Le leggi che regolano l'eredità in mancanza di un testamento in vigore nel 2021-2022

Successione e quote di legittima per regolare l’eredità in mancanza di testamento: cosa prevedono leggi in vigore e chiarimenti

Le leggi che regolano l'eredità in manca

Quali sono le leggi che regolano l'eredità in mancanza di un testamento?

Le leggi che regolano l'eredità in mancanza di un testamento sono quelle della successione per quote di legittima. Si tratta di percentuali di eredità che spettano, per legge, di diritto agli eredi legittimari e che si devono sempre rispettare, anche in minima parte e  in presenza di testamento. 
 

Quali sono le leggi che regolano l'eredità in mancanza di un testamento? Le leggi che regolano l'eredità in mancanza di un testamento sono quelle della successione ereditaria legittima, quando cioè la successione dell'eredità deve avvenire senza testamento dividendo le quote ereditarie per ogni erede in base all'asse ereditario. 

  • Eredità in mancanza di testamento leggi in vigore
  • Quote di legittima per eredità in mancanza di testamento

Eredità in mancanza di testamento leggi in vigore

Quando una persona muore e non lascia testamento per la divisione dell’eredità, allora la successione dell’eredità avviene rispettano le quote legittime fissate in percentuali determinate ai diversi familiari del defunto in base all’asse familiare.

Secondo quanto previsto dalla legge in vigore nel 2021-2022, le quota di eredità o altri diritti nella successione spettano al coniuge, ai figli legittimi, ai figli naturali, agli ascendenti legittimi. I figli legittimati e adottivi sono equiparati ai figli legittimi. 

In particolare, in caso di eredità senza testamento le quote di eredità si dividono in base a parenti in vita e grado di parentela rispetto al defunto e relative percentuali. Le quote di legittima rappresentano, infatti, la parte di eredità che spetta di diritto agli eredi legittimari e che si devono sempre rispettare, anche in presenza di testamento.

Generalmente le quote di legittima per la successione dell'eredità privilegiano nella successione il coniuge superstite, marito o moglie, e i figli e nel caso di successione legittima senza testamento variano in base al grado del legame che unisce il defunto all'erede e a quanti coeredi siano presenti. Il Codice Civile stabilisce, infatti, che nella successione legittima, l'eredità spetti prima a coniuge, discendenti (figli), legittimi e naturali, e poi ascendenti (legittimi), collaterali, agli altri parenti e allo Stato, secondo un preciso ordine. 

Quote di legittima per eredità in mancanza di testamento

In particolare, secondo le leggi in vigore, se alla scomparsa di un coniuge non vi siano figli, fratelli e altri ascendenti del defunto, al coniuge superstite spetta il 100% dell’eredità, mentre, in presenza di coniuge superstite e di un figlio unico, l’eredità spetta al 50% al coniuge superstite e l’altro 50% all’unico figlio.

In presenza, però, di coniuge superstite, di due o più figli, il 50% dell’eredità va al coniuge superstite mentre la restante parte deve essere divisa in parti uguali tra i figli; invece, in presenza di coniuge superstite e di uno o più fratelli del defunto (in assenza di figli), 2/3 dell’eredità e il diritto di abitazione vanno al coniuge superstite, mentre 1/3 di eredità deve essere ripartita tra fratelli in parti uguali. 

In assenza di figli e coniuge e di ascendenti e collaterali, l’eredità senza testamento spetta ai parenti fino al sesto grado in base ai legami di parentela più prossimi, partendo cioè dagli zii, per arrivare ai parenti in terzo grado, cugini, parenti di quarto grado, ecc, fino al devolvere l’eredità allo Stato.

Precisiamo, infine, che per la successione di una eredità senza testamento, al convivente non spetta alcun bene del patrimonio ereditario del defunto mentre per i figli il discorso è diverso: i figli, pur fuori dal matrimonio, vengono considerati eredi e spettano loro le stesse quote di eredità spettanti ai figli nati nel matrimonio a condizione che al momento della scomparsa del defunto il concepimento sia già avvenuto o che il figlio nasca entro un anno dalla morte del defunto. 





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il