Aumenta nel 2026 il costo per riscattare i contributi per la pensione per i nuovi coefficienti attuariali allineati alla speranza di vita attuale: quali sono i periodi interessati
Nel 2026 aumentano gli oneri per chi decide di recuperare o regolarizzare periodi privi di contribuzione ai fini pensionistici. Tale incremento è la diretta conseguenza dell’aggiornamento dei coefficienti attuariali, strumenti che determinano quanto si deve versare per convertire periodi non coperti da contributi in anni utili alla pensione.
L’adeguamento di questi parametri era ormai atteso da tempo, essendo rimasti fermi dal 2007, mentre la demografia italiana è cambiata profondamente. L’allungamento della vita media, infatti, incide direttamente sull’importo richiesto dall’INPS e dagli altri enti per il riscatto dei contributi, poiché si assume che la pensione dovrà essere sostenuta per più anni rispetto al passato.
La normativa vigente prevede l’adeguamento del decreto ministeriale 31 agosto 2007, aggiornando, dopo quasi vent’anni, le tabelle su cui si fonda il costo delle operazioni di riscatto contributivo.
La revisione riguarda tutti i riscatti basati sui periodi coperti dal metodo retributivo (con anzianità anteriore al 1996), oltre che varie altre tipologie specifiche come:
I criteri di calcolo del riscatto dei contributi per periodi anteriori al 1996, in particolare quelli di anni universitari o lavori svolti all’estero, si basano sul cosiddetto metodo della riserva matematica. Si determina così l'importo che dovrà essere corrisposto per coprire il maggiore costo a carico dell’INPS legato alla futura pensione.
Questo procedimento prende le mosse da due elementi chiave:
Ne deriva che i nuovi coefficienti INPS determinano aumenti negli importi richiesti rispetto ai valori storici. La quantificazione precisa sarà comunicata con tabelle ufficiali, ma le simulazioni mostrano aumenti anche superiori al 15-20% su riscatti di identica durata, rispetto al passato.
L’intervento normativo del 2026 coinvolge una platea ampia di lavoratori e diverse tipologie contributive, delineando con precisione i soggetti interessati, che sono:
Il riscatto dei periodi di laurea precedenti al 1996 rappresenta uno degli ambiti maggiormente influenzati dai nuovi coefficienti attuariali. In questo caso, il lavoratore può scegliere tra:
Chi si avvicina al pensionamento e non può accedere alla tariffa agevolata deve quindi mettere in conto esborsi notevolmente maggiorati.
Nel contesto delle nuove norme attuariali il capitolo delle esperienze di lavoro maturate fuori dall’Italia e delle ricongiunzioni assume rilievo strategico. I periodi di attività svolti in Paesi extra UE senza convenzione possono essere totalizzati, ma solo tramite opportuna domanda e previo pagamento del riscatto secondo le nuove tabelle.
Chi ha avuto una carriera frammentata tra settori diversi o tra il pubblico e il privato, si trova spesso nella condizione di voler aggregare i periodi contributivi tramite la ricongiunzione. L’incremento dei coefficienti 2026 rende questa operazione più onerosa, specialmente per chi vuole ottimizzare i diritti pensionistici mantenendo la valorizzazione del periodo secondo il metodo retributivo. Ad esempio, per ricongiungere 5 anni di posizione assicurativa INPS a INPDAP o ex-ENPALS riferiti a periodi anteriori al 1996, si possono prevedere aumenti del 20% dei costi.
Le simulazioni dei costi per il riscatto contributivo nel 2026 mostrano la portata degli incrementi determinati dalle nuove normative:
| Profilo | Durata del riscatto | Metodo | Costo 2025 (€) | Costo 2026 (€) |
| Impiegato (40 anni, laurea pre-1996, retrib. lorda €35.000) | 4 anni | Riserva matematica | 28.000 | 34.000 |
| Quadro (45 anni, 5 anni estero extra-UE, retrib. €48.000) | 5 anni | Riserva matematica | 42.000 | 50.400 |
| Dipendente pubblico (50 anni, ricongiunzione 3 anni pre-1996) | 3 anni | Riserva matematica | 22.500 | 27.200 |
La tabella evidenzia aumenti dal 15 al 20% tra il vecchio e il nuovo metodo di calcolo, in linea con le anticipazioni pubblicate da INPS e fonti normative. Sono esclusi da questi rincari i riscatti in regime agevolato, che restano a tariffa fissa (circa 5.500 euro per anno riscattato), ma solo se si rinuncia all’intera quota retributiva, optando per il sistema contributivo puro.
Precisiamo che il calcolo definitivo per ciascun caso è molto individualizzato: età, sesso, retribuzione, anzianità contributiva già maturata e tempo che manca al pensionamento sono i fattori che più pesano nel determinare l’onere effettivo.