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Pensioni ultime notizie su mini pensioni, quota 41, ricongiunzioni, quota 41 Marcon, Gnecchi, Tripiedi, Melilla

Il confronto sulle pensioni continua a rimanere molto acceso ma non Ŕ chiaro quale novitÓ riuscirÓ a trovare spazio.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 10:44): Accanto alle questioni universale, ovvero per tutti, bisogna anche sistemare alcune questioni particolari per le novità per le pensioni ed è questo il concetto espresso da Melilla. Il vero punto, però, è, comunque, non rischiare di trovare singole soluzione epr particlare categorie per creare nuovi oprivilegi ma trovare risposte per tutti coloro che hanno fatto lavori pesanti o i cosidetti quota 41 in maniera universale come sembra stiano cercando di fare i tecnici impegnati sul tema in base alle ultime notizie e ultimissime.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:53): Per quanto riguarda l'On. Gnecchi nelle sue ultime affermazioni ha posto l'accento sia sull'importanza delle ricongiuzioni di cui si sta occupando direttamente con il secondo Comitato Ristretto che sulle penalità che non devono essere eccessivamente alte per le novità per le pensioni quota 100 e mini pensioni come potrebbe sembrare di capire dalle ultime notizie e ultimissime dei tecnici della maggioranza che se ne stanno occupando.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:34): Le affermazioni più interessanti anche per capire concretamente il futuro delle novità per le pensioni sono quelle che sono state espresse ufficialmente nelle Aule per approvare la prima bozza della manovra. E, dunque, abbiamo deciso di riportare le ultime notizie e ultimissime in base a quanto indicato sia dalla maggioranza, che dalla sua opposizione interna che da quella esterna.

Il dibattito sulle novità pensioni è aperto ma tra disagi sociali e necessità di far quadrare i conti non è affatto chiaro il risultato finale. Appare sfiduciato Gianni Melilla di Sinistra Ecologia e Libertà secondo cui, a parte qualche annuncio di facciata molto poco è stato fatto e sarà fatto per cambiare le pensioni. Le penalità crescenti a seconda che si esca per disoccupazione o per scelta, così come prospettato dall'esecutivo, restano ancora tutte da scoprire. Per Davide Tripiedi del Movimento 5 Stelle il rischio che si profila è quello di uno scontro generazionale, ma l'auspicio è quello del totale ribaltamento delle norme attuali.

In prima fila c'è anche Marialuisa Gnecchi del Partito democratico che continua a chiedere l'ammorbidimento dei requisiti in vigore per il congedo ovvero la revisione delle norme sulle penalizzazioni per chi decide di congedarsi un po' prima rispetto a quanto ora previsto. Non indica suggerimenti precisi, come quota 100, mini pensioni per gli over 55 senza assegno previdenziale e senza occupazione, quota 41 per chi ha iniziato a lavorare in giovane età. Quel che è certo è la continua sottolineatura alla necessità di rispettare le esigenze di bilancio. A oggi non ci sono grandi spazi di manovra per introdurre novità pensioni.

Secondo Giulio Maron di Sinistra Ecologia e Libertà, ci sono ancora troppe questioni senza risposte sulle novità pensioni. Ad attendere un riscontro, ricorda, sono i macchinisti dei treni, i lavoratori delle imprese di pulizia delle scuole, gli esodati e i quota 96 ovvero quei lavoratori che, nonostante il compimento di 61 anni d'età e il raggiungimento di 35 anni di contributi previsti dalla normativa di riferimento, non sono andati in pensione a causa dell'introduzione delle norme contenute nella legge attuale sulla previdenza, che non hanno tenuto conto della peculiarità del calendario scolastico.

E poi c'è il capitolo aperto di chi svolge attività considerate usuranti o è impiegato per un numero minimo di notti durante l'anno, rispetto a cui sono previste delle agevolazioni. La pensione si raggiunge sommando età e anni di contributi. Nel 2016 si parte da una quota minima di 97,6 con almeno 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi, per i lavoratori dipendenti. Peraltro le domande presentate negli ultimi anni sono sensibilmente inferiori ai fondi messi a disposizione per la copertura dei relativi costi previdenziali. La richiesta è quella di un miglior riconoscimento delle peculiarità della posizione.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il