Scenari economici, rischi globali e opportunità guideranno le scelte d'investimento nel 2026: azioni, obbligazioni, materie prime, oro e criptovalute, secondo le analisi e i consigli di esperti.
Dodici mesi fa, il portafoglio tipo era improntato alla cautela per effetto di inflazione, dazi e tensioni geopolitiche. Ora, gli addetti ai lavori concordano sull'opportunità di aumentare il peso dell'azionario, pur mantenendo un'attenzione bilanciata al rischio. Secondo Emilio Franco, amministratore delegato di Mediobanca Sgr, «le condizioni macroeconomiche globali tendono a favorire una maggiore esposizione alle azioni rispetto alle obbligazioni». Strategie mirate e una selezione accurata degli asset dominano le scelte degli investitori istituzionali, mentre la crescente diffusione dell'innovazione, guidata dall'IA, contribuisce a rafforzare il clima di maggiore fiducia. La diversificazione resta una regola aurea nella strutturazione dei portafogli, come sottolineato da Roberta Gastaldello (Capital Group): «ogni investimento va valutato all'interno di un quadro globale».
Non esiste una risposta univoca su come investire nel nuovo anno: bilanciare la ricerca del rendimento con la protezione del capitale, sfruttando le prospettive offerte da azioni, obbligazioni, oro, immobili, criptovalute e altre materie prime, rappresenta la strada consigliata dagli esperti più autorevoli.
L'attuale contesto internazionale riflette una complessità frutto di tensioni geopolitiche persistenti, oscillazioni valutarie e una crescita economica moderata. Secondo dati diffusi dal FMI, il PIL mondiale è previsto in moderato aumento (+3,1%), guidato principalmente dai mercati emergenti. Tuttavia, a pesare sulle strategie restano le incognite legate a debiti pubblici elevati, pressioni inflazionistiche residue e il permanere dei conflitti in Ucraina e Medio Oriente.
Gli esperti coinvolti dal sondaggio annuale de L'Economia del Corriere della Sera identificano tra i maggiori rischi per gli investitori:
Il dibattito sulla possibile bolla tech è al centro della discussione tra analisti: il comparto legato all'intelligenza artificiale ha segnato una crescita impetuosa dal 2022, ma il rischio di concentrazione è elevato, con pochi titoli che pesano fino al 36% degli indici statunitensi. Giorgio Bensa (Ersel am) rileva che l'interesse per l'AI resta altissimo e non sono da escludere eccessi speculativi. Tuttavia, il mercato ha ancora tratti sani, con investimenti massicci e selezione in atto tra le aziende.
Le principali aziende statunitensi - Alphabet, Amazon, Microsoft - conservano vantaggi grazie alla capacità di autofinanziare lo sviluppo, mentre tra i fornitori tecnologici la selezione avvantaggia realtà solide come Oracle e CrowdStrike. Nei portafogli, si segnala una crescita del peso dell'azionario dal 20% del 2025 al 39% attuale, come evidenziato nelle rilevazioni di Borsa Italiana e nell'analisi di Alberto Villa (Intermonte). “Le azioni - osserva Villa - restano componenti centrali grazie all'apporto dell'economia reale e all'impatto di nuove tecnologie sulla produttività, offrendo protezione dall'inflazione e rendimenti superiori a quelli dei bond”.
Le rotazioni settoriali suggerite dai gestori sono influenzate dai cambi di scenario macroeconomico:
Il segmento del reddito fisso evolve all'interno di un quadro di tassi in calo. Se nel 2025 la prudenza prevaleva per effetto della stretta monetaria, oggi la discesa dei rendimenti sancisce il ritorno della selettività nell'obbligazionario. Antonella Manganelli (Payden & Rygel Italia) sottolinea la necessità di bilanciare durata e rischio di credito per gestire la volatilità legata ai movimenti inattesi delle banche centrali e all'eventuale deterioramento macroeconomico:
L'evoluzione più significativa del 2026 riguarda l'ammissione delle criptovalute nei portafogli modello. Secondo lo studio condotto da James Butterfill (CoinShares), la loro presenza come asset alternativo si attesta intorno al 5%, incorporando sia il potenziale di rivalutazione che il valore della tecnologia sottostante.
“La convergenza tra blockchain pubbliche e finanza tradizionale rappresenta una rivoluzione crescente”, spiega Butterfill, specificando che la tokenizzazione degli asset e l'ascesa delle stablecoin sono i trend chiave osservati per il 2026. Elementi come la crescente regolamentazione europea, l'adozione istituzionale e l'integrazione nei prodotti di investimento agiscono da moltiplicatori dell'interesse anche tra operatori più cauti. Nell'asset allocation, le criptovalute fungono da veicolo di diversificazione destinato, secondo diversi esperti, a rimanere in posizione strutturale anche nei portafogli più prudenti.
Il confronto tra i 54 specialisti internazionali intervistati da L'Economia del Corriere della Sera rivela una composizione tipo che può essere riassunta nella seguente tabella:
|
Asset Class |
Peso (%) |
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Azioni |
39 |
|
Obbligazioni governative |
15 |
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Corporate bond |
18 |
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Obbligazioni inflation-linked |
6 |
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Asset privati & immobiliari |
7 |
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Materie prime (incluso oro) |
5 |
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Criptovalute |
5 |
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Liquidità |
5 |
L'approccio suggerito è centrato su:
Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...