Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Multe e sanzioni fiscali: rigidità e controlli sui meno benestanti e poca severità nei confronti dei più ricchi

WhatsApp X Telegram
di Marianna Quatraro pubblicato il
Multe sanzioni fiscali controlli

I controlli fiscali penalizzano i contribuenti meno benestanti e puntano poco sui più ricchi: la situazione attuale

L'ultima denuncia dell’Alleanza contro la povertà, dopo l’analisi dei dati dell’Osservatorio sulle entrate fiscali del Centro studi e ricerche itinerari previdenziali, ha riportato all’attenzione pubblica una situazione di crescente squilibrio. L’organizzazione ha sottolineato come, nel sistema italiano, le imposte dirette gravino soprattutto sulle fasce di reddito medio-basse, mentre i contribuenti più abbienti godono di regimi di favore o sfuggono con maggiore facilità alle verifiche e ai controlli fiscali.

Secondo l’ultima rilevazione, quasi la metà della popolazione, il 47%, non versa alcuna imposta sul reddito (Irpef), mentre la pressione fiscale si concentra in misura sproporzionata su lavoratori dipendenti, pensionati e piccole imprese.

Numeri chiave: La distribuzione del carico fiscale e l’attenzione selettiva dei controlli

Secondo recenti studi, il 7% della popolazione, circa 2,9 milioni di contribuenti, a partire da redditi lordi annui di 76.000 euro, versa, in termini percentuali, una quota d’imposta inferiore rispetto ai contribuenti della fascia media o bassa. Questo fenomeno si discosta dalla tendenza di altri paesi avanzati, dove solitamente sono solo l’1-2% più ricchi a beneficiare di simili vantaggi.

Una tabella riassuntiva può aiutare a visualizzare la sproporzione nel carico fiscale effettivo:

Fascia di reddito Percentuale su popolazione Aliquota effettiva media (%)
0 – 15.000 € ~34% 0-5
15.001 – 30.000 € ~27% 8-18
30.001 – 75.000 € ~24% 20-28
Oltre 76.000 € 7% 15-26

I dati confermano che i controlli sulle fasce oltre i 76.000 euro risultano inferiori rispetto a quelli destinati ai contribuenti a reddito più basso, accrescendo il senso di iniquità del sistema.

I ricchi pagano meno

Il sistema tributario italiano, pur presentando una struttura formalmente progressiva, è stato negli anni oggetto di numerose modifiche che ne hanno ridotto l’efficacia perequativa. Deduzioni, regimi sostitutivi e agevolazioni dedicate a specifiche categorie, autonomi, esercenti piccole attività, grandi investitori, ha permesso a una fascia relativamente ampia di contribuenti con redditi medio-alti e alti di ridurre drasticamente la quota di imposte dovute.

Le strategie di elusione si muovono su due fronti principali:

  • Utilizzo di società di comodo e trust, spesso con sedi in giurisdizioni a fiscalità agevolata;
  • Adozione di regimi fiscali opzionali come la flat tax per i cittadini ad elevato patrimonio e per i cosiddetti “impatriati”;
  • Elusione ed evasione fiscale attraverso lo spostamento di asset e l’occultamento di redditi, soprattutto nei settori meno tracciabili.

Controlli fiscali: perché i meno abbienti sono più controllati

L’efficacia dei controlli fiscali in Italia appare inversamente proporzionale al livello di reddito: le verifiche fiscali sono concentrate soprattutto su lavoratori dipendenti, pensionati, piccole imprese e soggetti economicamente fragili. Questo accade principalmente per tre motivi:
  • La maggior parte dei redditi bassi è già sottoposta a trattenuta alla fonte, rendendo di fatto impossibile praticare forme di evasione;
  • I sistemi informatici dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza sono più orientati a intercettare discrepanze nei modelli dichiarativi delle fasce medio-basse (730 e CU), lasciando più margini alle sofisticate pianificazioni dei grandi contribuenti;
  • Le attività di controllo estensive richiedono competenze, risorse e strumenti che spesso sono limitati nei confronti delle grandi fortune e dei patrimoni articolati a livello internazionale.
Questo approccio comporta una evidente sproporzione tra i controlli fiscali più sui meno benestanti che sui ricchi, come dimostrano i dati sulle verifiche effettuate negli ultimi anni. Nel 2023, meno del 3% degli accertamenti fiscali ha riguardato patrimoni di oltre un milione di euro, mentre sono aumentate le sanzioni per inadempimenti lievi di piccoli contribuenti, quali dimenticanze o errori di calcolo, che non costituiscono evasione strutturale.

 






Leggi anche

Marianna Quatraro

Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...