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Quali sono le banche con più sportelli bancomat e filiali sul territorio in Italia attualmente

di Marcello Tansini pubblicato il
Bancomat e filiali sul territorio

Mappatura aggiornata della presenza di sportelli bancomat e filiali bancarie in Italia: tra concentrazione territoriale, riduzione dei servizi tradizionali e nascita di soluzioni innovative.

Negli ultimi anni, la presenza fisica delle banche sul territorio nazionale si è modificata, rispondendo alle nuove esigenze digitali della clientela, agli sviluppi economici e alle strategie dei principali gruppi creditizi. Secondo dati aggiornati al 31 dicembre 2024, per la prima volta gli sportelli bancari risultano scesi sotto quota 20mila unità, segnando un trend che riflette una razionalizzazione delle risorse e un cambiamento nei modelli distributivi.

Questa evoluzione interessa non solo le grandi realtà urbane, ma anche i territori periferici e le aree interne, dove la progressiva chiusura di sportelli ha imposto la ricerca di soluzioni alternative per garantire l'accesso ai servizi finanziari. La tematizzazione dell'inclusività e del supporto alle comunità locali è diventata centrale nel dibattito pubblico e istituzionale.

La distribuzione territoriale degli sportelli bancari e ATM in Italia

La capillarità della rete bancaria italiana si è sempre distinguo per la sua capacità di coprire sia grandi città che centri minori. Tuttavia, le trasformazioni degli ultimi anni hanno portato a un ribilanciamento tra le regioni, influenzato da fusioni, razionalizzazioni e mutamenti nei comportamenti dei clienti.

L'ultimo report di settore evidenzia i seguenti dati chiave:

  • 19.655 sportelli bancari attivi a fine 2024, in calo di 2,5% rispetto all'anno precedente.
  • 36.324 sportelli automatici (ATM), diminuiti del 4% in un solo anno.
  • Oltre 1.700 comuni serviti dalle Banche di Credito Cooperativo (BCC) con quasi 2.500 filiali.
La rete degli sportelli bancari risulta ramificata nelle zone a maggiore densità abitativa come Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte, dove si concentrano i più grandi istituti di credito. Invece, le aree interne e le regioni meridionali hanno subìto una minore presenza fisica delle banche tradizionali, aggravata dalla minor redditività e dall'alto costo di gestione delle filiali e degli ATM.

Da segnalare l'approccio delle BCC, che continuano a presidiare numerosi piccoli centri, offrendo un punto di riferimento per famiglie e imprese locali. In particolare, il gruppo BCC Iccrea riunisce 112 istituti, diffusi in tutte le regioni, rafforzando un modello improntato sulla prossimità e la cooperazione.

Nel contesto cittadino, la presenza è più concentrata e competitiva, con sportelli diversificati tra banche tradizionali e servizi specialistici. Sulle isole e in alcune province montane, si stanno sperimentando modelli ibridi, con orari limitati o servizi bancari integrati presso strutture multiservizio, rispondendo alle sfide territoriali poste dalla desertificazione bancaria in zone marginali.

Le principali banche con il maggior numero di filiali e sportelli bancomat

I dati mostrano differenze fra i maggiori istituti attivi in Italia rispetto alla diffusione territoriale. L'istituto leader per capillarità e numero di clientela risulta Intesa Sanpaolo, con oltre 2.600 filiali e una vasta presenza sia nei grandi centri che nei piccoli comuni, gestendo praticamente 13,9 milioni di clienti e dotato di una consistente infrastruttura ATM.

Segue UniCredit, che dispone di più di 2.300 sportelli sul territorio nazionale, con una forte vocazione digitale che si accompagna a una costante innovazione tecnologica. UniCredit resta protagonista anche nelle principali regioni industrializzate e mantiene servizi dedicati a privati e aziende, potenziando l'offerta online e mobile.

Altre realtà consolidate comprendono:

  • Banca Monte dei Paschi di Siena: storico punto di riferimento con oltre 1.300 filiali, radicata in Toscana ma attiva anche in altre regioni.
  • Banco BPM: nato dalla fusione di Banco Popolare e Banca Popolare di Milano, vanta circa 1.400 filiali, una presenza solida nel settentrione, servizi a famiglie e imprese.
  • BPER Banca: realtà in espansione grazie ad acquisizioni, oggi con oltre 2.100 filiali che servono ampie fasce della popolazione, soprattutto nel nord e centro Italia.
È opportuno evidenziare anche il contributo dato da:
  • Gruppo BCC Iccrea: più di 2.500 filiali soprattutto a favore di comuni di piccole e medie dimensioni.
  • Banca Popolare di Sondrio, Credem, CheBanca!: istituzioni rilevanti per presenza locale e approccio relazionale.
  • Banca Mediolanum e FinecoBank: puntano su modelli digitali e consulenza, limitando la rete fisica ma rafforzando il rapporto personalizzato con il cliente.
  • BancoPosta: in controtendenza rispetto ai principali istituti, ha rafforzato la propria offerta di sportelli e ATM, con particolare attenzione alle zone meno servite.
Questa diversificazione strategica della presenza fisica e digitale è spesso influenzata da fattori territoriali, dalla struttura della clientela e dalla policy aziendale, contribuendo all'ampia varietà di modelli distributivi nel paese.

La riduzione di sportelli bancari, ATM e POS: cause e conseguenze

La flessione del numero degli sportelli bancari e degli ATM registrata nel 2024 è il risultato di una serie di fenomeni convergenti, che hanno inciso profondamente sul sistema finanziario nazionale. In pochi anni, oltre 500 sportelli bancari sono stati chiusi, con un impatto che risulta più marcato per le banche appartenenti ai grandi gruppi, spesso motivate da esigenze di contenimento dei costi e ottimizzazione delle risorse.

