Sono poche le risorse economiche realmente disponibili per l'attuazione di tutte le misure che si vorrebbero inserire nella prossima Manovra 2026: le ipotesi e i costi
L’elaborazione della Manovra Finanziaria 2026 rappresenta per l’esecutivo una sfida complessa, in cui si intrecciano aspettative sociali, pressioni economiche e vincoli imposti dall’Unione Europea. Il quadro di riferimento è determinato sia dalla necessità di sostenere il potere d’acquisto delle famiglie italiane, duramente colpite dall’inflazione e dall’erosione dei salari reali, sia dalla priorità di mantenere la solidità dei conti pubblici.
In tale contesto vengono analizzate le principali misure sul tavolo: dalla riforma dell’Irpef ai nuovi criteri sulla rottamazione dei debiti fiscali, dalla revisione delle pensioni alla proroga dei bonus edilizi, fino alle modifiche dell’ISEE e agli interventi sul welfare aziendale.
La questione delle coperture resta centrale nel processo di predisposizione delle misure finanziarie per il 2026. La Ragioneria dello Stato ha ribadito la necessità di una pianificazione rigorosa, evitando l’aumento del debito e imponendo tagli o risparmi equivalenti a ogni nuova spesa. Tuttavia, le misure più discusse, come la riforma Irpef e la rottamazione quinquies, richiedono risorse ingenti, che superano la disponibilità delle entrate ordinarie.
Per affrontare tale squilibrio, il governo discute:
Ci sarebbe anche un tesoretto del valore di 13miliardi di euro che, però, come già stato spiegato, non verrebbe usato per l'attuazione delle misure in discussione nella prossima Manovra 2026 quanto per la riduzione del debito pubblico italiano.
Tra le proposte più rilevanti in discussione spicca la revisione dell'Irpef, con l’obiettivo di alleggerire la pressione fiscale per i contribuenti di fascia media. La misura intende ridurre l’aliquota intermedia dal 35% al 33% sui redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro, con possibile estensione dello scaglione fino a 60.000 euro annui. Le modifiche prevederebbero, dunque:
Un’altra delle misure di maggior rilievo è la quinta edizione della rottamazione dei debiti fiscali, denominata rottamazione quinquies. L’obiettivo dichiarato è ridurre le cartelle esattoriali ancora da riscuotere agevolando la regolarizzazione per i contribuenti in difficoltà e le caratteristiche sarebbero le seguenti:
L’approvazione della misura appare probabile, ma subordinata all’applicazione di criteri selettivi in grado di garantire equità ed evitare condoni generalizzati.
Passando alle novità per le pensioni nella prossima Manovra, le proposte più concrete in discussioni sono principalmente:
La proroga dei bonus edilizi costituisce un ulteriore elemento di attenzione nel quadro della manovra. Le ipotesi per il 2026 prevedono di mantenere la detrazione al 50% per le ristrutturazioni sulla prima casa fino al 2027, mentre le agevolazioni per le seconde case subirebbero una riduzione (detrazione al 30%). Per i condomini e la riqualificazione energetica si attende ancora un chiarimento sulle nuove aliquote.
Il costo complessivo dei bonus edilizi comporta un impatto annuale sull’erario stimato tra 5 e 7 miliardi di euro, in base al volume degli interventi autorizzati. Tuttavia, la proroga, secondo le valutazioni del MEF, può essere finanziata solo a condizione che vengano definite clausole più rigide per l’accesso e meccanismi di compensazione tra entrate e uscite fiscali.
Anche il calcolo dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) è oggetto di revisione, con impatti diretti sull’accesso alle prestazioni sociali e sui criteri di equità distributiva. Le ipotesi più accreditate prevedono la cancellazione della prima casa dal patrimonio immobiliare rilevante ai fini ISEE, nella prospettiva di ampliare la platea di famiglie ammesse ai benefici.
L’esclusione della prima casa comporterebbe una variazione significativa dell’indicatore per milioni di nuclei familiari, in particolare quelli residenti nelle aree metropolitane dove la proprietà immobiliare pesa maggiormente sul calcolo. Si attendono poi nuovi parametri per la valutazione dei redditi e dei patrimoni mobiliari, insieme a una semplificazione degli adempimenti burocratici per la presentazione della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica).
Le misure per la prossima Manovra 2026 interessano anche il lavoro includendo la revisione dei meccanismi di premialità aziendale e la disciplina dei cosiddetti fringe benefit, strumenti ormai cruciali per la competitività delle imprese e il benessere dei lavoratori, per cui:
Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...