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Esodati: Governo Letta deve attivare decreti Fornero ma pensare anche a salvaguardia di 300mila

Come risolvere la questione esodati: governo Letta a lavoro



Risolvere la questione esodati, una volta per tutte, agendo su due fronti: attivare i tre decreti del precedente governo Monti, volti alla salvaguardia di 130mila persone individuate attraverso le tre platee di 65mila primi beneficiari, 55mila e ultimi 10mila, e pensando a come reperire nuove risorse per tutelare anche i 300mila attualmente rimasti fuori, secondo le stime di Cgil e Ragioneria dello stato.

La situazione al momento sembra ancora piuttosto lunga e complessa, soprattutto perché non si sa quale sia la priorità da affrontare, se i primi 130mila salvaguardati ma ancora in attesa di ricevere effettivamente la pensione o nuovi fondi per sostenere chi rischia ancora di rimanere senza pensione e senza lavoro.

Al momento, infatti, dei primi 65mila tutelati ‘solo’ 62mila hanno effettivamente ricevuto la tutela. Ne sono rimasti, dunque, esclusi 3mila. Su richiesta, infatti, del neo ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, l'Inps ha comunicato che dei 65mila salvaguardati del giugno scorso i salvaguardati reali sono solo 62mila.

E, sempre l’Istituto, ha certificato che i salvaguardati che hanno ricevuto la pensione al 7 maggio 2013, cioè a quasi un anno dal decreto, erano solo 7.254, l'11% del totale.

Allo studio del governo, per risolvere la questione esodati, vi è una proposta per favorire le uscite anticipate dal lavoro, che comunque prevederanno penalizzazioni negli assegni per chi esce prima, o di stimolare al prolungamento del rapporto di lavoro oltre età, prevedendo in questo caso un incremento dell’assegno.

Ciò che al momento, inoltre, si sa, è che la platea degli esodati salvaguardati non verrà allargata in maniera considerevole, per cui per migliaia di lavoratori si prospetta ancora una lunga attesa.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il