BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie Governo Renzi: Poletti no a modifiche, mentre per Ministro Madia sì

Il ministro Madia torna a ribadire l’importanza del suo piano prepensionamenti ma per ministro del Lavoro Poletti sulle pensioni “Non c’è cantiere da aprire”




Continua il dibattito sulla questione pensioni e, mentre si attendono risposte concrete sui pensionandi di Quota 96, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, torna a ribadire possibili interventi, anche se non prioritari e forse ben lontani da quelle richieste di uscita anticipata e flessibile avanzate da tanti.

Ciò su cui invece si focalizza sono le nuove possibilità che si prospettano per i giovani e annuncia: “Il primo maggio, giorno delle festa del lavoro, partirà il piano Garanzia giovani che offrirà a tutti i ragazzi tra i 15 e i 25 anni che hanno terminato la scuola o perso il lavoro, un'opportunità di formazione o di inserimento in un'azienda entro quattro mesi.

È una novità straordinaria. Nella storia d'Italia non era mai successo che qualcuno si occupasse di un giovane appena uscito dalla scuola. E il primo maggio ha ovviamente un valore simbolico”. Ma, sulla possibilità di rimettere mano alle pensioni e rendere più flessibile l'età per uscire dal lavoro, il ministro Poletti ha spiegato che “Non c'è alcun cantiere da aprire. Abbiamo ripreso il dossier del ministro Giovannini per garantire una tutela alle persone che possano trovarsi senza lavoro e senza pensione”.

Di tutt’altro avviso, invece, il ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, che ribadisce l’importanza del piano prepensionamento degli statali presentato già qualche settimana fa e che se, da una parte ha suscitato grande entusiasmo fra lavoratori e sindacati, dall’altro ha scatenato polemiche soprattutto da Ragioneria dello Stato e Ministero del Tesoro, che hanno frenato l’entusiasmo perché mancherebbero le risorse necessarie.

Inoltre, sull'eventuale estensione della staffetta generazionale del pubblico impiego, anche nel settore privato, Poletti precisa: “Non ne abbiamo mai parlato. C'è altro, invece, di cui parliamo: fare in modo che nessun italiano in buone condizioni di salute che riceve un sussidio per ragioni diverse resti a casa a non fare nulla.

Per esempio, chi riceve legittimamente un aiuto dalla comunità perché ha perso temporaneamente il lavoro, sarebbe giusto che offrisse la sua disponibilità per quello che io chiamerei un servizio comunitario. Per fare un esempio potrebbe rendersi disponibile a distribuire i pranzi alla Caritas o assistere gli anziani”.

Ma in realtà qualcosa di concreto sulle pensioni bisognerebbe fare, per cancellare le ingiustizie e le iniquità nate a seguito dell’entrata in vigore della legge pensionistica firmata dall’ex ministro Fornero e per rendere gli assegni più consistenti. Gli ultimi dati in merito, infatti, sono allarmanti e parlano di tantissimi, se non la maggior parte, degli italiani che vivono con meno di mille euro al mese.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il