Banche più sicure e a rischio fallimento,Bail-IN: Bcc,Banca Veneto,Vicenza,Intesa,Unicredit,Ubi.Lista aggiornata Marzo-Aprile 2017

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Banche più sicure e a rischio fallimento

Banche in crisi, più sicure e fallimento

Nuovo elenco delle banche italiane a rischio redatto sulla base dell'indice che misura il rapporto tra sofferenze e patrimonio.

C'è una nuova lista che circola ed è quello delle banche a rischio che si contrappone a quello delle banche più sicure. Riveliamo subito che comprende Banca di Teramo di Credito Cooperativo, Cassa di Risparmio di Cesena, Unipol Banca, Banca Atestina di Credito Cooperativo, Banca di Pistoia - Credito Cooperativo, Credito Salernitano - Banca Popolare della Provincia di Salerno, Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca di Credito Cooperativo "Sen. Pietro Grammatico" - Paceco, Cassa Rurale Valli di Primiero e Vanoi, Cassa Rurale della Valle dei Laghi, Cassa di Risparmio di San Miniato, Cassa Rurale Mori-Brentonico-Val di Gresta, Veneto Banca, Cassa Rurale di Rovereto, Banca Carim - Cassa di Risparmio di Rimini, Banca di Credito Cooperativo di Castel Goffredo, Banca per lo Sviluppo della Cooperazione di Credito, Bancasciano Credito Cooperativo, Banco Popolare, Banca Popolare di Vicenza, Banca di Credito Cooperativo del Veneziano, Banca di Credito Cooperativo di Recanati e Colmurano, Banca del Fucino, Banca di Filottrano - Credito Cooperativo di Filottrano e di Camerano.

Banche più sicure e a rischio fallimento: lista aggiornata marzo-aprile 2017

A stilare questo elenco in un'epoca di bail-in, aiuti di Stato e incertezze di risparmiatori e investitori, è stato l'Ufficio Studi di Mediobanca sulla base del cosiddetto Texas ratio, l'indice che misura il rapporto tra sofferenze e patrimonio. Quando oltrepassa il tetto del 100% suona un campanello di allarme, la banca è a rischio ed è necessario un intervento. Questi sono i giorni in cui è alta l'attenzione anche su Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Il conto alla rovescia dell'offerta di transazione per gli azionisti va domani in scadenza e c'è incertezza rispetto all'obiettivo dell'80% di adesione all'offerta che prevede un pagamento cash in cambio di un passo indietro rispetto ad azioni legali contro le banche. Per i due istituti di credito sulla via della fusione si parla di un aumento fino a 5 miliardi di euro.

Per la Banca centrale europea i crediti deteriorati sono l'onere principale gravante sul sistema bancario europeo post-crisi. Per questo la vigilanza ha da poco pubblicato le linee guida per il loro smaltimento. Secondo Ignazio Angeloni, componente del supervisory board della Bce, rimandare il risanamento dei bilanci farebbe indebitamente protrarre le fragilità delle banche, con potenziali danni per l'economia. Un'analisi condivisa dal vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovski, per cui la questione dei crediti non esigibili va affrontata innanzitutto a livello nazionale, ma alcuni aspetti possono essere messi sul tavolo europeo. Nell'Eurozona, ha spiegato Angeloni, i volumi di crediti deteriorati sono molto elevati: in termini lordi ammontano a circa 900 miliardi di euro, ossia il 6,6% delle esposizioni totali, mentre al netto degli accantonamenti sono pari al 3,6%. Però, ha aggiunto, di recente si è osservato un modesto miglioramento: le consistenze di Npl sarebbero scese di 66 miliardi di euro.