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Pensioni a 64 anni e quota 100, ape sociale, opzione donna, aumenti importi da gennaio e manovra finanziaria presentata

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di Dott. Giovanni Matano pubblicato il
Pensioni 64 anni quota 100 ape sociale opzione donna aumenti importi gennaio

Nella prima approvazione della Manovra 2027 del 28 ottobre non c'è alcuna misura sulle pensioni anticipate, ma figurano un fondo da 850 milioni, un nuovo fondo da 100 euro per i neonati, e una card da 300 euro per gli over 75. Rivalutazioni a rischio da gennaio.

La prima approvazione della Manovra Finanziaria 2027, arrivata ieri 28 ottobre, lascia l’amaro in bocca a chi attendeva novità sulla pensione anticipata. Sul fronte previdenziale, infatti, non è stato fatto nulla: nessuna conferma delle misure esistenti, nessuna nuova forma di uscita, nessuna riconferma per le rivalutazioni. Chi sperava nella pensione a 64 anni come nuova quota 100, in una proroga dell’ape sociale o in un ritorno di opzione donna dovrà attendere i prossimi passaggi parlamentari, quando il testo sarà discusso ed emendato.

Pensioni anticipate nella Manovra 2027: il quadro dopo il 28 ottobre e il fondo da 850milioni di euro

Nel testo approvato non c’è alcun intervento strutturale sulle pensioni anticipate. Le ipotesi circolate nelle ultime settimane, tra cui l’uscita a 64 anni, la quota 41 flessibile e la proroga delle misure in scadenza, non hanno trovato posto nella prima versione della legge di bilancio.

Resta in vigore il quadro già noto. Dal 1 gennaio 2027 scatta comunque un primo adeguamento dei requisiti legato alla speranza di vita, e il testo approvato non lo ferma né lo attenua. Chi matura i requisiti nel nuovo anno deve quindi fare i conti con un’asticella leggermente più alta, e nessuna misura compensativa è stata ancora messa nero su bianco.

L’unico segnale per il mondo previdenziale è un fondo da 850 milioni di euro. Le risorse sono state accantonate, ma non è ancora stabilito come verranno usate e nella maggioranza si parla di due iopotesi:

La prima: la possibilità di presentare gli emendamenti alla Manovra in Parlamento o discutere delle misure per le pensioni durante le Consultazioni prima dell'approvazione definitiva del provvedimento. Esponenti come Claudio Durigon e Matteo Salvini puntano, infatti, a recuperare le novità sulle pensioni attraverso emendamenti e consultazioni durante l’iter parlamentare. In questa ipotesi la Meloni appoggerebbe il percorso, e le misure troverebbero spazio nel testo prima dell’approvazione definitiva.

La seconda: interventi da gennaio. Altri esponenti sostengono, invece, che la partita si giocherà da gennaio, con provvedimenti successivi all’approvazione della legge di bilancio. È la strada più incerta, perché sposta le decisioni in avanti e lascia i lavoratori senza certezze per la fine dell’anno.

La speranza concreta è che il fondo possa essere usato confermare opzione donna, una misura che non comporta costi particolarmente elevati, ma anche l’ape sociale, più onerosa, pur se relativamente, ma considerata strategica per le categorie più fragili. Per ora si tratta però di aspettative, non di norme.

Pensione a 64 anni come nuova quota 100: nessuna conferma, come anche per Ape sociale e usuranti e precosi

Tra le proposte più discusse c’era l’uscita a 64 anni, presentata da alcuni come una sorta di nuova quota 100. Nella Manovra approvata non c’è alcuna traccia di questa misura. Nessun articolo, nessuna cifra dedicata, nessuna platea individuata.

Il tema resta nel dibattito politico, soprattutto perché la Manovra 2027 è l’ultima della legislatura prima del voto, e quindi ogni partito di maggioranza cerca un risultato da rivendicare agli elettori. Ma al momento la pensione a 64 anni resta un’ipotesi e non una realtà. Per vederla servirebbero coperture consistenti, ben superiori a quelle di una semplice proroga, e per questo la strada degli emendamenti appare in salita.

Altro capitolo delicato è l’ape sociale, misura che permette l’uscita anticipata a 63 anni e 5 mesi a categorie tutelate come disoccupati, caregiver, persone con disabilità e addetti a lavori gravosi, è in scadenza al 31 dicembre 2026. Spetta alla legge di bilancio decidere se mantenerlo anche nel 2027.

Nel testo approvato ieri non c’è alcuna conferma né per l’ape sociale né per le uscite dei lavoratori usuranti. Chi rientra in queste categorie non ha oggi la certezza di poter contare sullo strumento dal prossimo anno, e le domande dei prossimi mesi rischiano di muoversi su un terreno normativo incerto. Il fondo da 850 milioni potrebbe essere la chiave per sbloccare queste proroghe, ma finché non ci sarà un emendamento approvato resta tutto sospeso.