Tra le principali cause si annoverano:

  • Digitalizzazione dei servizi bancari e maggiore adozione dell'online banking
  • Fusione e accorpamenti tra istituti di credito, con conseguente riorganizzazione della rete fisica
  • Crescente ricorso a strumenti di pagamento elettronico (con significativa riduzione dei POS fisici nei punti vendita - oltre 220mila POS persi in un solo anno)
  • Bassi margini operativi e aumento dei costi di gestione per filiali in aree poco remunerative
  • Innovazione normativa che abilita strumenti di prelievo cash back e promuove modalità di inclusione digitale
L'impatto di queste trasformazioni si riflette su:
  • Piccole comunità e aree interne: dove il rischio di desertificazione finanziaria è più elevato e la chiusura di uno sportello può comportare la perdita di un servizio essenziale per famiglie, anziani e pmi
  • Imprese e commercianti: soggetti a una disponibilità inferiore di strumenti fisici per transazioni elettroniche e prelievi
  • Inclusione finanziaria: la riduzione delle filiali può penalizzare le fasce di popolazione meno digitalizzate
Secondo le analisi di Unimpresa e Banca d'Italia, permane la sfida di bilanciare efficienza, innovazione e prossimità territoriale, affinché nessuna area del paese venga esclusa dal diritto a servizi finanziari di qualità.

Iniziative alternative: bancomat di comunità e nuovi servizi nelle aree interne

Per rispondere alle problematiche della desertificazione bancaria, alcune realtà locali e istituti hanno sviluppato soluzioni innovative e sostenibili. Un esempio emblematico è l'introduzione dei bancomat di comunità in Emilia-Romagna e altre zone montane, dove cooperative e negozi di prossimità offrono la possibilità di prelevare contante durante il pagamento di un acquisto.

Questa modalità, denominata Debit Cash Back, permette ai clienti di effettuare prelievi fino a 100 euro direttamente dal POS degli esercenti convenzionati. L'iniziativa, lanciata dalla Banca di Credito Cooperativo Emil Banca e sostenuta da partnership pubblico-private, rappresenta:

  • Un mezzo efficace per mantenere servizi essenziali anche nelle aree prive di filiali o Bancomat tradizionali
  • Un'opportunità per i commercianti, che ottengono una remunerazione ed espongono meno denaro contante
  • Un supporto concreto ai cittadini delle comunità montane e rurali, spesso distanti dalle sedi principali degli istituti di credito
Queste soluzioni si integrano con la tendenza a trasformare le filiali superstiti in veri e propri hub di servizi, in grado di rispondere a un ventaglio più ampio di bisogni locali, superarando il tradizionale concetto di banca come semplice luogo di custodia del denaro.

Modelli di servizio emergenti: digitalizzazione, promotori finanziari e consulenza personalizzata

I modelli distributivi delle banche italiane sono in rapida evoluzione, con un significativo passaggio dalla presenza esclusivamente fisica a sistemi ibridi e digitali. I promotori finanziari, il cui numero è cresciuto del 15% in un solo anno, rappresentano una componente strategica in questa transizione, incrementando la consulenza direttamente presso il cliente o a distanza.

L'adozione sempre più diffusa di piattaforme digitali consente a un'ampia platea di clienti di:

  • Gestire in autonomia le proprie operazioni bancarie attraverso home banking e app mobili
  • Ricevere servizi personalizzati, dalle proposte di investimento alle soluzioni di finanziamento
  • Ottenere supporto e consulenza anche senza accedere fisicamente in filiale
Contestualmente, si osserva un forte investimento da parte dei principali gruppi su:
  • Digitalizzazione delle procedure interne, per ridurre la burocrazia e aumentare la rapidità delle transazioni
  • Formazione di nuovi consulenti e promotori finanziari, sempre più orientati alla relazione e all'educazione finanziaria del cliente
Banche come Banca Mediolanum o FinecoBank puntano su modelli completamente digitali, mentre altre, come Intesa Sanpaolo, mantengono una doppia anima tra innovazione tecnologica e presenza territoriale con sportelli e consulenti fisici, per soddisfare le differenti esigenze della clientela.

Impatto sulle comunità locali e inclusione finanziaria

La trasformazione del sistema bancario italiano ha effetti diretti e spesso complessi sulle comunità locali. In molte aree interne, la chiusura di una filiale rischia di privare la cittadinanza di un punto di riferimento sociale, economico e inclusivo. Per anziani, piccoli imprenditori e abitanti dei centri minori, la presenza di uno sportello non solo facilita le operazioni di base (prelievo, versamento, pagamento utenze), ma garantisce la possibilità di confrontarsi con personale esperto e ricevere assistenza.

La rapida digitalizzazione dei servizi rischia di ampliare il divario tra chi è alfabetizzato digitalmente e chi, per ragioni anagrafiche, socio-economiche o infrastrutturali, fatica ad accedere alle nuove tecnologie. Per ovviare a queste criticità, associazioni di categoria, BCC e principali gruppi bancari stanno investendo in:

  • Progetti di educazione finanziaria e digitale
  • Soluzioni ibride come sportelli mobili e sportelli multifunzione per la condivisione di servizi tra più realtà territoriali
  • Incremento della consulenza on demand, che riduce l'isolamento e consente di presidiare territori meno serviti
Il settore bancario si trova così a dover armonizzare efficienza e redditività con un imprescindibile impegno a favore dell'inclusione e della coesione sociale.




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