Il rinnovo dei contratti statali prende forma con il confronto all'Aran del 20 gennaio 2026: tra trattative, aumenti retributivi, richieste sindacali, novità su IA e nuovi scenari per la Pubblica Amministrazione
Ieri, martedì 20 gennaio, presso la sede dell’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni (Aran), si è tenuto un nuovo e atteso incontro sul rinnovo contrattuale per il triennio 2025-2027 riservato al personale delle Funzioni Centrali. La riunione ha rappresentato un punto di snodo nelle trattative tra le delegazioni sindacali e la parte pubblica, avviando la discussione su tematiche centrali come le proposte di incremento salariale e il miglioramento delle condizioni di lavoro nel comparto di riferimento. Significativa l’attenzione alla valorizzazione della professionalità dei dipendenti pubblici, anche alla luce delle sfide dell’innovazione e della digitalizzazione nella Pubblica Amministrazione.
L’apertura dei lavori, dopo i precedenti incontri già tenutosi per il rinnovo del Ccnl Funzioni Centrali 2025-2027, ha visto la partecipazione delle principali sigle sindacali rappresentative (Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, FLP), dei vertici Aran e dei rappresentanti del Ministero per la Pubblica Amministrazione. Il confronto si colloca in un contesto segnato dall’obiettivo della chiusura tempestiva dei rinnovi contrattuali per garantire al personale di ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici, come INPS e INAIL, tutele effettive contro l’erosione del potere d’acquisto dovuta al recente andamento inflattivo.
Tra le priorità definite, emerge la necessità di:
| Anno | % di incremento | Aumento medio lordo mensile |
| 2025 | +1,8% | 55 euro |
| 2026 | +3,6% (cumulato) | 111 euro |
| 2027 | +5,4% (cumulato) | 167 euro |
Questi valori sono calcolati sull’attuale media retributiva annua di comparto, fissata a 42.255 euro, e riguarderanno tutto il personale delle Funzioni Centrali: ministeri, agenzie fiscali (come Agenzia delle Entrate e Dogane), enti pubblici non economici.
Alla parte economica vanno aggiunti gli effetti delle indennità già in busta paga, quali l’indennità di vacanza contrattuale (0,6% dal 1° aprile 2025, 1% dal 1° luglio, rispettivamente 14 e 21 euro lordi mensili). Gli incrementi saranno spalmati nell’arco dei tre anni, con massima attenzione all’adeguamento della retribuzione al costo della vita e all’equilibrio tra le diverse categorie professionali. I sindacati hanno sottolineato la necessità di vincolare tali aumenti all’effettivo andamento dell’inflazione e ad una rivalutazione degli elementi retributivi accessori e specifici per i singoli enti.
Un altro punto cardine della discussione ha riguardato le richieste avanzate dalle rappresentanze dei lavoratori su misure di welfare e qualità del lavoro. Le delegazioni hanno insistito su alcuni punti strategici:
Nel corso della riunione è stato affrontato un tema di importanza crescente: l’utilizzo dell’intelligenza artificiale all’interno delle amministrazioni.
Secondo quanto discusso, la digitalizzazione e l’adozione di strumenti IA devono:
La sessione di ieri si è conclusa con l’aggiornamento al prossimo incontro fissato per il 3 febbraio 2026. In tale data si affronteranno ulteriori aspetti di dettaglio sul riparto delle risorse e sull’articolazione delle tutele per specifiche categorie, nell’ottica di trovare una sintesi tra esigenze di sostenibilità dei costi pubblici e giusta valorizzazione delle risorse umane.
Le parti hanno manifestato l’intenzione di proseguire il confronto con ritmo serrato: