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Esodati: reddito minimo rilanciato da Giovannini e Governo Letta come soluzione possibile

Reddito minimo per nuovi esodati senza lavoro e senza pensione: cosa prevede e chi può riceverlo



Considerando le tensioni attuali interne all’esecutivo, se il governo dovesse cadere la risoluzione della questione esodati sarebbe a rischio. Nonostante l’esercito dei 130 salvaguardati dai decreti del governo Monti, e la definita quarta tranche di tutelati individuata, anche se bloccata, sono in realtà pochissimi i salvaguardati che, allo scorso 10 giugno, hanno effettivamente ricevuto la pensione.

I dati parlano dell’8% del totale, cioè di una platea di appena 11.384 persone. E mentre gli ultimi 10.130 esodati che rientrano nel terzo decreto dell’ex governo Monti dovranno presentare  domanda per la pensione alla Direzione Territoriale del Lavoro del loro territorio, entro il 25 settembre, tutto è sospeso per coloro che rientrano nella quarta tranche di esodati prevista dal dl n.102/2013, cioè per 6.500 soggetti, e Confcommercio ha lanciato, proprio qualche giorno fa, un nuovo allarme sui cosiddetti esodati del commercio, cioè per tutti quei lavoratori autonomi che, dopo aver cessato l'attività e aver restituito alle autorità licenze e autorizzazioni, si trovano senza fonti di reddito e senza pensione, per sostenere coloro in difficoltà economica ed eventuali nuovi esodati che potrebbero ritrovarsi contemporaneamente senza stipendio e senza pensione, il ministro Giovannini pensa ad un reddito minimo che potrebbe garantire loro sussistenza.

Questa forma di aiuto, sostegno per l'inclusione attiva (Sia), sarebbe stata pensata per colmare una carenza nel sistema di protezione sociale italiano, e, poichè non si tratta di un reddito di cittadinanza incondizionato, ma di un programma di inserimento sociale e lavorativo, coinvolgerebbe anche coloro che a causa di errori di formulazione della nuova riforma pensionistica si ritrovano oggi senza lavoro.

Ma anche senza i requisiti necessari per accedere alla pensione e dunque quasi in quella condizione di povertà che potrebbe essere sostenuta da questo nuovo strumento.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il