L'iniziativa, per culminare nella discussione parlamentare, deve superare il traguardo delle 50.000 firme di cittadini iscritti nelle liste elettorali. La raccolta firme termina il 15 novembre, svolgendosi in modalità mista: sono previsti gazebo fisici in tutta Italia oltre a una piattaforma digitale pubblica che consente la sottoscrizione tramite SPID o Carta di Identità Elettronica. Il comitato promotore, composto da accademici e personalità del mondo politico e sociale, ha in programma una campagna di informazione e sensibilizzazione diffusa anche grazie al coinvolgimento di associazioni, sindacati e movimenti impegnati su temi di giustizia sociale.
L'interesse verso la popolare richiesta nasce in risposta a un sentimento diffuso di inadeguatezza degli strumenti di redistribuzione della ricchezza fin qui adottati in Italia, e trova una delle sue principali giustificazioni nel tentativo di ridurre le diseguaglianze economiche e sociali chiaramente visibili negli indicatori statistici.
Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...