Il rilancio di Banca Progetto è una tappa per il sistema bancario italiano, tra interventi del Fitd, ricapitalizzazione e sfide gestionali. Passaggi , attori e prospettive future.
L'evoluzione nella vicenda di Banca Progetto, istituto noto nell'ambito del digital banking italiano, rappresenta un esempio di collaborazione tra settore pubblico e privato per la salvaguardia della stabilità finanziaria. Posta in amministrazione straordinaria in seguito alle indagini su presunti finanziamenti illeciti e rischi legati alla qualità del credito, la banca milanese è stata al centro di un complesso intervento che ha visto attivarsi il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd).
Il progetto di rilancio, autorizzato dal Fitd su proposta delle autorità di vigilanza, prevede un ingresso strutturato delle principali banche italiane e del servicer Amco, con l'obiettivo di recuperare fiducia e garantire sicurezza a risparmiatori ed operatori economici. Questa iniziativa, promossa in stretto coordinamento con Bankitalia e il Ministero dell'Economia, si configura come un modello di intervento che protegge depositanti e rafforza l'integrità del sistema bancario nazionale.
L'intervento del Fitd è stato decisivo per il consolidamento della fiducia nel sistema di tutela dei depositi, garantendo che lo scenario potenzialmente destabilizzante della crisi non si riversasse sui conti dei risparmiatori. Dopo essere stata posta sotto amministrazione straordinaria da Bankitalia, Banca Progetto ha beneficiato di una soluzione che ha coinvolto in modo congiunto le cinque principali banche italiane (Intesa Sanpaolo, UniCredit, Bper Banca, Banco BPM e Mps) e Amco, società specializzata nel recupero di crediti deteriorati e partecipata dal Tesoro. Il Fitd, grazie al suo mandato di prevenzione e salvaguardia del sistema, ha fornito il supporto necessario per la ricapitalizzazione e la stabilizzazione, suddividendo l'onere finanziario tra più soggetti privati.
Il fondo di apporto sottoscritto al 50% dagli istituti bancari leader di mercato e, per il restante 50%, da Amco, testimonia una sinergia pubblico-privato rara per dimensioni e rapidità di attuazione. Il meccanismo adottato permette non solo la tutela degli interessi dei depositanti, ma riduce anche i rischi di effetti domino sul sistema finanziario, confermando la funzione centrale del Fitd come presidio degli equilibri bancari nel contesto nazionale italiano.
L'operazione di rilancio di Banca Progetto si articola su un percorso scandito da procedure rigorose e ben definite:
Nel biennio precedente, Banca Progetto ha attraversato un periodo di instabilità gestionale e patrimoniale, acuito da sospetti finanziamenti illeciti e una crescita eccessiva della raccolta senza adeguati presidi di controllo del rischio. Gli indicatori di qualità del credito erano scesi sotto i limiti regolamentari, con perdite non registrate a bilancio superiori a 110 milioni di euro, spingendo Bankitalia a nominare commissari straordinari e ad avviare verifiche estese sugli attivi e sulla governance. La tutela dei depositanti e della reputazione dell'intero comparto ha imposto una risposta tempestiva, per evitare che una crisi circoscritta degenerasse in uno shock sistemico.
La presenza di consistenti garanzie pubbliche, soprattutto su finanziamenti a piccole e medie imprese, ha reso la soluzione più delicata: errori procedurali e possibili frodi, oggetto di indagini giudiziarie, hanno richiesto un approccio di sistema, volto a mitigare i rischi e ripristinare condizioni di sostenibilità per l'istituto e per il mercato.
L'ammontare definitivo dell'operazione di rilancio, inizialmente stimato intorno ai 400 milioni di euro, si attesta ora attorno al miliardo di euro. Questa revisione si è resa necessaria dopo approfondite analisi sulla composizione del bilancio e sul valore effettivo degli attivi deteriorati. La tabella sottostante sintetizza la ripartizione delle quote e le principali voci di intervento:
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Componente |
Quota/Importo |
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Cinque principali banche |
50% del fondo di apporto |
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Amco |
50% del fondo di apporto |
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Derisking Npl |
~1,5 miliardi (valore nominale) |
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Fabbisogno finale |
~1 miliardo* |
Distribuire oneri e rischi tra istituti di credito di primaria importanza e un operatore pubblico come Amco consente di minimizzare l'effetto sul sistema, riducendo il rischio reputazionale e patrimoniale che avrebbe potuto colpire in modo asimmetrico il mercato. L'intervento si inserisce in un quadro di norme che regolano la solidarietà e la competitività tra gli operatori bancari, evitando ricadute negative sulle finanze pubbliche e preservando così la sostenibilità a lungo termine.
Secondo lo schema presentato e approvato dagli organi decisionali, la fase esecutiva dell'operazione dovrebbe concludersi entro l'inizio di febbraio. Le tappe fondamentali ancora da percorrere sono:
La partita per il futuro dell'istituto ha visto l'attivazione di molteplici figure :