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Pensioni ultime notizie affermazioni e novitÓ mini pensioni, quota 41, quota 100 Brizzi, Boeri, Damiano

Ci sono diverse valide ragioni per cui occorre intervenire in tempi ristretti sulle novitÓ per le pensioni.




Non ci sono solo i grandi confronti nelle aule del parlamento e delle commissioni ad animare il confronto sulle novità per le pensioni. La proposizione di soluzioni e nuove idee passa anche da conferenze pubbliche e incontri informali, con l'avvertenza della presenza di oggettive difficoltà a intervenire per le poche risorse che l'esecutivo intende investire. Quando si parla di novità per le pensioni occorre poi tenere in considerazione la posizioni particolari, che spesso sfuggono dalla discussione intorno ai temi generali.

È il caso ad esempio dei Vigili del fuoco, le cui ragioni in ambito previdenziale sono argomentate da Antonio Brizzi, segretario generale del Conapo. Nessun trattamento esclusivo, si affretta a specificare, ma solo l'equiparazione in ambito di trattamento pensionistico con gli altri Corpi dello Stato. Uno dei punti più contestati dell'attuale legge previdenziale tira in ballo l'aumento dell'età pensionabile in seguito al riconoscimento delle più elevate speranze di vita che mal si concilierebbero con la struttura e l'organizzazione dei Vigili del fuoco.

Come argomentato da Brizzi, l'immissione in ruolo del personale avviene in età avanzata, "sino alla soglia dei 50 anni" con inevitabili ripercussioni "sulle capacità operative individuali, sui tempi di intervento ma anche sugli infortuni sul lavoro" e ovviamente sul trattamento previdenziale. Le richieste sono presto dette: l'allargamento del meccanismo dei sei scatti della base pensionabile anche al Corpo dei vigili del fuoco, le maggiorazioni di servizio in ottica anzianità contributiva, il riconoscimento di alcuni istituti previdenziali che tengano conto del rischio e della peculiarità di questo mestiere, maggiormente faticose rispetto ad altri.

Nel cuore del dibattito sulle novità per le pensioni è sempre presente il presidente dell'Istituto nazionale della previdenza sociale. Ma dopo aver elaborato una piattaforma di intervento basata su cinque punti ben precisi - l'assegno universale, l'unificazione dei trattamenti, l'armonizzazione dei regimi, le uscite flessibili, più contributi aggiuntivi -, si pone adesso in una posizione di attesa. Osserva infatti con attenzione e fiducia le trattative tra forze sociali e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sulle misure più opportune ed economicamente più sostenibili in vista della prossima manovra. L'auspicio è l'introduzione di provvedimenti strutturali e quanto più universali possibili, in grado di andare al di là delle contingenze.

In questo contesto appare interessante la posizione del presidente della commissione Lavoro alla Camera dei deputati, Cesare Damiano, secondo cui è arrivato il momento che Palazzo Chigi faccia definitiva chiarezza sulle intenzioni in vista della manovra. Per ora si sta ragionando solo su ipotesi e soprattutto senza svelare lo stanziamento economico in tema pensioni. Il punto è che in autunno la questione del referendum costituzionale, su cui il premier sta scommettendo la sua partita, rischia di cannibalizzare le altre questioni nell'agenda politica.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il