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Pensioni 2012-2013: calcolo assegno con Riforma Fornero. Attesa per possibile modifica del Decreto

In pensione prima. Ma a quanto ammonterà l’assegno pensionistico?



Mentre da settimane si parla della possibilità da parte dei partiti, Pd e Pdl, di cambiare la riforma delle pensioni firmata dal ministro Fornero e per farlo hanno già presentato alla Camera 5 articoli che unificano le proposte di legge Damiano, Dozzo (Lega) e Paladini (Idv) e che hanno ricevuto anche il voto di Pdl (tranne Giuliano Cazzola), Udc, Fli, Pt (Popolo e territorio), che propongono un ulteriore ampliamento della platea degli esodati da salvaguardare e un nuovo canale di pensionamento che riporta in vita la possibilità di lasciare il lavoro a 58 anni, secondo quanto riportato da Il fatto quotidiano, ricevere una pensione dignitosa sarà davvero un miraggio.

Sembra, infatti, dai calcoli elaborati, che le pensioni che verranno percepite non saranno molto consistenti. Per fare un esempio? Chi magari oggi guadagna sui 2.500 euro potrebbe prenderne solo 688 di pensione. Inoltre, per avere una pensione dignitosa, il lavoratore dovrà aver versato nel corso della sua vita lavorativa almeno 300-400 mila euro di contributi, come ha spiegato Temistocle Bussino, docente della Bocconi in materia previdenziale.

“Ma una cifra del genere è difficilmente raggiungibile per un lavoratore dipendente, per chi ha altri contratti di lavoro è sostanzialmente impossibile”. Per Bussino in Italia, dopo il passaggio a un sistema esclusivamente contributivo, è di fondamentale importanza una previdenza complementare che vada a integrare quella erogata dallo Stato: “Allo stato attuale delle cose, ma è molto probabile che cambino da qui al 2030, la pensione è inferiore al 50% dell’ultimo stipendio percepito”.

Intanto, la nuova proposta dei partiti sulle pensioni vorrebbe introdurre la sperimentazione fino al 2017 della possibilità di andare in pensione prima per uomini e donne: per i lavoratori dipendenti 58 anni (57 le donne) fino a tutto il 2015 e poi 59 (58 le donne) fino alla fine del 2017, purché si siano raggiunti però 35 anni di contributi e ricevendo un assegno più leggero.

Oggi con la riforma Fornero per andare in pensione anticipata, invece, ci vogliono almeno 42 anni e un mese di contributi (41 e un mese per le donne) e 62 anni di età (sotto scattano le penalizzazioni).

Autoore:

Marianna Quatraro

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Autore: Marianna Quatraro
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