Gestire la pensione di un disabile. Chi ha diritto e cosa può fare

Chi e come può gestire la pensione di un disabile: come avviene la nomina dell’amministratore di sostegno e chi può esserlo

Gestire la pensione di un disabile. Chi ha diritto e cosa può fare

Chi ha diritto a gestire la pensione di un disabile?

Nel caso in cui un disabile sia incapace di svolgere i propri interessi, la sua pensione, come tutti gli aspetti economici della sua vita, possono essere gestiti da un amministratore di sostegno, figura che si occupa appunto della tutela di chi non ha la capacità di gestirsi.

 

Una recente sentenza del tribunale di Benevento ha chiarito come gestire al meglio la pensione di un anziano disabile. E secondo i giudici per gestire la pensione di un disabile basta ricorrere alla cosiddetta amministrazione di sostegno. Ma cos’è l’amministrazione di sostegno e chi ha il diritto di gestire e come la pensione di un disabile?

Cos’è e come funziona l’amministrazione di sostegno

L’amministrazione di sostegno è un figura che si occupa di tutelare chi non ha la capacità di provvedere, anche solo temporaneamente o parzialmente, a curare i propri interessi e presenta limiti della capacità di compiere atti rilevanti.

Per la nomina dell’amministratore di sostegno bisogna presentare apposito ricorso in tribunale e una volta nominato aiuto il disabile, se e quando necessario, a prendere le giuste decisioni in ambito economico, per proteggerlo e tutelarlo, ma non interviene mai nella gestione della vita quotidiana dell’invalido ma lo aiuta solo laddove necessario, nelle scelte che implicano un maggior peso e rilevanza da un punto di vista economico.

Il ricorso deve contenere:

  1. dati anagrafici, residenza e dimora abituale del beneficiario;
  2. dati anagrafici e domicilio del coniuge o del convivente di fatto, degli ascendenti e dei discendenti, degli ascendenti dei fratelli e dei conviventi del beneficiario, se conosciuti dal ricorrente;
  3. dati anagrafici, domicilio e grado di parentela del ricorrente;
  4. dati e domicilio dell’eventuale tutore o curatore;
  5. esposizione dei fatti che hanno portato alla necessità di presentare domanda;
  6. motivi per la richiesta di nomina dell’amministratore di sostegno;
  7. atti per cui serve l’assistenza dell’amministratore di sostegno;
  8. conclusioni e sottoscrizione di colui che presenta ricorso.

L’amministrazione di sostegno può essere nominato per interdetti o inabilitati dal momento della pubblicazione della sentenza di revoca dell’interdizione o dell’inabilitazione, o per maggiorenni o minori che hanno una grave incapacità derivante da menomazione fisica o psichica.

Chi può diventare amministratore di sostegno?

L’amministratore di sostegno può essere scelto dallo stesso beneficiario o designato dal giudice tutelare tra:

  1. coniuge non separato legalmente o persona stabilmente convivente;
  2. padre, madre o figlio;
  3. fratello o sorella;
  4. un parente entro il quarto grado;
  5. un soggetto designato dal genitore superstite con testamento, atto pubblico o scrittura privata autenticata.

Cosa fare per gestire la pensione di un disabile

Una volta nominato, l’amministratore di sostegno, sempre considerando che il giudice può sempre decidere di modificare la nomina stessa, diventa una sorta di curatore del disabile per la gestione della sua pensione e le diverse spese da programmare con essa ma anche del resto del patrimonio perché spetta a lui il compito di consigliare nella gestione dei soldi.

In generale, però i compiti dell’amministratore di sostegno dipendono da quanto previsto nel decreto di nomina. Se l’infermità, per esempio, è più grave il giudice può prevedere l’incapacità a porre in essere più atti.

Gli atti di cui può occuparsi l’amministratore di sostegno sono quelli che richiedono la rappresentanza esclusiva dell’amministratore di sostegno e quelli che richiedono l’assistenza necessaria. Tra i compiti dell’amministratore di sostegno rientra anche quello di cura dei bisogni e delle aspirazioni della persona che assiste.

L’amministratore di sostegno si occupa, dunque, di gestire attività semplici come gestione solo di un piccolo terreno di proprietà, o entrate ordinarie, previdenziali e assistenziali, dell’anziano disabile.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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