Opzione donna: la grande assente

Il capitolo che più fa discutere è quello di opzione donna. Nella Manovra approvata la misura non viene proprio citata. Non si parla di conferma, di proroga o di modifica dei requisiti: la formula dedicata alle lavoratrici semplicemente non compare.

Va ricordato che opzione donna è già uscita dal perimetro ordinario e resta utilizzabile solo da chi aveva maturato i requisiti entro le scadenze previste dalle norme passate. Per chi non li ha raggiunti, l’unica possibilità è una nuova norma inserita durante l’iter parlamentare.

Sindacati e una parte della maggioranza chiedono da tempo il ripristino della misura, che avrebbe un costo contenuto rispetto ad altre uscite anticipate. Per questo motivo è considerata la candidata più probabile a essere recuperata con il fondo da 850 milioni. Ma, ad oggi, non c’è nulla di scritto.

Le misure effettivamente previste dalla Manovra

Se sulle pensioni anticipate il bilancio è deludente, nella legge di bilancio compaiono comunque alcune misure che toccano il mondo previdenziale e l’assistenza agli anziani:

1. Fondo pensione per i bambini appena nati: 100 euro. È previsto un versamento iniziale di 100 euro a favore dei nuovi nati, da destinare a un fondo pensione. L’obiettivo è costruire fin dalla nascita una base contributiva che negli anni possa crescere e integrare il futuro assegno previdenziale. Si tratta di una misura simbolica nell’importo, ma importante nell’impostazione, perché introduce il principio della previdenza complementare dalla nascita.

2. Card da 300 euro per gli over 75. Arriva anche una card da 300 euro destinata agli over 75, pensata per sostenere gli anziani nelle spese essenziali, come alimentari, farmaci e utenze domestiche. È uno strumento di sostegno al reddito per una fascia di popolazione particolarmente esposta al caro vita. Le regole di accesso, i requisiti reddituali e le modalità di utilizzo andranno chiariti nei provvedimenti attuativi, quindi conviene attendere le indicazioni ufficiali prima di fare conto sul contributo.

3. Fondo da 850 milioni per le pensioni. È la misura più rilevante in termini di risorse, ma la sua destinazione non è ancora definita, come visto sopra.

Aumenti degli importi da gennaio 2027: il rischio tagli alle rivalutazioni

Altro tema  affrontato che riguarda milioni di pensionati è quello degli aumenti degli importi da gennaio 2027. Qui il quadro è meno rassicurante di quanto si sperasse. Il fondo per le pensioni, stando a quanto emerge, sarà alimentato anche dai tagli alle rivalutazioni. Significa che una parte delle risorse non arriva da nuove entrate, ma da minori adeguamenti all’inflazione per alcune fasce di assegno. Nel testo approvato ieri non c’è alcuna riconferma del meccanismo di rivalutazione vigente e questo lascia aperta la porta a modifiche peggiorative, vale a dire nuovi tagli per le rivalutazioni.

Le fasce a rischio sono soprattutto quelle degli importi più alti. Il timore è che durante l’esame parlamentare le percentuali di rivalutazione per questi assegni vengano ridotte ulteriormente, con aumenti da gennaio ridotti e così da reperire coperture per le misure che la maggioranza vuole inserire nel fondo. In pratica, ciò che si guadagna da una parte lo si recupera dall’altra.

Per chi percepisce pensioni medio alte, il consiglio è non dare per scontato l’aumento pieno da gennaio e monitorare gli emendamenti, perché il taglio potrebbe cambiare forma e soglie anche all’ultimo momento.

Cosa può succedere nelle prossime settimane

Il testo della Manovra 2027 passa ora all’esame del Parlamento, e il percorso sarà decisivo. Gli scenari più probabili sono tre.

Scenario 1: emendamenti sul fondo da 850 milioni. La maggioranza trova un accordo e inserisce opzione donna e ape sociale, con ogni probabilità in forma prorogata e non estesa. È lo scenario che oggi sembra più realistico.

Scenario 2: rinvio a gennaio. Le decisioni slittano a provvedimenti successivi, lasciando per qualche settimana i lavoratori in una zona grigia, soprattutto chi deve presentare domanda di ape sociale.

Scenario 3: nessun intervento. Resta tutto com’è e le misure in scadenza decadono. È lo scenario meno gradito politicamente, ma non può essere escluso del tutto.

La pensione a 64 anni e la quota 41 flessibile appaiono invece lontane, perché richiederebbero risorse molto superiori agli 850 milioni disponibili.






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Dott. Giovanni Matano

Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...