Condono cartelle Fisco ufficiale 2021 in decreto Sostegno Governo Draghi a chi spetta e da quando

La misura che consente lo stralcio di 61 milioni di cartelle fiscali precedenti al 2010 fino alla soglia massima di 5.000 euro, per un valore complessivo di 70 miliardi di euro.

Condono cartelle Fisco ufficiale 2021 in

A chi spetta e da quando condono cartelle fisco ufficiale 2021?

Oggetto del provvedimento sono le cartelle fiscali fino a 5.000 euro emesse tra il 2000 e il 2010. I contribuenti interessati dal condono fiscale non devono presentare una domanda per aderire al condono.

Poco contano le terminologie che sono comunque oggetto di contrasto tra le forze parlamentari perché nei fatti si tratta di un condono fiscale. Tra i numerosi provvedimenti che hanno trovato spazio nel decreto Sostegni del governo Draghi c'è infatti provvedimento che riguarda le cartelle fiscali.

Sono due le coordinate che caratterizzano la misura. Da una parte l'importo piuttosto ridotto per aderire a questa opzione e dunque spazzare via i debiti accumulati e mai regolarizzati.

Dall'altra c'è invece la fascia temporale che è piuttosto ampia. Vediamo tutti i dettagli del nuovo condono governativo, ricordando che sono 61,5 milioni le cartelle fiscali riferite a carichi affidati alla riscossione all'Agenzia delle entrate che sono oggetto di questa misura:

  • A chi spetta e da quando condono cartelle fisco ufficiale 2021
  • Salta anche la riscossione coattiva con il nuovo condono 2021

A chi spetta e da quando condono cartelle fisco ufficiale 2021

Sono 3 i punti fermi del condono fiscale inserito del decreto Sostegni del governo Draghi. In prima battuta a essere oggetto del provvedimento sono le cartelle fiscali fino a 5.000 euro, ma con limite di reddito di 30.000 euro.

Di conseguenza riguardano misure come Imu e Tasi, Tari e multe stradali. In seconda battuta, il condono fiscale riguarda le cartelle emesse tra il 2000 e il 2010 e dunque si va piuttosto indietro nel tempo. In questo modo anche gli interessi accumulati sono destinati all'azzeramento.

Attenzione: gli anni di riferimento non vanno conteggiati dalla maturazione del debito bensì da quelli in cui il carico fiscale è stato affidato dall'ente impositore all'Agenzia delle entrate.

Infine, dal punto di vista strettamente procedurale i contribuenti interessati dal condono fiscale non devono presentare una domanda per aderire alla sanatoria.

Facciamo quindi presente che per controllare se i debiti sono stati davvero cancellati bisogna collegarsi all'area riservata del sito dell'Agenzia delle entrate utilizzando le proprie credenziali, ad esempio attraverso l'identità digitale dello Spid.

Dal punto di vista strettamente politico, la misura che consente lo stralcio di 61 milioni di cartelle fiscali precedenti al 2010 fino alla soglia massima di 5.000 euro, per un valore complessivo di 70 miliardi di euro è stata caldeggiata soprattutto da Movimento 5 Stelle, Forza Italia e Lega. Ma sull’ipotesi di condono il Partito democratico e Leu (Liberi e uguali) hanno spinto fino all'ultimo per un meccanismo più selettivo e non generalizzato

Salta anche la riscossione coattiva con il nuovo condono 2021

Un caso a parte è quello della riscossione coattiva che riescono a scampare tutti i contribuenti con cartelle esattoriali fino a 5.000 euro mai pagate nel periodo di riferimento individuato dal governo Draghi.

Ricordiamo infatti che per debiti fino a 1.000 euro le azioni cautelari ed esecutive sono possibili dopo 120 giorni dall'invio al contribuente del dettaglio del debito. Per iscrizione ipotecaria l'ipoteca può essere iscritta solo se il debito a ruolo è pari o superiore a 20.000 euro. Per espropriazione immobiliare l'espropriazione può essere eseguita solo se il debito iscritto a ruolo è pari o superiore a 120.000 euro, l'immobile non è abitazione principale in cui risiede il contribuente e non è di lusso, è stata iscritta ipoteca da almeno sei mesi.

Per la cancellazione del fermo amministrativo nessuna spesa a carico del debitore per cancellare il fermo. Infine per gli interessi di mora si determinano facendo riferimento al debito tributario al netto di sanzioni e interessi. Vale allora la pena ricordare che se il debitore vanta un credito nei confronto di un terzo, l'Agenzia delle entrate può recuperare la somma direttamente dal terzo entro i limiti dell'importo dovuto.

Le somme dovute a titolo di stipendio, salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro possono essere pignorate per un decimo per importi fino a 2.500 euro, un settimo per importi superiori a 2.500 e fino a 5.000 euro, un quindo per importi oltre i 5.000 euro.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il