Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Usura e prestiti, aumentano i casi in Italia per cittadini, partite ive e aziende: come riconoscerla e difendersi

di Marcello Tansini pubblicato il

In Italia aumentano i casi di usura e prestiti illegali, colpendo famiglie, partite IVA e aziende. Le cause, segnali per riconoscerla, strumenti di tutela, prevenzione e ruolo fondamentale delle istituzioni nel contrasto.

Rimani aggiornato con BusinessOnline
Aggiungi come fonte
preferita su Google
X Instagram

Nel corso di questo ultimo anno 2025, l’Italia ha registrato una crescita significativa dei fenomeni riconducibili all’usura e alla richiesta di prestiti, sia legali che illegali. Il periodo delle festività e l’aumento generale dei costi della vita hanno imposto una pressione finanziaria maggiore su cittadini, lavoratori autonomi e imprese, spingendo molti verso forme di indebitamento rischiose. La difficoltà di accesso al credito bancario tradizionale e la riduzione della presenza fisica degli istituti di credito hanno reso i soggetti economicamente più fragili particolarmente vulnerabili nei confronti di prestatori non autorizzati e di organizzazioni criminali. I dati più recenti evidenziano infatti un incremento degli episodi di usura e delle situazioni di insolvenza, con ricadute gravi sul tessuto sociale e produttivo. 

Perché aumentano usura e prestiti: contesto sociale, economico e bancario

L’incremento delle pratiche usurarie e la crescente domanda di prestiti trovano radici profonde nelle recenti dinamiche sociali ed economiche italiane. Il perdurare di condizioni di incertezza, unitamente all’inflazione e all’aumento dei prezzi delle materie prime, ha reso più oneroso per famiglie e imprese far fronte alle spese ordinarie e straordinarie.

La desertificazione bancaria, fenomeno in forte ascesa dal 2012, si manifesta con la chiusura di migliaia di filiali, soprattutto nelle aree interne e nel Mezzogiorno: dal 2012 al 2024 gli sportelli bancari italiani sono passati da oltre 32.800 a meno di 19.700, penalizzando la clientela tradizionale e aggravando il divario d’accesso ai servizi finanziari.

Accedere a credito legale è diventato più complesso, specialmente per piccole imprese e privati residenti in zone svantaggiate. La difficoltà di dialogo con gli istituti di credito, spesso sostituiti da piattaforme digitali meno accessibili a categorie fragili (anziani, migranti, microimprese), ha aperto varchi sostanziali all’operato delle realtà criminali. Secondo dati Bankitalia, nel 2025 si stima che 165 mila piccole imprese del Sud siano a rischio usura proprio a causa della carenza di supporto bancario.

Le restrizioni normative della BCE, la riduzione degli impieghi vivi e la necessità per le banche di mantenere parametri prudenziali stringenti hanno portato a un aumento dei soggetti “segnalati in sofferenza” nei registri creditizi. Essere classificati come tali compromette ogni possibilità di accedere a nuovi finanziamenti, lasciando lavoratori autonomi e imprenditori senza alternative legali per reperire liquidità.

Il quadro sociale contribuisce ulteriormente ad alimentare la vulnerabilità: le pressioni legate alle festività, l’aumento dei costi e la precarizzazione del lavoro spingono molte famiglie e operatori economici a ricorrere a risorse finanziarie esterne, talvolta senza le opportune garanzie. I recenti interventi normativi puntano a rafforzare il presidio della legalità con nuove sanzioni contro truffe e usura, mentre la percezione di insicurezza cresce anche nei contesti urbani, come indicano i dati Confcommercio su furti, rapine e racket.

Il mix nocivo di carenza di credito, pressione sociale, chiusura delle filiali e aumento dei costi determina un terreno fertile per la proliferazione dell’usura, rendendo urgente il rafforzamento di reti di tutela per i soggetti più esposti.

Le categorie più colpite: famiglie, partite IVA e aziende

Il fenomeno dell’usura e dei prestiti a rischio coinvolge in modo trasversale la popolazione italiana, ma alcune categorie continuano a risultare particolarmente esposte:

  • Famiglie a basso reddito e pensionati: con l’aumento dei costi energetici e delle spese alimentari, i nuclei meno protetti sono costretti, in molti casi, a ricorrere a prestiti per far fronte alle necessità quotidiane oppure a spese eccezionali legate alle festività.
  • Lavoratori autonomi e partite IVA: la mancanza di entrate certe e la riduzione degli incassi, in particolare per commercianti e artigiani senza accesso garantito a tredicesime o ammortizzatori sociali, aumenta il rischio di indebitamento e di esclusione dal circuito creditizio tradizionale.
  • Piccole e medie aziende: sono tra i soggetti più penalizzati dalla contrazione del credito bancario e dalla desertificazione degli sportelli, che rende difficile sia gestire rapporti con consulenti che ottenere finanziamenti mirati. La classificazione tra i soggetti in sofferenza elimina ogni prospettiva di finanziamento regolare.
I dati delle associazioni di categoria segnalano che il fenomeno non riguarda solo fasce marginali ma interessa anche aree produttive avanzate dove la mancanza di pagamenti da parte dei committenti o la stagnazione del mercato innescano catene di insolvenza. Le imprese familiari, particolarmente diffuse in Italia, risultano spesso incapaci di gestire autonomamente situazioni di tensione finanziaria, esponendosi a rischi ulteriori.

Infine, la questione del digital divide penalizza chi non può ricorrere al banking online, rendendo ancora più difficile l’accesso a informazioni e strumenti di difesa nelle comunità rurali o tra i meno digitalizzati.

