Aprile 2026 porta importanti aggiornamenti su NASpI, DIS-COLL e ISCRO: vediamo requisiti, regole, importi, date di pagamento e le procedure per ottenere le indennità senza perderle, con tutte le novità attualmente in vigore.
Il mese di aprile introduce significative novità relativamente alle principali indennità per la disoccupazione: NASpI, DIS-COLL e ISCRO. Le recenti comunicazioni istituzionali, e in particolare i chiarimenti dell’INPS, segnano un cambio di prospettiva nell’accesso e nella gestione di questi strumenti a tutela dei lavoratori che operano in modalità subordinata, parasubordinata e autonoma.
Nonostante i cambiamenti normativi non abbiano riscritto i requisiti di base o le finalità di queste prestazioni, alcune delle regole procedurali vengono interpretate e applicate in modo meno penalizzante rispetto al passato. La maggiore attenzione posta dall’INPS sulla sostanza della regolarità contributiva, rispetto ad aspetti puramente formali, offre un’opportunità di tutela più ampia per chi ha visto la propria domanda rigettata per mere imperfezioni burocratiche.
In questo contesto, risultano centrali le ultime modifiche sulla gestione della Gestione Separata INPS, che impattano soprattutto i lavoratori autonomi, i collaboratori, gli assegnisti di ricerca e i dottorandi con borsa di studio. Parallelamente, restano invariati i criteri stringenti previsti per la NASpI, soprattutto alla luce delle ultime sentenze della Cassazione, che sottolineano quanto il rispetto rigoroso delle condizioni legali sia indispensabile per ottenere l’indennità.
Le tre principali indennità di disoccupazione, NASpI, DIS-COLL e ISCRO, restano strumenti di riferimento per la tutela economica nella perdita involontaria del lavoro in Italia. Tuttavia, le condizioni di accesso e mantenimento delle prestazioni sono oggetto di continui chiarimenti e aggiornamenti normativi, richiedendo attenzione da parte dei potenziali beneficiari.
La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) si rivolge ai lavoratori dipendenti rimasti senza occupazione. Il requisito essenziale resta la cessazione del rapporto per cause indipendenti dalla volontà del lavoratore, cioè per licenziamento, incluso quello per giusta causa, oppure per specifiche ipotesi di risoluzione consensuale previste dalla legge (ad esempio, nell’ambito di procedure di conciliazione presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro oppure in casi di dimissioni per giusta causa come il mancato pagamento del salario o molestie).
La DIS-COLL è uno strumento di tutela dei collaboratori coordinati e continuativi, degli assegnisti di ricerca e dei dottorandi con borsa di studio iscritti alla Gestione Separata. Fino a marzo 2026, numerosi lavoratori pur avendo adempiuto al pagamento dei contributi, si sono visti respingere la domanda per mancanza di iscrizione formale alla Gestione Separata.
La ISCRO, infine, rappresenta lo strumento dedicato ai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata cui si applicano logiche molto simili a quelle della DIS-COLL. L’indennità è destinata a chi esercita attività in maniera abituale e si trova di fronte a una riduzione significativa del reddito. Anche in questo caso, la corretta contribuzione ha acquisito valore dirimente nella valutazione delle domande. Al pari della DIS-COLL, chi si trova privo dell’iscrizione formale alla Gestione Separata dovrebbe provvedere alla regolarizzazione, pur senza che ciò precluda l’accesso al beneficio per chi abbia comunque contribuito.
I requisiti comuni alle tre prestazioni si possono così sintetizzare:
Il messaggio più recente dell’Istituto sottolinea infine la necessità di mantenersi costantemente aggiornati attraverso le comunicazioni ufficiali e di documentare accuratamente ogni fase del rapporto di lavoro e della relativa cessazione.
L’aggiornamento dei pagamenti e degli importi delle indennità per NASpI, DIS-COLL e ISCRO non si è tradotto in modifiche degli importi base rispetto ai parametri annui già noti, ma ha coinvolto direttamente le modalità procedurali e tempistiche di erogazione.
Per quanto riguarda le date precise di pagamento delle indennità di disoccupazione, come per l’assegno unico per i figli, seguono un calendario ben preciso per aprile 2026. In particolare:
DIS-COLL: L’importo si calcola in funzione del reddito percepito nell’anno precedente e segue uno schema simile a quello NASpI. Le recenti istruzioni hanno reso più agevole la procedura di domanda:
| Prestazione | Importo mensile base | Durata massima | Prima data utile paventata | Scadenze da rispettare |
| NASpI | Fino a €1.550* | 24 mesi | Da aprile 2026 | Domanda entro 68 giorni dalla cessazione |
| DIS-COLL | Fino a €1.300* | 8 mesi | Da aprile 2026 | Domanda entro 68 giorni dagli eventi che determinano la cessazione |
| ISCRO | Da €300 a €900* | 6 mesi | Da aprile 2026 | Domanda con regolarità contributiva accertata |
* Gli importi variano secondo il reddito e i massimali di legge aggiornati annualmente
Per mantenere senza interruzioni il proprio diritto all’indennità occorre adempiere a tutte le comunicazioni obbligatorie richieste (ad esempio, l’informazione tempestiva di nuovo impiego), conservare la documentazione in modo ordinato e provvedere a regolarizzare qualsiasi posizione contributiva latente subito dopo eventuali richieste o solleciti di integrazione da parte dell’INPS.
Le cause di decadenza sono dettagliatamente illustrate nelle circolari INPS e spesso riguardano il mancato rispetto delle tempistiche, l’omessa segnalazione di nuove attività lavorative, o la mancata partecipazione ai percorsi formativi eventualmente proposti dai Centri per l’Impiego.
La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...