Come riconoscere situazioni di usura nei prestiti: segnali e rischi

Identificare tempestivamente una situazione di usura è essenziale per limitare i danni economici e personali. Spesso il rischio si annida dietro proposte di prestito apparentemente vantaggiose, ma caratterizzate da condizioni poco trasparenti.

  • Tassi di interesse eccessivi: la legge stabilisce un tasso soglia oltre il quale il prestito diventa illecito (articolo 644 c.p.). Anche gli interessi di mora sono soggetti a controllo, come più volte ribadito dalla Cassazione.
  • Richiesta di garanzie sproporzionate o di firme su documenti in bianco: sono pratiche diffuse nei casi di prestiti illegali e spesso preludono a comportamenti estorsivi.
  • Canali non ufficiali e mancanza di informazioni contrattuali: chi propone il finanziamento elude i normali controlli, utilizzando conoscenze personali o reti informali, senza fornire la documentazione di legge.
  • Richieste di restituzione improvvise o minacce in caso di ritardi nei pagamenti: il prestatore si mostra aggressivo e insiste su modalità di rimborso estranee ai circuiti formali.
  • Situazioni di isolamento o di vergogna da parte della vittima: chi cade vittima di usura tende a non parlarne e a sprofondare in una spirale di dipendenza e paura.
I rischi non si limitano alla sfera finanziaria ma si estendono in ambito psicologico, familiare e sociale, con pesanti ricadute su salute, relazioni e lavoro. Il superamento del tasso soglia può essere verificato anche su consulenza di associazioni di categoria o tramite la Centrale dei Rischi della Banca d’Italia. Conoscere i propri diritti e saper riconoscere queste dinamiche è il primo passo verso la tutela.

Difendersi dall'usura: prevenzione, fondi, tutele e ruolo delle istituzioni

Contrastare efficacemente il fenomeno dell’usura richiede un approccio integrato, in cui la prevenzione gioca un ruolo centrale accanto agli strumenti di tutela e ai supporti istituzionali. Tra le misure più efficaci:

  • Educazione finanziaria: promuovere conoscenze di base su prestiti, tassi e rischi consente a cittadini e imprese di distinguere tra offerte lecite e trappole illegali. Le campagne informative delle associazioni consumatori e la collaborazione tra ABI, MEF e enti locali sono strategiche.
  • Strumenti giuridici e tutela penale: l’articolo 644 c.p. e la legge 108/1996 costituiscono il quadro normativo di riferimento, prevedendo sanzioni severe per i responsabili e forme di tutela rafforzata per le vittime. Recenti aggiornamenti hanno introdotto nuove figure di supporto come il “tutor” che assiste le vittime anche nella gestione dei mutui e incentivi alla denuncia.
  • Fondo di prevenzione dell’usura: rifinanziato annualmente con risorse raccolte dalle sanzioni amministrative, fornisce garanzie statali per favorire l’accesso al credito legale a chi si trova in situazione di rischio. Sono oltre 40 milioni di euro le nuove risorse allocate per il 2025.
  • Presidio territoriale e rafforzamento delle associazioni antiusura: Fondazioni e Confidi operano come intermediari tra sistema bancario e soggetti vulnerabili, offrendo consulenza gratuita e percorsi di reinserimento economico legale.
  • Ruolo delle forze di polizia e delle autorità giudiziarie: la strategia di contrasto coinvolge anche il miglioramento dei sistemi di videosorveglianza, la presenza di presìdi nelle aree critiche e l’inasprimento delle pene previste per le attività usurarie, in linea con gli ultimi provvedimenti emanati dal Consiglio dei Ministri.
La prevenzione, insieme al coordinamento istituzionale e a un clima diffuso di fiducia nello Stato, è la chiave per scoraggiare fenomeni di illegalità e offrire una via d’uscita sicura a cittadini e attività produttive in difficoltà.

Gli strumenti di supporto: Fondo di prevenzione usura e incentivi pubblici

Il principale strumento operativo per sostenere famiglie e PMI a rischio è rappresentato dal Fondo per la prevenzione del fenomeno dell’usura, istituito dalla legge 108/1996 e gestito dal Dipartimento del Tesoro. Attraverso questo fondo, sono garantite risorse e garanzie statali utili per facilitare l’accesso a prestiti legali in condizioni di sicurezza e con tassi sostenibili, evitando la dipendenza da attori illegali.

I Confidi, le Associazioni e le Fondazioni costituiscono i canali attraverso cui le PMI e i privati cittadini possono presentare domanda di sostegno; i finanziamenti possono raggiungere un massimo di 40 mila euro per singola operazione, purché i soggetti siano considerati a elevato rischio finanziario sulla base di criteri condivisi con intermediari bancari.

Le risorse vengono ripartite annualmente con meccanismi che premiano l’efficienza, la capacità di utilizzo e la presenza di rischio usura sul territorio. Nel 2025, oltre 33 milioni di euro sono stati stanziati per garanzie su finanziamenti a favore di PMI e famiglie.

Ulteriori incentivi pubblici sono destinati alla rinegoziazione dei debiti, alla sospensione delle rate e al supporto nella riorganizzazione finanziaria. Recenti modifiche normative hanno rafforzato la trasparenza dei Confidi e la supervisione ministeriale sulle erogazioni, per garantire che i fondi arrivino a chi realmente ne ha bisogno.

La sinergia tra settore pubblico e realtà associative costituisce un presidio importante contro l’esclusione sociale ed economica dei soggetti più fragili.






Leggi anche

Marcello Tansini

Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...